Progetti foto-narrativi

L’Exmè – Un’oasi di colore alla periferia di Cagliari

Sono passati circa 8 mesi da quando parlai con Ugo Bressanello della Fondazione Domus de Luna e della Locanda dei buoni e cattivi. Alla domanda sui progetti futuri, sentii nominare per la Exmè - Internoprima volta l’Exmè, uno spazio ricavato da un ex mercato del pesce nella zona di Pirri. Il centro sarebbe stato inaugurato di lì a qualche giorno e sarebbe diventato un luogo di aggregazione e recupero di ragazzi provenienti da realtà disagiate, attraverso la musica e le arti.
Nelle settimane successive, sui social network, vidi varie foto di diversi artisti che ne dipingevano i muri, o di incontri e seminari organizzati al suo interno, ma mai avrei immaginato si trattasse dello stabile che, per cinque lunghi anni in cui vissi in quel quartiere, avevo visto ogni mattina, sera e spesso anche la notte. E ogni volta che lo vedevo mi domandavo cosa potesse essere prima di venir abbandonato a se stesso, ma soprattutto il perché nessuno avesse pensato di ristrutturarlo e farci qualcosa di utile per il quartiere. Perché se non posso negare di subire il Exmè - Esternoforte fascino dei luoghi abbandonati, esso è strettamente legato alla fantasia ed al  desiderio di vederli rinascere, trasformati ma con la stessa anima.
Ecco perché nel momento in cui ho legato l’Exmè all’immagine del vecchio misterioso edificio “vicino a casa” e ne ho visto l’incredibile trasformazione, ho sentito un colpo al cuore, una forte emozione.
La parte esterna, totalmente ripulita dalle erbacce, finalmente mostra l’estroso edificio di forma esagonale. Le sue pareti, quasi completamente ricoperte di graffiti, proiettano i loro colori in tutta la zona circostante, quasi mi accecano.
Non credo ai miei occhi, sto sognando? È vero?
Exmè - InternoVado verso l’ingresso dove mi aspetta Simona, che mi farà da cicerone nella visita al centro. È sabato pomeriggio, mi spiega, per cui non ci sono le diverse attività organizzate in settimana. Il sabato diventa più un luogo ricreativo: qualcuno gioca, qualcuno fa i compiti, altri partecipano ai tornei di Fifa con un vecchio videogiochi. Mentre entriamo fra lo schiamazzo dei bambini che giocano a pallone nello spiazzo di cemento di fronte all’ingresso, dico a Simona di aver conosciuto l’edificio quando ancora era abbandonato.
Lei mi mostra delle foto.
“Sì, era proprio così!”, le dico.
Exmè - InternoMi spiega che l’edificio non era affatto abbandonato, dentro c’era lo Spaccio del quartiere. All’interno hanno rinvenuto diversi bilancini di precisione, la zona dove stava la cassa e la piccola finestrella da cui si introducevano.
Sono incredula. Simona continua parlandomi della grossa incidenza della droga nel quartiere, cosa che io ignoravo del tutto, ma è normale quando a casa ci torni solo per dormire.
L’interno dell’edificio è molto ampio, anche in altezza, e conserva lo spirito del vecchio mercato del pesce. A destra, quelle che dovevano essere le celle frigorifere, sono diventate delle salette insonorizzate per permettere ai ragazzi di imparare a suonare uno strumento, poi c’è la sala regia con l’imminente realizzazione di una radio e di una web-tv.
Exmè - TeatroDi fronte scorgo una zona di ristoro targata “Locanda dei buoni e cattivi”, che viene usata in caso di eventi. In  questo modo i ragazzi che vi lavorano si possono esercitare anche nell’esperienza del bar.
Sulla sinistra, separata da un drappo rosso, una grande sala col palco e le sedie, un piccolo teatro molto caloroso, che si trasforma in cinema una volta alla settimana. Sul palco vediamo alcuni lavori che i ragazzi hanno realizzato in un laboratorio sul riciclo. I colori rimbombano vivaci mentre ci spostiamo nei camerini con gli specchi con le lucette proprio come nei film.
Mentre torniamo verso l’ingresso, Simona mi illustra tutte le attività del centro durante la settimana. Oltre il doposcuola, e quindi l’aiuto ed il supporto ai ragazzi per lo svolgimento dei compiti, si svolgono laboratori di “disegno e writing”, “canto e karaoke” e “riciclo creativo”. Da poco è iniziato anche quello di Exmè - Interno“web e creatività”, mi dice indicandomi una saletta attrezzata con alcuni computer.
Il suo entusiasmo è contagioso, mi parla dei diversi seminari sulla violenza sui minori tenuti da importanti pscicologi e psicoterapeuti, dell’impegno per la lotta contro la violenza ed il dilagare della delinquenza.
Poi mi mostra l’ultimo lavoro per la festa della mamma, fiorellini e palazzi fatti di materiale riciclato.
“L’idea dei ragazzi era quella di ricreare Pirri”, mi dice.
E lo dice con un sorriso… I “ragazzi”… Tutto sa di una grande famiglia, con loro, i ragazzi appunto, come grandi protagonisti.
Usciamo fuori e ci fermiamo nello spiazzo esterno. Un gruppo di bambini gioca a pallone, un altro con un piccolo biliardo, altri sfrecciano rincorrendosi.
Exmè - InternoSimona mi regala il calendario della Fondazione Domus de Luna. È fatto coi disegni dei bimbi, mi spiega. Il tema è cosa vorrebbero fare da grandi.
In quel momento arriva spedita Violetta, una delle autrici, quella del mese di gennaio. Mi mostra il suo disegno, lei da grande vuole fare l’insegnante di nuoto, per questo ha disegnato una piscina coi suoi allievi e lei fuori col suo inseparabile fischietto.
Nel foglio ha scritto: “Voglio fare l’insegnate di nuoto perché mi piace nuotare e aiutare le persone”, come lei stessa mi ricorda.
Sfoglia gli altri mesi illustrandomi i disegni dei suoi amici. Poi torna a giocare a pallone e le insegno due trucchetti sui tiri in porta. Mi ricorda un po’ me da piccola, quando ero una schiappa e mi ostinavo a Exmè - Esternovoler giocare. La sua caparbietà mi commuove.
Simona mi parla dell’imminente arrivo di una piscina estiva, di quelle montabili, che sistemeranno giù nel cortile.
Penso a Violetta, che potrà esercitarsi nella professione futura, così da arrivare preparata al suo sogno di fare l’istruttrice. La guardo e sorrido, mentre imperterrita rincorre il pallone. Mi sento a mio agio, quasi non vorrei andarmene.
“Vabbé”, mi dico, “tanto ci devo tornare: voglio regalare il fischietto a Violetta, come ogni buona (ed inflessibile) istruttrice di nuoto che si rispetti.”…

Exmè - Domus de LunaContinuo a sfogliare il calendario. Al centro trovo una pagina con un numero scritto a grandi lettere dai bambini:
92136040927
Si tratta del codice da inserire nella dichiarazione dei redditi per donare il 5 per 1000 alla Fondazione Onlus Domus de Luna.
Io credo che questi bambini lo meritino.

Scrivi anche tu 92136040927 per donare il 5 per 1000 ai bambini di Domus de Luna – IBAN IT 39 F 03359 01600 100000004674

Link utili:
Fondazione Domus de Luna – Website
Fondazione Domus de Luna – Facebook
La Locanda dei buoni e cattivi – Facebook
Articolo su La locanda dei buoni e cattivi – Mediterraneaonline

Credits:
Foto di Marilena Riello – Blog | Flickr

4 risposte »

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