Vi ricordate Alva Bernadine? Come no? I suoi giochi di specchi, così come le segmentazioni e deformazioni di corpi, non possono esservi sfuggiti se siete appassionati del genere erotico.
Da quando vi proposi quella prima gallery, il fotografo inglese non si è fermato, anzi si sente continuamente parlare di lui sia grazie alla sua prolifica attività artistica, sia dai media per la sua concezione della pornografia come arte. “Pornography As Art” è, infatti, il claim che ha accompagnato le sue foto sui manifesti che ha sparso in mezza Londra. Insomma in pieno stile Bernadinism, come egli definisce la sua religione fotografica.
Le sue capacità di trattare il sesso con naturalezza e ironia fanno sì che il suo lavoro sia costantemente oggetto di attenzioni e critiche. Egli divide l’opinione pubblica che, se da un lato vorrebbe censurarlo per le sue provocazioni, dall’altro è terribilmente attratta dalle sue creazioni. Insomma, un classico della questione…
In questo articolo vi propongo un’altra serie di Bernadine dal titolo Forniphilia (Human Furniture), una raccolta di mobilio umano fetish non adatto per persone facilmente suggestionabili e/o moralizzatori di professione.
In effetti, una delle caratteristiche di Bernadine è proprio l’assoluta disinvoltura con cui si fa beffa dei limiti convenzionalmente riconosciuti dalla società. Tuttavia il suo fare è condito di ironia e provocazione e ciò lo scarica dalle responsabilità del caso affievolendo le considerazioni etiche.
Certo il rischio è quello di sfociare nell’impersonalità della pornografia, in una visione della donna come mero oggetto ma, come dichiara lo stesso Bernadine:
“Se avessi avuto paura di dare una visione alienata della donna, avrei fatto fotografia di paesaggio. […] Da
quando ho realizzato la mia prima fotografia fetish più di 25 anni fa, ho incontrato molte donne sottomesse che si definiscono femministe. Il sesso non ha ideologia, è inutile dire a qualcuno che non è politicamente corretto essere legato e picchiato o scappare con il partner di qualcun altro. Se dà loro soddisfazione lo faranno.“.
In poche parole Bernadine ha scelto la fotografia porno-erotica e la utilizza per raccontare il sesso in modo veritiero, senza filtri. Egli scava nella mente umana e ne tira fuori le perversioni in modo del tutto fedele.
Ovviamente la sua arte risulta controversa e disturbante, può piacere o scandalizzare. Dipende da quanto si è disposti ad abbattere le torbide barriere della morale. Se è il vostro caso vi consiglio la gallery, in caso contrario idem.
Buona visione!
Link utili / Useful links:
Alva Bernadine su questo blog
Alva Bernadine – Website
Alva Bernadine – Facebook fan page
GALLERIA FORNIPHILIA (HUMAN FURNITURE)
GALLERIA PORNOGRAPHY AS ART
Categories: Arte & curiosità dal mondo, Erotica
Noto perversioni di vario tipo, tuttavia penso che quella più immediata per colpire i benpensanti sia quella del tabellone con la modella in lingerie indossata da un lato e con reggiseno e mutandine tirate via dall’altro.. La materializzazione di un’immaginazione appagante che, una volta sottratta dalla sfera intima della mente e sbattuta in faccia, finisce per creare un conflitto e mettere in crisi la morale comune.
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Credo che le perversioni, così come l’arte di scandalizzarsi, siano soggettive… a me, ad esempio, colpisce la tizia con la candela nel seno. De gustibus perversis ;)
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😉
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Sono scatti fondamentali per dissotterrare il nostro vero istinto oramai censurato e forzatamente cancellato da menti ” finte ” puritane!!
W la libertà di espressione !!!
W ALVA BERNADINE
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…e il Bernadinism!!!
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Non si può fare a meno di notare l’accostamento tra la donna (qui sottoposta e vista come oggetto) ed il cibo, entrambi fonti di piacere. Personalmente non trovo quasi nulla di così scandaloso o estremamente perverso, se paragonato ai tempi, fatta eccezione per la donna candelabro ;)
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C’è sempre un’eccezione… in effetti diciamo che è una delle più controverse. Ehmmm…
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Chissà che l’autore non abbia voluto indicarci quella via, come una fonte di nuova luce ;)
Ti abbraccio.
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