CurKillTheBlog – Jan Kempenaers e le sculture aliene dell’ex Jugoslavia

Spomenik #18 (Kadinijača), 2009
Spomenik #18 (Kadinijača), 2009

Giuro che, in un primo momento, ho pensato a tracce di un misterioso passaggio alieno. Grosse sculture in rovina stagliate su immense distese collinari. Chi poteva aver costruito (e poi abbandonato) quei totem levati al cielo? Erano degli idoli votivi? Porte di comunicazione con gli alieni?
Spomenik #9 (Jasenovac), 2007Dopo la sorpresa e le legittime elucubrazioni sul caso, son andata a cercare informazioni e ho scoperto che si chiamano “Spomenik“, tradotto in serbo-croato “monumenti“. Si trovano sparsi nel territorio dell’ex Jugoslavia e purtroppo, mi dispiace se ci avete sperato, non si tratta di canali con altri pianeti e nulla di troppo poetico o romanzato. Furono dei semplici monumenti commissionati da Tito per commemorare i luoghi di battaglia della seconda guerra mondiale. Ciò che non è affatto semplice è invece il loro impatto e la loro comprensione. Si tratta infatti di strutture in calcestruzzo impiantate in paesaggi naturali, spuntano dal nulla fra fattorie e scenari collinari. Tito, negli anni ’60/’70, chiese ai principali architetti e scultori del tempo, come Dušan Džamonja, di progettarli.
Spomenik #1 (Podgarić), 2006Lo Spomenik #1 o meglio “Monument to the Revolution“, ad esempio, fu progettato proprio da Džamonja nel 1967. Le sue ali a forma di aquila pronte a volare si ergono fra le colline di Pogdaric, a Berek nell’attuale Croazia, richiamando un vibrante gesto aeronautico. Appare surreale, diciamocelo.
A restituircene questa immagine sono gli scatti di Jan Kempenaers. Il fotografo belga, dopo aver scoperto per caso gli strani monumenti in un’enciclopedia d’arte, con l’aiuto di un amico di Zagabria, ha trovato una mappa delle loro posizioni. Per tre anni, dal 2006 al 2009, ha girato per le stradine meno battute e per i paesini più sperduti dell’ex Jugoslavia alla ricerca degli Spomenik documentandone, e catalogandone in sequenza numerica, solo 26. Spomenik #3 (Kosmaj), 2006Kempenaers ha infatti scoperto in loco che molti di essi sono stati distrutti. Ciò, secondo quanto dichiara il fotografo, perché, durante la guerra dei Balcani, furono fatti saltare in aria perché riferiti al regime precedente e alla resistenza al regime tedesco, momento in cui le divisioni etniche erano state messe da parte.
Un vero peccato, anche e soprattutto che i monumenti sopravvissuti siano abbandonati a se stessi e non tutelati come parte del patrimonio storico e culturale dei paesi in cui si trovano. Vi lascio alle immagini e al bellissimo video dello Spomenik #1.
Se vi ho incuriosito e state pensando di andare alla ricerca di questi strani esseri di calcestruzzo, qui trovate un database aggiornato degli avvistamenti.

Link utili Jan Kempenaers:
Website

via theguardian.com

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