Wedreamproject – Un sogno che diventa realtà!

Wedreamproject - Giacomo Nee e il sogno di Brabs

Vedete questo dipinto? Guardatelo bene… Cosa ci vedete dentro? Forse a voi non potrà dire niente, potrete apprezzarne la forma ed i colori ma non interpretarne l’essenza surreale. Io posso farlo, e vi spiego il perché…

E’ successo tutto qualche mese fa. Girovagando per le infinite strade del web, mi imbatto in un artista. In realtà, in un primo momento, non sapevo lo fosse e mi son fatta incantare dalla freschezza del suo sguardo, incorniciato dai riccioli ribelli ed il sorriso emblematico. C’è qualcosa in Giacomo Nee, così si firma, di diverso, ancestrale che mi ha spinto ad approfondire. Ho scoperto così la sua pittura ispirata ad uno dei grandi maestri del surrealismo: Salvador Dalì, colui che egli chiama “il maestro”. Poi è saltato fuori uno dei suoi progetti: Wedreamproject. Voglio capirne di più, per cui vado a curiosare nel suo sito web. Mi trovo davanti un disegno geometrico diviso in tanti pixel cliccabili. Leggo la legenda a fianco. I pixel colorati sono i sogni realizzati, i grigio scuro sono in elaborazione e quelli grigio chiaro sono liberi. Clicco su alcuni dei pixel colorati e ci trovo delle opere, leggo in basso e tutto ad un tratto capisco… Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima? Quelle opere rappresentano dei sogni. Clicco su un pixel libero grigio e trovo il bottone: “Inserisci anche tu il tuo sogno”. Wedreamproject - Giacomo NeeLa tentazione è forte, mi riservo di pensarci, di aspettare un sogno che abbia un valore particolare, che mi trasmetta delle emozioni forti. Ciò accade a Praga, nel mio ultimo viaggio. Continuo a sognare atmosfere kafkiane, personaggi e voci ambigue della mia coscienza, entità invisibili che si insinuano nella mia volontà. Mi sveglio con un’ansia indescrivibile. Scrivo subito a Giacomo per fissare il sogno. Anche lui è in viaggio  mi dice che se ne occuperà al suo ritorno. E così è stato.
La settimana scorsa mi son decisa e mi sono iscritta al sito, ho scelto un pixel anonimo, il 145 che stava nella prima riga libera, non occupata da altri sogni. I pixel che avrei preferito sono già occupati, per cui mi butto a caso ma preferisco l’intimità di una posizione isolata, lontana dall’influenza di altre esperienze oniriche. Proseguo con la registrazione e arrivo nella pagina di inserimento del sogno. Scelgo il colore che assumerà il mio pixel nel grande alveare iniziale. Sono indecisa ma alla fine opto per un rosa shocking. Poi è la volta della descrizione del sogno. Devo stringere su 140 caratteri: scrivo, taglio, accorcio e ricucisco finché ho la meglio. Ecco il testo:

Praga. Misto fra atmosfera kafkiana e dimensione fantascientifica dickiana. Sono controllata da entità esterne e superiori che mi obbligano a stare ai confini del tempo e dello spazio. Urlo “Voglio essere libera! Tornerò a casa prima o poi!”. Mi rispondono “Anche se ci tornerai, sarà solo una tua impressione, non ti libererai più dal nostro controllo. Adesso svegliati Barbara, è un ordine!”

Non è un sogno casuale, deriva dalle mie ultime letture e si incastra e fonde totalmente col forte fascino che Praga mi ha trasmesso. Proseguo con l’inserimento del sogno all’ultimo passo, quello del pagamento. Ci sono diverse possibilità: si può possedere fisicamente l’opera in vari formati a prezzi ovviamente diversi, oppure se ne possono fare dei gadgets, come magliette, borse e via dicendo. Oppure, cosa che io ho scelto, c’è la quota minima di partecipazione che lascia il tuo sogno alla mercé di altri eventuali compratori. Io di questo sogno me ne voglio sbarazzare, lo voglio fissare da qualche parte, ma vorrei che poi scivolasse via, così come il dubbio, che da quel pomeriggio mi tormenta, che quella che sto vivendo è solo una realtà fittizia, un mondo falso in cui la mia coscienza è manovrata da un burattinaio. Quest’ultimo, tendendo i suoi fili, muove le mie scelte, il mio umore e la mia intera esistenza. È possibile Wedreamproject - Home Pageche mi sia successo qualcosa in quella città, che io sia morta ma che la mia anima non se ne sia accorta e stia continuando il suo cammino in una realtà distorta che io credo reale ma che non è altro che l’anticamera del buio infinito. Ma soprattutto dove sta il dio di cui tutti parlano?
Da queste elucubrazioni surreali nasce il mio distacco dall’opera frutto del mio sogno. Spero che la sua espressione artistica mi liberi da quest’ansia, che mi faccia tornare libera dalla sua ombra costante.
No, non mi son fatta un acido, se è quello che sta pensando. Provateci voi ad approdare nel paese in cui sono ambientati “Il processo” o “Il castello” di Kafka poco dopo averli letti e poi ne riparliamo.
Fatto sta che concludo la registrazione del sogno. Giacomo mi dice che la sua rappresentazione sarà pronta in due giorni, il pixel scelto cristallizzerà il mio sogno passando dal grigio smorto al grintoso rosa shocking.
Mi siedo là proprio sulla sponda del fiume e attendo…
Poi, in quel giorno in cui il mio sogno si realizzò, mi giunge il suo avviso. Eccolo il mio sogno. Dentro si amalgano perfettamente una miriade di elementi: c’è il mio inconscio, la mia allucinazione onirica, e poi un miscuglio di proiezioni surreali: quella kafkiana, quella di Dick, e ovviamente quella di Giacomo Nee…
Mi soffermo a guardarlo cercando di intravedere la mia essenza, la trovo in uno scorcio lacerato da riempimenti irregolari, strappi del mio inconscio mutevole. Lo imprimo nella memoria, è il momento di separarmene. Chissà dove finirà, se qualcuno lo comprerà portandosi a casa parte della mia coscienza, il mio lato nascosto e surreale. Chissà cosa penserà guardandolo, cosa gli comunicherà, se saprà leggere nello spartito del mio subconscio. Chissà…

LINK UTILI:
Wedreamproject – Sito web
Wedreamproject – Pagina sogno
Wedreamproject – Pagina facebook
Wedreamproject – Twitter

2 commenti

  1. Buongiorno Barbara,
    Ti contatto tramite commento perché non ho trovato altro modo per farlo.
    Vorrei farti conoscere il servizio Paperblog, http://it.paperblog.com che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I tuoi articoli mi sembrano interessanti per i lettori del nostro magazine e mi piacerebbe che tu entrassi a far parte dei nostri autori.

    Sperando di averti incuriosito, ti invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti,

    Silvia

    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.