Non solo graffiti: Banksy

BanksyEro talmente intrippata nel discorso balene che ricordo di aver visto scorrere nella mia memoria alcune immagini di Bansky, senza che quegli scorci di eccitante guerriglia artistica urbana destassero in me un particolare interesse. Attraversavano i miei sensi senza venir focalizzati con precisione. Ma ero totalmente “Crisa addicted” e ci ho messo parecchio tempo a disintossicarmi (se mai l’ho fatto totalmente), per cui sono in parte giustificata, anche se non potrò mai perdonarmelo.

BanksyContinuavo a pubblicare come un’ossessa nuove foto degli allegri mammiferi disseminati per la città in cerca di nuove localizzazioni, quando Gemiliana, un’amica residente a Bristol, avendo captato la mia passione per i graffiti (sfido chiunque a non accorgersene), mi regalò un Bansky…

In quell’esatto istante il mio cervello uscì dal letargo ed ebbe un flash attraversato da tutte le immagini che aveva captato in quei mesi, forse anni. BanksyLa cabina telefonica assassinata con un’ascia, i poliziotti che si baciano, i bambini con le armi, il manifestante che lancia il mazzo di fiori, la cameriera con la scopa che solleva il muro per buttarci il contenuto della paletta, il murales con due attori del mitico Pulp Fiction che puntano una banana al posto della pistola, Bristol e Londra invase da ratti, i cosiddetti “rat”, che poi è l’anagramma di art…

L’immagine inviatami è quella di una bambina che accompagna col braccio il fuggire del suo palloncino a forma di cuore. Rosso su nero ed estrema poesia. Un gesto che racchiude una dolcezza ed immobilità infinite. Mi commossi. Finalmente ero riuscita ad uscire da quella fissità artistica, ebbi la consapevolezza di dover aprirmi ad altre strade.

Non persi tempo e, prima ancora di ringraziarla, supplicai wikipedia di venirmi in aiuto. Fu allora che capii il vero senso della specificità artistica di questo poliedrico artista. BanksyCelato sotto falso nome, si è destreggiato anche in altre discipline  come la scultura, addirittura ha disegnato lo storyboard della sigla di apertura di una puntata dei Simpson. La famosa scena della “gag del divano”.

Scoprii le nobildonne di corte con maschere antigas nei suoi dipinti settecenteschi camuffati di nascosto fra le opere di famosi musei, che spesso si sono accorti dell’intruso solo dopo giorni. Oppure della sua stampa di sterline con la faccia di Lady D al posto della regina Elisabetta, che voleva lanciare da un palazzo. BanksyCosa che non fece mai, resosi conto della pericolosità sociale di un tale scherzetto…
Impossibile non menzionare gli “squarci” sulla barriera di separazione israeliana in Cisgiordania che sembrano dei buchi ad intravedere oltre il muro, in simbolo di apertura. O Londra tappezzata della sua frecciata al consumismo: “Sorry the lifestyle that you have ordered is out of stock”.
Altro slogan apparso nel centro della capitale inglese è “If graffiti changed anything – it would be illegal”, che per voi può non significare nulla, ma è una evidente e pungente rivisitazione del famoso “If voting changed anything, they’d make it illegal”.

BanksyE’ difficile pensare che Paris Hilton abbia ben tollerato la diffusione (sempre ad opera del nostro artista) della parodia del suo album (per niente auto-referenziale) “Paris”… E’ probabile, invece, che le canzoni storpiate sia nella musica che nei titoli, siano finalmente piaciute a qualcuno, ed abbiano addirittura fatto sorridere. Vedere il corpo della Hilton con la faccia del suo esimio cane (altezzoso forse quanto la padroncina) che abbaia al mondo la sua musica monnezza non capita tutti i giorni. Peccato sia stato distribuito in soli 48 negozi nel Regno Unito. Non so cosa darei per averne una copia…

I media by BanksyIl messaggio finale delle sue opere, di qualsiasi tipo esse siano, è sempre di protesta contro la guerra, il consumismo, le istituzioni. Un auspicio verso la pace.
Sì, Banksy mi piace… Il significato dei suoi stencil, ma soprattutto il modo poeticamente ironico con cui viene espresso, fa sì che il messaggio di pace tocchi realmente il cuore, che penetri nelle coscienze, rendendole sensibili.
Devo dire a Gemy di regalarmene un altro, oppure potrei accettare il suo invito ed andare a trovarla, mi devo informare su qual è il mese consigliato per la caccia ai ratti.
Quelli sì che ti danno filo da torcere, mica come le balene…

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