Fotografia

La mostra del mese – “Visions of the ordinary” di Roberto Boassa

Roberto Boassa - Visions of the ordinary

Si parla spesso di social network in accezione negativa come luogo che snatura i rapporti fra le persone. Ebbene Roberto Boassa è un esempio del contrario di questa teoria e la dimostrazione che gli stessi possono essere responsabili di fertili incontri,  scoperte artistiche e grandi talenti.
Entrata nell’immenso universo di Instagram, andavo alla ricerca di foto che mi comunicassero delle emozioni. Impossibile non notare i suoi scatti: volti ed espressioni che popolano le strade della mia stessa Cagliari. Il suo segreto è proprio quello di catturarle nell’attimo più imprevisto e spontaneo, quello che racchiude la loro vera essenza.
Mi diverto ad immaginarlo come il cacciatore di espressioni più temuto del circondario, un’invisibile presenza che, dopo aver operato il misfatto, si dilegua fra le strade della città, facendo perdere le sue tracce.
È così che, completamente inebriata dei suoi scatti ed incuriosita da queste immagini, qualche mese fa scelsi un suo ritratto per la rubrica Dentro lo Scatto. È dunque la seconda volta che questo blog ospita le opere di questo artista. Quale migliore occasione se non quella della sua mostra fotografica? Essa si terrà a Roma alla galleria Makemake. Dal 4 al 17 maggio, potrete ammirare le sue fotografie e dirmi se avevo ragione…
Nel frattempo ve ne do un piccolo assaggio nella galleria in basso.

VISIONS OF THE ORDINARY
Tutta questa gente, dove va e dove resta, con le sue mani di fango aperto, il sorriso steso al sole o in un andito, a contare le mollette sul balcone. Cispa e tabacco, pensieri mal digeriti perché peggio mangiati, ogni tanto un cassetto si riapre in una nuvola di talco profumato. Sotto un centrino e più sotto il cristallo di un portacenere, il rosone prezioso della polvere, cattedrale minima orizzontale, risuona per parole omesse – per preghiere balbettate, nel pudore dei peccatori umili. Dov’è che cercano il mare e i relitti arrugginiti e mai navigati, viaggi rimasti tra i fari spenti del porto, consegnati all’inganno delle stelle? Sono nei sentieri di formica e nelle loro direzioni univoche e predeterminate, ad aspettare la fine da un passo del destino appena sbadato. Sono nelle televisioni accese senza attenzione, nella voce desiderata trovata dentro il telefono, in una canzone scappata per cattiveria da una piccola gelateria, che fa male come un’occasione perduta, quella sola fra le tante che trascina giù il ricordo di tutte le altre, come un barattolo di pelati spostato male. Erano pronte. Aspettavano quell’istante in cui qualcuno se n’è accorto e ha scattato, con feroce poesia. Il sorriso amaro di Roberto Boassa ha preso per mano la luce con pietà umana, decidendo la gloria postuma di passanti scelti come li sceglie la Storia, a caso. Finito quel lampo digitale, forse permarranno nel loro stato di quiete o di moto, a dimenticare ciò che possono. O forse no, ma non possiamo saperlo.
Stefano Asili, grafico, vecchio amico dell’autore.

ROBERTO BOASSA
È nato nel 1964 a Cagliari dove tuttora risiede.
Ha realizzato tutti gli scatti della mostra “Visions of the Ordinary” con un telefono cellulare dotato di obiettivo da 5 megapixels.

LINK UTILI:
Roberto Boassa – Blog
Roberto Boassa – Instagram
Galleria Makemake

3 replies »

Leave a comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.