Arte & curiosità dal mondo

Fotografia – Il Cretto di Burri negli scatti di Daniel Farò

Cretto di Burri by Daniel Farò

Cretto di Burri by Daniel Farò

Inutile introdurvi il Grande Cretto perché do per scontato tutti conosciate la grande opera di land art realizzata tra il 1984 e il 1989 dal noto artista Alberto Burri nel paese siciliano di Gibellina devastato nel 1968 dal terremoto del Belice. La città vecchia, infatti, completamente distrutta dal terremoto, non fu ricostruita e Burri decise di costruirci sopra una grande opera cementificando le stesse macerie.
Il Cretto nel tempo, oltre a rappresentare un memoriale permanente e una delle più grandi e importanti opere di land art al mondo, ha ispirato diversi artisti di ogni tipo. Uno di questi è il fotografo italo-tedesco Daniel Farò.
L’opera, fatta di frammenti angolati separati da spazi, che un tempo erano strade acciottolate, è una sorta di labirinto, con passaggi tortuosi, in cui i visitatori possono perdersi. Il fotografo percorre dunque questi lunghi corridoi nel tentativo di trarne l’essenza e la profonda quiete che, come dichiara, “assilla i suoi visitatori mentre riflettono sulla devastazione di cui il mondo naturale è capace“.
Ecco le immagini, buona visione!

LINK UTILI:
Daniel Farò in questo blog | Website | Behance | Instagram | Facebook fan page

Via ignant.com

7 replies »

  1. Io sono più per la ripresa della vita. Questa mi sembra una enorme pietra tombale sul paese e se volessimo “murare” tutti i luoghi dove sono avvenuti terremoti, stragi, catastrofi buonanotte.

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    • Prima di tutto, a mio parere, bisogna considerare il periodo in cui è stata realizzata l’opera, che è molto diverso da oggi. Seconda cosa: non credo che si possa dire che è stato “murato”, mi pare alquanto riduttivo e non prende in considerazione l’aspetto poetico di questo lavoro. Il riduzionismo ha fatto, e fa tuttora, solo danni alla società. Detto questo, credo che non sia nelle intenzioni di nessun artista, oggi, realizzare un’opera di questo tipo che, tuttavia, ha un fascino che va oltre la “muratura” in quanto racchiude il dramma vissuto da quel luogo. E’ mia intenzione andare a visitare il Cretto dove, son sicura, troverò quel silenzio evidenziato dal fotografo in questione. Ed è quel silenzio a interessarmi più della “muratura”.

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  2. L’opera di Burri è impattante, ma è proprio questo suo impatto (visivo, emozionale, evidente) nel paesaggio che lo rende potente e rende l’esperienza di visita dello stesso un’esperienza da fare, oltre che l’occasione per vivere un disastro come quello del Belice, di cui troppo spesso si è parlato poco, negli anni 2000.
    Una delle tappe del mio futuro viaggio in sicilia obbligatorie.

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