L’artista del mese – Fotografia – L’erotismo ironico di Michelangelo Arizzi

Marzo 2016

Michelangelo Arizzi - Arte culinaria dell'uovoFotografia? Non solo. Pittura? Neanche. Filosofia? È riduttivo. Preferisco pensare che quella di Michelangelo Arizzi sia un’interrogazione mistica sull’universo che viene tradotta nei suoi intensi lavori artistici. Dalle sue opere, dall’impronta marcatamente surreale, traspare una visione dell’esistenza che si spinge oltre la superficie su un percorso di tipo metafisico, quasi mistico. Le donne, che rappresentano il suo soggetto principale, sono rappresentate nella loro essenza. L’interesse puramente estetico è superato da quello verso l’archetipo, la sostanza che le definisce. Esse sono avvolte dal mistero ed esprimono pienamente la loro carica erotica che è una delle componenti più ancestrali e distintive di questa stessa sostanza. Michelangelo Arizzi gioca, seppur seriamente, con le sfumature della donna, la mostra attraverso piccoli gesti, particolari, prospettive inusuali. La immerge in una dimensione onirica che ne esalta il mistero rendendo la sua sensualità ancora più conturbante. Il tutto condito con ironia e un pizzico di gioco, anch’essi parte e cammino verso la verità.
Michelangelo Arizzi - Evidenza del BroccoloAvete capito ora? Ci son tutti i presupposti per una spontanea richiesta di approfondimento con l’autore. Ed eccomi dunque a tu per tu con Michelangelo Arizzi che ha gentilmente risposto a qualche domanda.

Pittura e poi fotografia. Quando e perché è avvenuto questo passaggio e in che modo la prima ha influenzato, e influenza tuttora, la seconda?
Successe intorno ai 28 anni, sentivo che la fotografia mi dava più libertà che star chiuso in uno studio, mi permetteva di incontrare la poesia dell’immagine viva, le persone, i paesaggi, la realtà. Forse è stata la necessità di sostenermi economicamente a farmi fare questo passo essendo la mia produzione pittorica difficilmente commerciabile. Ma è stata sicuramente un’occasione che mi ha spinto a cercare di fondere queste due arti che sentivo mie entrambi.

Michelangelo Arizzi - Fashion in AtlantideLa dimensione onirica è centrale nella tua fotografia e sfocia in ambientazioni e personaggi surreali, frammenti di sogni che trasformi in arte. Sembra che il sogno e la sua interpretazione facciano parte di un processo di autoanalisi, di svelamento di te stesso e del tuo inconscio. Qual è il ruolo del sogno nella tua poetica?
Sono sempre stato attratto dal surrealismo e dalla metafisica dei pittori primo novecento. All’inizio il mio interesse per la fotografia era parallelo al collage che allora era solo cartaceo, ho lavorato a riviste di satira come il Male, la Peste dove ho dato sfogo anche alla mia vena ironica e goliardica. Ho anche realizzato una produzione con un taglio surreale che ho esposto in varie mostre. Il sogno è stato il luogo poetico dove trarre fuori i fantasmi, i miti e gli archetipi che facevano parte del mio immaginario, ma anche dei miei studi storico filosofici e nelle scienze esoteriche.

Michelangelo Arizzi - Volere volareParliamo della donna ritratta attraverso il suo corpo mentre il volto viene spesso celato o tagliato come se non fosse necessario. Essa sembra rappresentare tutte le donne o la loro essenza, forse un po’ ombrosa e insondabile. È così?
Il mio amore per il mistero in se si è sempre sposato bene con quello della donna. Il suo corpo è stato per me non solo il simbolo del mistero, spesso è stato anche un veicolo dove la forma poteva rappresentare l’essenza. Come in una ribellione al mio lavoro commerciale sulla moda o sull’erotico che mi portava quasi esclusivamente su confini estetici. La scommessa fu creare immagini che avessero potenza visionaria, evocativa, riminiscenze archetipe e simboliche, dove l’ironia e a volte la provocazione potevano essere una via liberatoria.

E dove c’è la donna c’è erotismo, giusto?
Michelangelo Arizzi - Paolina la pera e il serpenteSenza erotismo la donna perderebbe tutto il suo fascino, anche se a volte ne fa un cattivo uso che finisce solo per nutrire il suo ego. Tutto ciò vive e si nobilita solo nella mente e negli occhi di un uomo, o di una donna che sa cogliere quella sottile energia che trasmette.

Dichiari di avere una visione esoterica della vita e dell’arte. Ce ne vuoi parlare?
La mia visione esoterica della vita sta nella ricerca della verità, a volte è scritta a volte no, sta a noi coglierla attraverso lo studio, ma anche attraverso l’intuizione affinché ci aiuti a ampliare i nostri orizzonti rendendoci più forti, liberi e meno condizionabili dalle falsità che il sistema ci impone per i suoi poco nobili interessi di potere. Per questo cerco di mettere tra le righe delle mie creazioni principi che ho appreso altrove per rendere il messaggio più potente e universale possibile.

Michelangelo Arizzi - Luminosa crocifissioneIn quale misura e con quali criteri ricorri all’uso del digitale in post-produzione?
Il digitale e la sua manipolazione è solo una necessità che si pone sulla strada che devo percorrere per realizzare l’immagine che è balenata nella mia mente. Quando non è necessario son ben felice di non usarlo. La cosa più importante da raggiungere è il risultato immaginato, ritengo che perseguire il mito della purezza del mezzo sia solo un freno alla creatività nella fotografia che la pittura per sua fortuna non ha. In qualsiasi caso l’ immagine finale è sempre e comunque filtrata attraverso vari mezzi che attraversa e non si può comunque dire di aver colto la realtà assoluta. Le realtà sono molte come ci dice la fisica quantistica, alcune le vediamo altre no, ma quella del sogno è sicuramente una prova che esistono. Il vero filtro che determina l’imprinting più importante è la nostra psiche.

Michelangelo Arizzi - Acini diversi diviniCi sono delle eredità dal passato e/o dal presente? Quali sono gli artisti o le correnti a cui ti senti più legato?
Sicuramente nella pittura Magritte, De Chirico Max Ernest, Dalì e nella fotografia Man Ray, Saudek, Halsman, Brant, Avedon, Horst, List, Penn. Le correnti che mi hanno influenzato di più sono il Rinascimento, il gotico, il surrealismo, la pittura metafisica, il simbolismo, ma anche l’astrattismo e la pop art.

Hai raccolto i tuoi lavori nell’ebook dal titolo “Cronache dal presente” uscito nel 2015. Di cosa si tratta e dove si può trovare?
È una raccolta di lavori di più di 20 anni di ricerca. E strutturato in maniera cronologica, ci sono vari filoni di ricerca, dai nudi con ortaggi a evocazioni storiche o simboliche comunque visionarie. L’ ebook si trova on line su Rizzoli, Hoepli, Amazon, Ibs.

Parliamo di presente e futuro. Su cosa stai lavorando in questo momento e quali sono i tuoi progetti futuri?
Sono in un momento di riflessione che spero mi porti su altri fronti dell’immagine.

Link utili / Useful links:
Michelangelo Arizzi – Website
Michelangelo Arizzi – Facebook

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