Dublin day-by-day – Itinerario degli scrittori (Day 1)

Dublin day-by-day - Itinerario degli scrittori (Day 1)
Dublin day-by-day – Itinerario degli scrittori (Day 1)

Dublino, 11 agosto 2017 – Day 1

Se Dublino fosse distrutta, potrebbe essere ricostruita con la mia penna.
James Joyce

Ore 9:00
Oggi sarò Molly, Molly Bloom. Sono stata generata da James*. Non ho virgole, punti, punteggiatura**. Sono flusso, coscienza pura. Ulisse, il prode eroe omerico, ha ispirato il mio creatore e io ne sono Dublino - Statua James Joycediventata la sposa Penelope, anche se, diciamocelo, non le somiglio affatto. E non parlo certo del suo aspetto fisico, parlo degli scheletri, quelli gelosamente custoditi nei miei armadi che hanno visto tanti amanti. Essendo una nota cantante d’opera, d’altronde, le occasioni non mancano e io non mi tiro certo indietro. Anche mio marito Leopold non ha molto in comune col condottiero errante greco, a parte le sue frequenti distrazioni con (simil) dee, sacerdotesse (del lubrico ardore) e ninfee (nella sottospecie maniaca o ninfomaniaca).
La nostra storia ha preso vita il 16 giugno del 1904, giorno in cui James (un altro la cui idea di fedeltà coniugale è tutt’altro che convenzionale) ha iniziato la sua relazione con la futura sposa Nora Barnacle. Per questo a Dublino ogni anno si festeggia il Bloomsday. Vi rendete conto? Una festa in nostro onore, oltre a una passeggiata per la città chiamata Leopold Bloom’s Walk ispirata a quella fatta da mio marito proprio in quella data, mentre io ero a letto a riflettere sulla Dublino - James Joyce Centresua proposta, a ripensare al mio amante del momento e a me stessa come donna.

La frase di James che ha introdotto questo scritto si riferisce al fatto che, con le sue parole, egli ha descritto, o anche solo citato, ogni parte di questa città. Non parlo solo delle pagine che mi hanno generata, ma anche di Dubliners, il libro dedicato ai suoi abitanti.
Oggi andrò a rivisitare questi luoghi, seguitemi…

* James Joyce, Ulisse (1922)
** Per una maggiore comprensione e scorrevolezza del testo, la punteggiatura si è resa necessaria. Perdonate la licenza poetica.

ore 15:00
Vento, poi sereno, poi pioggia e di nuovo sereno. Rifletto seduta in un locale, mangio qualcosa e penso a Leopold. Chissà dov’è finito, ho ripercorso le tappe di quel famoso 16 giugno ma di lui nessuna Dublino - Dublin Writers Museum - Samuel Beckett Fotografia di John Minihan, agosto 1984traccia. Ho proseguito fino al museo dedicato a James. Sapete nel frattempo il mio creatore è morto, che lo sia anche Leopold? No, che sciocca, Leopold è un personaggio, non può morire. Nel museo ho rivissuto gli attimi e i luoghi in cui James ci creò, a un certo punto mi è parso di sentire il suo profumo inconfondibile, ne ho seguito la scia ma è stato inutile.
Sono andata via scoraggiata e ho passeggiato a lungo fino a ritrovarmi di fronte a un edificio dai mattoni rossi. Alzo gli occhi: Dublin Writers Museum. Perché non ci ho pensato? Forse è qui, a far compagnia a James e a tutti gli altri scrittori che, coi loro personaggi e le loro parole ispirate, hanno reso più che legittima l’elezione di Dublino come “Città Unesco della letteratura“.

Come avete potuto sentire dal mio alter ego in carne e ossa, che ha avuto addirittura l’ardire di recitarvi mielosamente una poesia di William Butler Yeats, parlo di autori del calibro di Oscar Wilde, George Bernard Dublino - Dublin Writers Museum - Oscar WildeShaw, Samuel Beckett, Bram Stoker, Robert Maturin, George Russel, Oliver Goldsmith, Edmund Burke, Jonathan Swift e Séamus Heaney. Entro nell’edificio speranzosa, sento ancora il suo profumo, lui è presente o è stato qui di recente. Al suo posto incontro Dracula che flirta con Dorian Gray. Passo oltre e trovo Gulliver che mi dice di aspettare tal Godot, gli chiedo di Leopold e arrossisce come se fosse in imbarazzo, poi alza le spalle e mi dice di non averlo visto.
Ho capito, non è cambiato nulla, dev’essere in compagnia di una delle sue donnette. È passato più di un secolo ma non è cambiato nulla.
“Gulliver lascia perdere Godot, ho la sensazione che non arriverà mai. Che ne dici di venire da me?”

Stay Dublined!

A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.
Oscar Wilde

N.B. Parafrasando ciò che scrissi per Woody Allen l’anno scorso a New York, ogni giorno, a fine diario, troverete una pillola quotidiana di Oscar Wilde. Ho scelto lui come padrino di questo viaggio per due motivi: il primo riguarda il suo rapporto imprescindibile con Dublino; il secondo perché i suoi brillanti aforismi soddisfano pienamente il mio fabbisogno quotidiano di ironia, elemento per cui non nego di avere un deciso debole.

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16 commenti

  1. L’ha ribloggato su ilperdilibrie ha commentato:
    Pur ammettendo che la scusa del tempo scarso ormai è logora, approfitto del viaggio di Barbara (Picci) per ribloggare questo suo immergersi nei luoghi della scrittura, in particolare in Dublino!
    Che la Guinness sia con lei! 😛

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