Florence By Art – Visita (sperimentale) al Museo Novecento [Collezione Permanente]

Museo Novecento Firenze

Museo Novecento Firenze

Premessa (opzionale)
Io l’ho detto che il Novecento mi sta chiamando. Non vi sembra un segno che, proprio adesso che ho deciso di approfondire quel periodo storico, mi ritrovi a Firenze e, per una serie di coincidenze, finisca al Museo Novecento?
Museo Novecento Firenze - Thinking about Perspectives (Sculture: Cavallo by Marino Marini, La Pisana by Arturo Martini)Io credo di sì per cui ho deciso di condividere con voi questa esperienza. Vorrei anche inaugurare alcuni nuovi concetti con cui mi piacerebbe approcciare il discorso mostre. Da un po’ rifletto, infatti, sull’interazione fra visitatore e opera. Durante i miei ultimi viaggi, in particolare a New York, ho sviluppato una sorta di interesse morboso verso le reazioni e i modi dei visitatori. Non tutti attirano il mio interesse, dipende sia dalla loro fisionomia, sia dal loro rapporto con le opere. Alcuni si armonizzano talmente tanto, e/o creano nuove visioni dell’opera, da diventare un tarlo e, in alcuni casi, superare l’interesse verso l’opera stessa.
A Firenze c’è stata un’ulteriore evoluzione e ciò è capitato puramente per caso. Stavolta, oltre ad alcune eccezioni, sono diventata io la visitatrice in oggetto. In alcuni casi non consapevole, in altri sì. Il discorso si intreccia, infatti, anche con quello di divertirsi al museo, dialogare con le opere, giocarci, trovare diverse prospettive di osservazione.
Il Museo Novecento è stato tutto questo. Ve lo racconto.

Cronistoria della visita al Museo
Dopo aver goduto dell’immane facciata della Chiesa di Santa Maria Novella nella piazza omonima, entriamo nell’edificio che le sta speculare, l’antico Spedale delle Leopoldine.
Museo Novecento Firenze - "Il Pastore dell'essere" (1963) di Alberto VianiCi troviamo in una loggia, progettata da Michelozzo ma imputata a lungo a Brunelleschi, che si affaccia su un cortile interno. Intorno a noi intravediamo le prime opere come “Il Pastore dell’essere” (1963), una scultura in marmo di Alberto Viani con cui iniziamo a familiarizzare. Sulla terrazza del primo piano campeggia il messaggio al neon di Maurizio NannucciEverything Might Be Different” (1988) che ci invita a salire.
Raggiungiamo così il primo livello da cui parte il percorso espositivo. Ci fermiamo a lungo nel loggiato disseminato di installazioni con cui ci divertiamo a interagire. A colpire immediatamente l’attenzione è “Two in One” (1987) di Marco Bagnoli, una sorta di grande totem fatto di specchio, acciaio e fibra di vetro alluminata. Il gioco di riflessi diventa una vertigine, avanti e indietro, col mondo che gira intorno e il centro rosso pulsante a far da perno riflesso.
Proseguendo ci fermiamo a osservare le linee deliziosamente audaci della scultura in bronzo “Grande bagnante n. 3” (1957) di Emilio Greco a cui mi diverto a fare il verso.
Museo Novecento Firenze - Art is to say (1964) di Giuseppe ChiariCompletiamo l’intero giro prima di entrare nel cunicolo che segna l’inizio del percorso rosso. Finiamo in una sala ricca di suggestioni provenienti da mondi differenti quali la musica, l’architettura, le arti visive e la comunicazione di massa. Ci sono diverse opere interessanti che catturano la mia attenzione, come “Art is to say” (1964) di Giuseppe Chiari e “Il filo della bellezza” (1963) di Luciano Ori, solo per citarne alcune.
Proseguendo il percorso ci imbattiamo in un’opera che mi fa sussultare. Vi sembrerà da sciocchi ma vedere la prima Macchina Inutile (1951) di Bruno Munari mi mette addosso una strana agitazione. Non è tanto per l’oggetto in sé, quanto per il concetto che ne sta alla base. Così, ripresami da uno stupore dalla forte impronta munariana, ci soffio sopra, la fotografo da diverse prospettive, la studio elettrizzata cercando di coglierne il significato più pieno.
Museo Novecento Firenze - Macchina Inutile (1951) di Bruno MunariStessa cosa col Fontana che segue, una grande tela lacerata dal temperino sanguinario dell’artista. Mi fermo ad osservarla da vicino, cerco di sprofondare nell'”universo spaziale” aperto da quel taglio se non fosse per l’allarme che mi fa sobbalzare riportandomi a terra. Visto che ci sono mi genufletto in preghiera. Io non ho degli dei dalla mia, ma credo che l’arte, nella mia personale visione mistica e teologica, sia ciò che più ci si avvicina.
Le opere di questa sezione del primo livello, dal titolo “Gli artisti per Firenze, 1967“, derivano da una mostra realizzata a Palazzo Vecchio il 5 febbraio 1967, a tre mesi dall’alluvione del novembre 1966. L’iniziativa partì da Carlo Ludovico Ragghianti che lanciò un appello per la costituzione di un Museo Internazionale di Arte Contemporanea (MIAC). Aderirono oltre duecento artisti le cui opere vennero inizialmente riunite nella suddetta mostra e adesso fanno parte della collezione del museo.
Museo Novecento Firenze - Ingresso del percorso gialoPrima di salire al secondo livello, torniamo indietro al percorso giallo, ci infiliamo nel curioso cunicolo che ne segna l’inizio e veniamo sbalzati alla Biennale di Venezia del 1988, anno in cui emerge in controtendenza il lavoro di tre giovani scultori fiorentini: Antonio Catelani, Daniela De Lorenzo e Carlo Guaita. In particolare, in un periodo dominato dalla pittura figurativa e citazionista della Transavanguardia, essi propongono una scultura caratterizzata da forme rigorose e geometriche, astratte ed essenziali.
Non dimentichiamo di passare anche per il percorso orange che ci porta a esplorare le contaminazioni internazionali che hanno influenzato la scena artistica fiorentina nell’ultimo trentennio del Novecento. In particolare sono tre le realtà in oggetto: la galleria Schema, il centro di produzione video art/tapes/22 e l’esperienza di Zona non profit art space.

Museo Novecento Firenze - La Nascita di PittiSaliamo poi al secondo livello della mostra che ospita, oltre a una sezione dedicata alla moda, con la Nascita di Pitti, e alla musica, con il Maggio musicale fiorentino (1933-1953), una collezione molto importante, quella di Alberto della Ragione. La collezione, che viene considerata, già negli anni 40, una delle più grandi raccolte d’arte contemporanea italiane, viene donata nel 1970 al Comune di Firenze. Essa contempla le opere di diversi celebri artisti come Mario Sironi, Giorgio De Chirico, Emilio Vedova, Giorgio Morandi, Renato Guttuso, Fortunato Depero, Lucio Fontana, Marino Marini, Gino Severini, Aligi Sassu, Giuseppe Santomaso, Arturo Martini, Antonio Donghi, Massimo Campigli, per citarne alcuni. Il percorso si snoda fra pannelli e pitture intervallate da sculture d’impatto come “Cavallo” (1937 ca) di Marino Marini e “La Pisana” (1933 ca) di Arturo Martini.
Museo Novecento Firenze - La Pisana (1933 ca) di Arturo MartiniLa prospettiva è interessante, mi fermo a riflettere sullo spazio museale nella visione di chi ha curato e allestito la mostra. Ne estrapolo un gradevole senso delle proporzioni imperniato da riverberi geometrici e suggestioni architettoniche.
Al livello 3 troviamo una sezione dedicata a “Firenze nel cinema internazionale“. Ci sediamo nella sala cinematografica apposita e gustiamo 20 minuti di immagini estrapolate dai film più rappresentativi come “Vita futurista” (1916) di Arnaldo Ginna e “Un tè con Mussolini” (1999) di Franco Zeffirelli. Gli spezzoni sono montati in ordine cronologico con l’intento di documentare come è cambiata l’immagine di Firenze di decennio in decennio.

Considerazioni finali
Museo Novecento Firenze - Fiori (Dalie) (1932 ca) di Antonio DonghiFinisce qui il nostro tour per il museo. La sensazione è positiva non solo per l’arricchimento culturale dovuto alla conoscenza del panorama artistico fiorentino, e oltre, del secolo scorso, ma anche per il riscontro emotivo generato dall’interazione con le opere. Perché le opere dialogano, basta fermarsi e mettersi in ascolto.

In galleria trovate, oltre alle immagini relative a questa interazione, anche quelle delle opere di cui vi ho parlato. Se desiderate approfondire, vi consiglio di cliccare sui link relativi alle varie sezioni del museo e consultare così il sito che ho trovato di facile lettura e ricco di informazioni utili per una più facile comprensione delle opere nella loro collocazione espositiva.

N.B. un ringraziamento speciale a Patrizia, la mia compagna di ventura, che ha assecondato il gioco e tollerato pause e/o eccessivi entusiasmi.

LINK UTILI MUSEO NOVECENTO:
Website | Youtube | Google + | Pinterest | Twitter | Facebook fan page

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7 commenti

  1. Quindi alla fine sei riuscita a venire a Firenze, peccato non averlo saputo, ti offrivo quel famoso caffè che ti avevo promesso 😦

    1. Eh Enrico… hai ragione… solo che è stato deciso di fretta e non abbiamo avuto un momento per fermarci. La prossima volta non la scampi però 😉

      1. Ok ci conto 🙂

  2. maurizio rosenberg colorni · · Rispondi

    Trovo molto interessante la modalità di questo messaggio di oggi, di tipo ‘esperienziale’. Se posso suggerire… ci sono tante troppe cose interessanti dentro una sola paginetta. Sarebbe molto più gustoso, credo, se una corrispondenza di questo genere si concentrasse su una, due.. esperienze (una o due opere, uno o due Autori) e non tanto di più. Grazie comunque sempre a Barbara Picci per il nutrimento quotidiano che ci fornisce!

    1. Eheh grazie a te Maurizio per l’attenzione e soprattutto per i consigli. Purtroppo non ho il tempo di frazionare e lavorare a lungo su un solo progetto. In passato ho pubblicato anche articoli di questo tipo rivolti a poche opere / autori ma in questo caso, dovendo parlare del museo nella sua complessità, non potevo esimermi dal fare riferimenti alla sua storia e ai vari contributi che ne compongono la collezione.
      Comunque ho tutte le intenzioni di sviluppare questo filone e farò tesoro del tuo consiglio 🙂

  3. Bellissimo l’idea di dialogare con l’arte, mi piace molto. Queste visite esperienziali esaltano ancora di più la bellezza. Grazie!

    1. Ci devo ancora lavorare ma diventa tutto più stimolante. Mi fa piacere scoprire che lo è anche per chi legge 😉

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