I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 5: Porta della Finca Miralles, Collegio teresiano, la torre Bellesguard e il Palazzo episcopale di Astorga

Porta della Finca MirallesA questo punto non restano che le opere minori, se così si possono chiamare. Diciamo che sono quelle meno note, ma non per questo di minor pregio.
Iniziamo dunque dalla Porta della Finca Miralles, commissionata a Antoni Gaudì da un suo caro amico, l’industriale Hermenegildo Miralles Anglés. Quest’ultimo era un uomo d’affari che aveva brevettato una serie di prodotti industriali, tra cui un truciolare compensato per la fabbricazione di sedie e una piastrella decorativa. Gaudì aveva usato questi materiali per molte delle sue opere e andava nei laboratori dell’amico a utilizzare i suoi macchinari per fare prove di resistenza per i suoi edifici. Insomma i due erano in buoni, che dico in buonissimi, rapporti. Fu così che Hermenegildo acquistò quella che poi diventò la tenuta Miralles da Eusebi Güell, di cui ho già parlato abbondantemente nelle precedenti puntate, e chiese a Antoni di costruire la porta di entrata e la cinta muraria della sua nuova residenza. Essa si trova al numero 55 di Passeig Manuel Girona. E Porta della Finca Mirallescosì nacque la Porta della Finca Miralles. In realtà si vocifera che Gaudì disegnò anche parte della sua casa a Valencia, ma sono voci di corridoio e non me ne assumo la responsabilità.
Veniamo dunque alla porta. Essa ha due diverse entrate: una era destinata ai carri, l’altra era pedonale. Lo stile è sempre lo stesso: Gaudì utilizzò le solite mattonelle di ceramica, stavolta risparmiando perché gliele forniva lo stesso committente, così come il materiale per la costruzione della grossa croce a quattro bulbi in metallo che pose in cima. Quest’ultima, esistente solo in altre due copie nel Park Güell e nella Cripta Güell, ha subito un restauro ed è stata rifissata solo nel 1977. Porta della Finca Miralles - Statua di GaudìCiò che colpisce immediatamente l’occhio è la forma ondulata della porta. Questa ondulazione è ricoperta delle tipiche mattonelle, ma non sono quelle originariamente fissate da Gaudì perché, nel 1965, la parte superiore fu smontata per essere ristrutturata e nella ricostruzione furono usati altri materiali. Nel 1977 essa fu rimontata ma non del tutto perché si aveva paura che la struttura portante non ne avrebbe retto il peso. Peccato che Gaudì fosse morto, se no avrebbe di certo trovato il modo perché ciò non accadesse.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla statua bronzea di Gaudì, posta recentemente all’ingresso del portale in onore del grande artista. Egli accoglie così i fortunati visitatori della tenuta.

Collegio teresianoMa non sempre Gaudì ebbe la fortuna di poter usufruire di grosse somme da parte dei committenti. Finché si trattava di Güell o Miralles egli poté sbizzarrirsi utilizzando materiali costosi e abbondando dunque negli ornamenti. Ciò non successe quando a chiedergli di ultimare il loro Collegio furono le suore Teresiane che non disponevano di ingenti somme di denaro. Da qui la sobrietà dell’edificio, che esprime una razionalità inconsueta per l’artista. Il grande Collegio teresiano, di pianta rettangolare su quattro piani, sembra una grossa fortezza per la sua forma squadrata, le guglie poste agli angoli sormontate dalle croci gaudiane a quattro braccia. La pretesa Collegio teresianoimpenetrabilità è sottolineata da una curiosità che riguarda l’edificio. La porta, infatti, nella parte esterna è priva di serratura per cui può essere aperta solo dall’interno.
Malgrado la veste austera della facciata, all’interno il Collegio risulta luminoso e ancora ben saldo. Esso è ancor oggi utilizzato come scuola e non ha subito nessuna ristrutturazione dopo quella di Gaudì avvenuta fra il 1888 e il 1889. In questo è la dimostrazione che le idee innovative del grande architetto, in particolare l’uso degli archi parabolici per evitare la trave sia nei soffitti che nei pavimenti, non erano poi così campate in aria, come pensavano i suoi detrattori.

Rimaniamo sul sobrio con la terza opera di questo capitolo: la Torre Bellesguard (in catalano Bella vista), anche conosciuta come Casa Figueras. Essa si trova nella parte alta di Barcellona, proprio Torre Bellesguardai piedi dei monti di Collserola. In tempi remoti questo luogo era occupato dalla residenza estiva di Martino I di Aragona, l’ultimo re della Corona d’Aragona. Egli ci aveva costruito un castello, da cui Gaudì trasse ispirazione. Si notano infatti i merli e le torri di evidente derivazione medievale. Come il Collegio teresiano, anche questo edificio sembra un fortino e anche in questo caso la durezza dell’architettura esterna, cozza con la luminosità, l’ampiezza e il colore degli interni.
La torre di forma conica è ricoperta dalle solite mattonelle di ceramica, che riproducono i colori della bandiera catalana in onore, appunto, a Martino I di Aragona. Essa è sormontata dalla croce a quattro bulbi che, purtroppo, è stata smontata recentemente per rafforzare il pinnacolo e evitare crolli, visto che sono state rilevate crepe in vari punti dell’edificio. Purtroppo la residenza non si può visitare, essendo proprietà privata.

Palazzo episcopale di AstorgaEd eccoci all’ultima opera che, a differenza dalle altre, non si trova a Barcellona, ma nella famosa città del cioccolato: Astorga, vicino a Leon. Successe che, nel 1886, il vecchio palazzo episcopale fu distrutto in un incendio. La città non disponeva di un architetto della diocesi, per cui il vescovo Gian Battista Grau, amico di Gaudì, pensò di affidare a quest’ultimo il progetto di ricostruzione. Antoni, però, in quel periodo si stava occupando della costruzione del Palazzo Güell per cui non aveva modo di andare a fare un sopralluogo ambientale per capire come armonizzare la costruzione con ciò che aveva attorno. Per questo motivo si fece inviare dal vescovo fotografie e disegni che gli dessero un’idea. Scoprì così che proprio nelle vicinanze si erge la cattedrale della città, costruita rigorosamente in stile gotico. Per questo motivo il progetto di Gaudì Palazzo episcopale di Astorgaprevedeva una costruzione di tipo medievale, il materiale di costruzione scelto fu la pietra granitica di colore grigio che ben si sposava col paesaggio circostante e con il solenne monumento con cui confinava. Ad ogni modo lo stile dell’artista si nota immediatamente negli archi rampanti dell’ingresso e dai torrioni posti nelle facciate laterali. Si tratta di un neogotico in cui si fondono stili diversi, quali il romanico, il gotico e, per forza di cose, il mudejar.
Palazzo episcopale di AstorgaQuando il vescovo morì, Gaudì rinunciò al lavoro lasciando incompiuta la parte superiore dell’edificio. In seguito esso fu ripreso dall’architetto madrileno Ricardo Garcia Guereta che, nonostante abbia rispettato il progetto originale, utilizzò delle soluzioni più modeste. Ciò non toglie che il Palazzo, che fra le altre cose non fu mai usato come residenza episcopale, sia un capolavoro. Esso subì diversi crolli e ristrutturazioni per cui non fu abitato prima del 1961, anno in cui il vescovo Castelltort decise di trasferirvisi, ma poi morì proprio durante un sopralluogo al palazzo. Sai quelle ridicolaggini storiche, o morti stupide, di cui si parla tanto? Eccone un esempio.

E con questo è tutto per questa puntata. Ormai siamo agli sgoccioli, mancano davvero poche opere, sempre “minori”, che prenderò in esame nella prossima puntata.

LINK UTILI:

Antoni Gaudí – Wikipedia
Antoni Gaudí – Facebook
Porta della Finca Miralles – Wikipedia
Collegio teresiano – Wikipedia
Torre Bellesguard – Wikipedia
Palazzo episcopale di Astorga – Wikipedia

I GRANDI DELL’ARTE – Antoni Gaudí:

  1. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 1: La Sagrada Familia e la Casa Vicens
  2. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 2: La finca e il Park Güell
  3. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 3: Le altre opere Güell
  4. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 4: Casa Batlló, Casa Calvet e Casa Milà (o la Pedrera)
  5. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 5: Porta della Finca Miralles, Collegio teresiano, la torre Bellesguard e il Palazzo episcopale di Astorga (tu sei qui)
  6. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 6: Casa Botines, Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca, i lampioni di Plaça Reial e El Capricho




4 commenti

    • Ciao Cristian, grazie, ma è tutto merito del grande Gaudì… diciamo che è fonte di grande ispirazione per me. Non potevo andare a toccare con mano le sue opere senza prima conoscerne la storia…
      Grazie della visita e buon week end 🙂

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