Appunti di viaggio

Venezia – Sculture ai Giardini di Marinaressa (Fotogallery)

Durante la mia visita a Venezia, prima di varcare le soglie dei Giardini della Biennale, come da consuetudine, passo a visitare la mostra di sculture ai Giardini di Marinaressa dal titolo “Time Space Existence“. Ecco alcune suggestioni.

SPECIALE VENEZIA 2021


“Letters from Beirut” di Tessa e Tara Sakhi
Un muro di 2.000 lettere scritte da cittadini libanesi che hanno vissuto la terribile esplosione al porto l’anno scorso e hanno deciso di condividere i loro sentimenti per iniziare un dialogo che porti alla ricostruzione di un futuro per il paese. Ecco cosa dichiarano le artiste:
Sentendo di vivere in un’era in cui i legami autentici sono sostituiti da una connettività virtuale costante, abbiamo raccolto 2.000 lettere di cittadini libanesi che hanno vissuto sulla propria pelle l’esplosione avvenuta nel porto di Beirut l’anno scorso e in cui hanno deciso di condividere sentimenti e pensieri con persone estranee. Queste lettere sono state messe all’interno dei 2.000 sacchetti che danno forma a questo muro. In fondo a ogni lettera è inserito l’indirizzo mail di chi l’ha scritta così che possa crearsi uno scambio. All’interno di ogni sacchetto è custodito inoltre un seme, un simbolo universale di rinascita, da piantare e crescere. Il nostro desiderio è continuare il dialogo per ricostruire il futuro del Libano e per il ripristino della nostra memoria collettiva“.


“Il primo cerchio del paradiso” di Bjørnådal Arkitektstudio
La scultura-installazione “Il primo cerchio del paradiso” dell’architetto Hans-Petter Bjørnådal si propone di indagare i rapporti fra la natia Norvegia e l’Italia, stabiliti sin dai tempi delle prime navi commerciali che salparono da Venezia e dalla Norvegia per intrattenere rapporti mercantili che riguardavano per lo più il commercio del pesce. Esplorando le connessioni presenti e passate della sua terra col mondo esterno, l’architetto vuole attirare l’attenzione su argomenti scottanti quali il cambiamento climatico, la coscienza ambientale e l’esigenza di un ritorno a uno stile di vita più semplice e legato alla natura.


Scultura di Wantian Cui
Un coronavirus che, al posto degli ormai noti spuntoni feroci, presenta tante mani in pose e gesti diversi. Al suo interno, alcune iscrizioni tra cui “L’unione fa la forza”. Riporto questa scultura per la sua estrema attualità, non perché mi sia piaciuta particolarmente. Pur incutendo una certa inquietudine formale, infatti, l’opera non induce nessuna riflessione che non sia più che scontata.


A seguire la galleria di alcune delle altre sculture presenti.

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