Scultore, fotografo, videomaker e musicista, Jago, all’anagrafe Jacopo Cardillo, è un giovane e poliedrico artista classe 1986 che ha la capacità innata di dialogare con la pietra, in particolare col marmo, fino a renderlo docile e particolarmente morbido. O almeno così sembra a chi osserva le sue sculture dalla tecnica qualitativamente elevata e dall’impressionante realismo.
Osservate ad esempio la pietra che viene tagliata col coltello, il materiale ha perso la sua freddezza, è diventato vivo, si piega e probabilmente soffre…
Ma ciò che mi ha lasciata a bocca aperta è stato il busto in marmo di Papa Benedetto XVI, opera che ha valso a
Jago il conferimento dell’Onorificenza della Santa Sede “Croce Pro Benemerenti”, che viene spogliato mostrando la pelle nuda dell’ex pontefice (Habemus Hominem – vd video a fine articolo). Sembra quasi un processo di spoliazione, la perdita delle vesti papali fatte di sacralità formale per giungere all’essenza fatta di carne, vene e pelle. Il ritorno all’uomo.
Credo di non esagerare nell’affermare che Jago, che peraltro ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, è un artista dall’innegabile talento che somma elevate capacità tecniche a una forte ispirazione creativa. Mi riservo dunque di seguirlo curiosa delle sue evoluzioni.
Ecco la gallery. Buona visione!
Link utili / Useful links:
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Categories: Arte & curiosità dal mondo
Grazie :)
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Forse ciò che mi ha impressionato di più è stata la re-invenzione di una scultura già terminata… Saper trasformare qualcosa di finito e già artistico di suo, in un’opera completamente diversa..
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Sì, è ciò che ha colpito anche me al principio… e lo vedevo e rivedevo sui social… Potentissimo!
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