“Odi et amo”, la mia opera per la 5° ediz. del Premio Adrenalina

Odi et amo - Scultura di Barbara Picci aka Brabs
Odi et amo – Scultura di Barbara Picci aka Brabs

Per questa edizione del Premio Adrenalina di Roma, oltre a far parte per la seconda volta della giuria, mi è stato chiesto di partecipare come artista nella categoria Gold. In realtà mi fu chiesto anche due anni fa ma non accettai sia perché non mi sentivo pronta come artista, sia perché non mi pareva appropriata la partecipazione sia come giurata sia come artista, nonostante mi avessero assicurato che non avrei votato la mia opera e che ciò sarebbe stato reso pubblico.

Quest’anno però, sia per il rinnovato invito, sia per il tema “Eros e Thanatos“, che ben si avvicina al mio lavoro dell’ultimo periodo, ho deciso di partecipare. Inoltre, nel periodo in cui è arrivata la proposta, stavo giusto lavorando su una nuova serie di sculture (sì, esatto, sculture…) con le pietre nate dalla mia sempre più stimolante ricerca sulla Natura. Questa stessa ricerca, come avrete avuto modo di notare se avete seguito le pubblicazioni su social e blog, è accompagnata da una serie di riflessioni filosofiche che, guarda caso, vanno ad intrecciarsi proprio su tematiche che riguardano le trasformazioni della società attuale indirizzate su una sempre più invasiva virtualizzazione e spersonificazione dell’individuo. In parole povere, io credo che il vuoto lasciato dalla nietzschiana morte di Dio nella società, vuoto che ha portato a un evidente diffuso nichilismo, possa essere rappresentato dal ritorno alla Natura.

L’opera in concorso, che ha superato la prima selezione e andrà in mostra a Roma a Palazzo Velli dal 25 gennaio al 3 febbraio 2019, si intitola “Odi et amo” ed è composta da due pietre unite (50x20x14 cm). Qui trovate la scheda dell’opera sul sito del Premio Adrenalina.
Eccone la descrizione:

“Odi et amo”

Così come nella chimica elementi con cariche opposte si attraggono, così anche l’animo umano lacerato fra due sentimenti opposti che si bramano. Odio e amore, chiaro e scuro, pulsione di morte e pulsione di vita. Eros e Thanatos si incontrano in un amplesso che sfocia finalmente nell’equilibrio perfetto dell’unione degli opposti.

Considerazioni filosofiche e riferimenti specifici al tema
Thanatos arriva nella società di oggi, ripulita dalla vana promessa religiosa della salvezza ultraterrena, come un generatore di nichilismo, uno svuotatore di coscienze, un demolitore di senso. Se, come dice Nietzsche, Dio è morto, cosa colma il vuoto della speranza nella salvezza dell’anima?
Per ovviare a questo gap sociale si potrebbe tornare a una concezione differente del principio di morte, quello della Grecia antica in cui l’uomo è consapevole della sua finitezza e vede la morte come uno stadio naturale della vita. Nessuna ricompensa o castigo, solo un Ade indifferenziato e infelice. Il segreto della vita dell’uomo, in quest’ottica, è quello di conoscersi e conoscere il più possibile e puntare alla saggezza, riconoscendo i propri limiti e comportandosi secondo misura. Attitudini queste che sembrano mancare alla società bulimica di oggi votata al dio consumo.
Il ritorno dell’uomo alla propria natura finita fa sì che siano annullati gli effetti negativi della pulsione di morte, anzi, in questa visione Eros e Thanatos raggiungono la loro poetica armonia. Non c’è rottura o opposizione, solo equilibrio perfetto.

Materiali: pietra
Dimensioni: 50x20x14 cm

Voglio ringraziare l’artista Matteo Ambu che ha fatto sì che una semplice idea divenisse realtà. Nei prossimi mesi sarà presentato anche il resto delle opere della serie.

LINK UTILI:
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6 commenti

  1. Odi et amo mi sembra una o, meglio, la percepirei quale “esperienza sensoriale” di classe alta, chissà a girarle in cerchio, dal vivo! qui i miei complimenti alla DonnArtista, B. P.!
    r.

    • Grazie Roberto… sono molto lusingata per questo tuo messaggio, soprattutto se la percepisci di “classe alta”. Credo che voglia dire che devo proseguire per questa strada…
      ps buona idea questa di ribaltarle. Ci penso ah ah ah

      • Non ho mai amato “dare consigli” peraltro non ne sarei capace più di tanto! Ma, nel tuo caso, atteso che con linguaggi et materiale diverso, mi sentirei di affermare che perseguiamo (ma sarebbe lungo discorso) medesime mete (mete non meta, è importante!) direi che percorrere la strada intrapresa sì, persegui interrogandoti sempre con ironico senso critico! I cunei lapidei da te assemblati se ribaltati che genere di sensazioni genereranno sulla Te_Artista e/o sul Noi_Percettori? E se assemblati in modo “coricato”? Il cuneo in Bleu se segnato in Rosso, in Giallo, in … ? Insomma le Labirintiche Strade verso le Idee..
        r.m.

      • Son d’accordo sul fatto delle mete perseguite… e credo siano genericamente dirette verso una comprensione migliore di noi stessi e del mondo, ma come dici tu sarebbe troppo lungo… Scherzavo sul fatto che ci avrei pensato, nel senso che queste due pietre, come altre che ho assemblato e che fanno parte della stessa serie, mi hanno parlato e hanno deciso di comporsi in questo modo. Ovviamente sarebbe stimolante vederle anche sotto altre prospettive, anche scambiate. Non rappresenterebbero più me ma credo che le opere siano aperte a ogni loro sviluppo successivamente al tocco del loro autore, è come se acquisissero una loro personalità, sai come i figli? son sì tue creazioni ma poi diventano degli individui a sé… Io son molto aperta e libera nei loro confronti, mi piace il dialogo, il confronto e mi piace anche vederle sotto un’ottica che non è solo quella mia personale. Non so se riesco a spiegarmi…

  2. Io non sono un esperta d’arte però da semplice profana ti dico che mi piace molto e la sua spiegazione mi colpisce ancora di più. Prosegui su questo cammino, bisogna seguire le nostre passioni, le nostre attitudini. Brava!

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