L’artista del mese – Street art & more – I mostri di Gio Pistone

Gennaio 2016

La ricerca nel campo della street art si sta rivelando piuttosto fruttuosa, è una continua scoperta di Gio Pistone -Endless - studio d'ars milano 2015 - ALLIBITOartisti ed espressioni differenti che stanno arricchendo me, il blog e spero anche voi.
Come ricorderete, tempo fa vi mostrai un lavoro realizzato a Casapesenna, in Campania, da due artisti italiani. Fu allora che vidi per la prima volta i mostri di Gio Pistone e ne rimasi ammaliata. Non furono solo i forti contrasti e i colori accesi, ma qualcosa di più intimo, di quasi familiare. Quelle creature non facevano paura, anzi parevano quasi scacciarla. Da allora mi ripromisi di approfondire il discorso con l’artista. Ed eccomi qui, a tu per tu con Giovanna aka Gio Pistone, street artist e illustratrice di casa a Roma.

Facciamo un po’ di storia. Hai fatto di tutto: studentessa di psicologia, scenografa, costruttrice itinerante di giostre per bambini, grafica, performer. Poi hai scelto il disegno. Sembra il percorso di una mente irrequieta e creativa che, a un certo punto, trova finalmente la sua strada e i modi giusti per esprimersi. È così?
È così! Si può dire che io non mi sia fermata mai da quando ho potuto badare a me stessa, dall’adolescenza in poi ho cercato tutto ciò che potesse stimolare la mia fantasia, e lo perseguivo senza tregua anche in modo del tutto incoerente e continuo a farlo anche ora, ma in modo diverso.
Gio Pistone - 0AcquedottiUn Labirinto costruito a Mostar pochi anni dopo la guerra, la scenografia della Salomè nel teatro romano di Albano, il cinema a Bologna, una Giostra in un Campo Rom di Sarajevo, studentessa di psicologia (aiuto) insomma spaziavo!
Prima era saltare in continuo equilibrio su tutto ciò che mi attraeva, ora sento più il bisogno di entrare in profondità, da calamita equilibrista a speleologa.
Il disegno murale ha incontrato il mio interesse negli ultimi tempi, mi vengono richiesti lavori anche molto interessanti ma in realtà sto già pensando ad altro.
Disegnare sui muri è come Disegnare in grande ed è anche quello che ho fatto da sempre ma ora sono attratta da altro anche se non so neanche io ancora bene cosa.

Disegni sin dall’infanzia. Sono nati allora i tuoi personaggi e i loro mondi di fantasia?
Sì, ho disegnato mostri da sempre, ne ho un infinità di risme colorate a casa e tutto si è innescato grazie a mia madre.
Gio Pistone -AlterazioniFestival2014E’ stata lei l’artefice inconsapevole dell’ aver risvegliato questa mia innata mania.
Più o meno è andata così…
Quando avevo 4 anni lei era molto giovane e studiava all’università psicologia.
Ebbene in quel momento ero afflitta da sogni oscuri che mi svegliavano urlante nella notte ed oltre ad essere estremamente terrorizzata turbavo spesso anche il sonno dei miei genitori che alla fine poi non dormivano mai.
Dunque la sua mente geniale inventò un antidoto alla paura.
Quando mi svegliavo in lacrime, mi consolava si ma poi, subito, fresca di terrore, mi faceva riversare su fogli quello che avevo visto e poiché da piccola avevo scelto il disegno come secondo linguaggio mi appassionai.
Ogni giorno ne disegnavo dozzine e continuavo a scuola parlandone con i miei compagni divertendoli e guadagnandomi in classe l’appellativo di bambina fantasiosa, ahimé.
Gio PistoneEcco non so bene come ma l’incantesimo riuscì trasformando la paura in passione e me in una eterna fanciulla.
Comunque benché più maturi e complessi ora continuo a pescare i miei soggetti nello stesso buio.
Un storia infinita.

Alla fine, se li si osserva bene, i tuoi mostri non incutono paura. Nonostante il tono surreale e la variante psichedelica, sembrano creature pacifiche che svolazzano tiepidamente sui muri delle nostre città. Chi sono esattamente e cosa rappresentano per te?
Il mostruoso fa paura sempre di primo acchito perché mette davanti a ciò che non si conosce ed anche io come la maggioranza delle persone ero spaventata da ciò che la mia mente riusciva a immaginare.
Ma in realtà quei mostri rappresentavano me.
Conoscendoli me ne sono affezionata e amato alcuni lati di me che non inimmaginavo razionalmente ed ora, come la Gio Pistone -0SniaViscosaduplicità della parola “mostro”, non li vedo diversi, brutti o paurosi ma incredibilmente abili.
D’altronde ogni personaggio che invento ha un nome, una storia e delle caratteristiche uniche.
Mi è sempre interessata di più la diversità che il conformismo, questo da sempre.

Esiste un legame fra questo tuo modo di concepire le tue creature e la scelta cromatica accesa e contrastata?
Credo che la scelta cromatica sia legata al carattere e al gusto.
Da sempre ho scelto quelle tinte anche quando mi dipingevo la faccia con i pennarelli: rosso giallo verde, ho amato sempre più l’impatto che la carezza.
Ora anche in questo mi sento meno vibrante ovvero sono nel momento in cui potrei usare colori più spenti mah booo chissà vediamo cosa succede.

Parliamo di street art. Come è avvenuto il passaggio dalla carta/tela al muro e quali sono state le difficoltà (se ci son state) sia di inserimento che di adattamento a questo nuovo mondo?
Gio Pistone - Teatrolibero del Sogno Lucido -Bocs Cosenza 2015 - Foto Mauro PiccininiGuarda io non ho mai fatto parte di gruppi né tantomeno diviso l’arte in settori.
Sono nata con l’amore per il segno ed ogni superficie è buona per disegnare, ovviamente per fare muralismo c’è bisogno di una dose di megalomania e questa diciamo che non mi manca.
Mi fa lo stesso effetto di quando lavoravo per le scenografie in teatro o istallazioni in giro per l’Europa.

Eredità dal passato e/o affinità nel presente? Artisti e tendenze che ti hanno ispirato o a cui ti ispiri?
Tantissimi e ne aggiungo di continuo.
Gio Pistone - Is animas - AvereFame(Orco)Bosh, Caravaggio, Giotto, Karel Appel & i Cobra, Dino Buzzati, Maria Lai, Topor, Roland Barthes, Burri, Mirò, Marcel Duchamp, Billie Holiday, Eugenio Montale, Antonin Artaud, Societas Raffaello Sanzio, David Lynch, Ludwig Wittgenstein, Eraclito, Bas Jan Ader, Ellsworth Kelly, Akira Kurosawa e milioni di milioni di altri continuano a regalarmi ispirazioni e commozione.

Ti piace approfondire, anche attraverso studi antropologici, i soggetti delle tue opere. Come nel caso di “Is Animas”. Come nasce quest’esigenza, su cosa si basa la tua indagine e qual è il suo oggetto di studio?
Is Animas era un indagare le paure nel mondo.
Avevo l’idea che la paura fosse un qualcosa di comune, inoltre l’uomo ha la tendenza a rendere vivi i sentimenti e spesso farne personaggi per poterli raccontare arginare e conoscere.
Ho pensato di mettere a confronto le paure nelle diverse aree geografiche tra gli abitanti di mare, di terra, di montagna, di campagna, nord sud est ovest del mondo.
Mettere in relazione il sentimento di paura con l’ambiente di vita.
40 tavole non erano abbastanza ma la galleria Mirada è piccolina e dovevo contenermi.
Gio Pistone - Is animas - irregolare(Arpia)Non ho solo disegnato la creatura immaginata da quel popolo o regione bensì ho riprodotto la paura che generava quella forma.
Ad esempio nell’Orco, semplice abitatore delle favole, che rappresenta la paura infantile dell’altro che si trasforma nella paura di essere mangiati, ho interpretato il furore della fame, ho disegnato la sensazione di dover mangiare, questa fame incontenibile di belva che arriva a uccidere persino un bambino.
Poi il mio indagare si è spostato nel campo delle emozioni legate al linguaggio, insomma, diciamo che quello di cui parlo è concatenato, essendo un discorso tra me e me.

Le tue opere spaziano anche nel campo della scultura e dell’installazione. Parlaci delle tue creazioni, cosa ti ispira e che materiali utilizzi.
Proprio da poco sono tornata da una interessante Residenza Artistica a Cosenza e lì ho creato da un rudere abbandonato un teatro.
Ovvero questo posto aveva le fattezze naturali di un teatro con le quinte ed il proscenio, anche essendo un ex Gio Pistone -Endless - studio d'ars milano 2015scannatoio per maiali, poveretti, e ho disegnato una scenografia con un mio grande murales.
In questo caso è stato un luogo ad avermi ispirato tutta l’idea ed è stato un intervento urbano nel senso che c’è stato il cambiamento di un luogo da rudere a qualcos’altro. Una trasformazione.
Molto di più di un semplice murales su una facciata di un palazzo che vedo più come un’opera decorativa molto spesso, e questo mi interessa meno.
Non ho un vera e propria idea predominante per quanto riguarda le opere scultoree o di arte urbana, né tanto meno per il disegno diciamo che vengo ispirata dai luoghi o dai materiali che trovo e da quello che sto elaborando in quel momento esatto, è una sorta di alchimia.
Visione periferica 2014 giopistonePosso parlare di cosa stavo pensando in un momento ma non di cosa ho collegato nella creazione di un opera finita, quello è per me un mistero.

Futuro. Nuovi progetti, mostre, collaborazioni in vista o anche solo idee da tirar fuori dal cassetto?
Ho molti progetti in cantiere, ma in questo preciso momento sono in una fase di raccoglimento e di ispirazioni e modalità. In attesa di 2 progetti molto grandi murali ed una mostra personale a giugno a Berlino
Dunque ce n’è da fare ed anche tanto ma voglio prendere il tutto con molto anticipo e lavorare bene sull’idea, cosa che spesso scarseggia.
Alhoa.

LINK UTILI:
Gio Pistone su questo blog
Gio Pistone – Vimeo
Gio Pistone – Website
Gio Pistone – Instagram
Gio Pistone – Facebook fan page



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