I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 6: Casa Botines, Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca, i lampioni di Plaça Reial e El Capricho

Eccoci giunti all’ultima puntata di questa rassegna su uno dei più eclettici artisti che siano mai esistiti: Antoni Gaudí. Il suo estro, come abbiamo visto, ha creato uno stile unico e irripetibile passando per varie forme dell’arte che egli ha avuto la capacità di amalgamare, fondere e strutturare insieme.

Casa BotinesPartiamo dunque dalla prima opera, la Casa Botines, il cui vero nome è Casa Fernández y Andrés, che non si trova a Barcellona, ma a Leon. Se questo edificio fu commissionato a Gaudì, fu grazie all’intercessione di quello che abbiamo visto essere uno dei suoi più grandi amici e sostenitori: Eusebi Güell. A quanto pare, infatti, dei ricchi commercianti tessili di Leon volevano costruire un palazzo dove “intessere” i loro affari. Essi erano in buoni rapporti, per ovvie ragioni, con alcuni fabbricanti di tessuto catalani, uno dei quali era, appunto, Eusebi Güell. Quest’ultimo suggerì il nome di Antoni Gaudì e i leonesi accettarono. L’edificio fu progettato e costruito a tempo record in solo 10 mesi, ma le critiche non mancarono. Casa BotinesLa costruzione non si reggeva, infatti, su muri di sostegno possenti ma su pilastri di ghisa. In alcuni piani destinati agli uffici commerciali e ai magazzini di tessuti, Gaudì utilizzò per la prima volta la planimetria libera, anticipando l’Open Space che si diffuse nel XX sec. Egli ridusse quindi i muri di divisione, sostituendoli con numerosi, ma sottili (20 cm di diametro), pilastri. Gli architetti del tempo sostenevano che non avrebbe di certo retto e che sarebbe crollata di lì a poco, cosa che invece non successe. Lo stile austero in stile neogotico è combinato e abbellito dall’immancabile tocco modernista. Casa BotinesCome al solito Gaudì studiò la zona e i suoi elementi naturali per la progettazione dell’edificio. Per questo utilizzò delle grossi blocchi di marmo provenienti dalle montagne del Leon. Ai quattro angoli dell’edificio si levano i torrioni, che abbiamo già visto nel Palazzo episcopale di Astorga.
Sulla facciata principale spicca la grande statua di San Giorgio che uccide il drago. Il santo, come abbiamo già visto, è simbolo (e patrono) della Catalogna e presente in numerose opere dell’artista. La statua fu smontata per cattiva manutenzione, sostituita da una copia e mai ricollocata sull’edificio. Addirittura alcuni leonesi suggerirono di rimpiazzarla con una statua della Madonna del Cammino, patrona di Leon, ma la proposta destò molte polemiche e non fu mai accolta.
Nel 1969 l’edificio fu dichiarato monumento storico e oggi è sede della Caja Espana, una banca che lo acquistò nel 1929 e lo restaurò negli anni 90.

Cattedrale di Santa Maria di Palma di MaiorcaDa menzionare, fra i lavori eseguiti dal grande architetto, anche la ristrutturazione della bellissima Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca, la Cattedrale de Seu. Le foto vi mostrano chiaramente la sua imponenza e la sua immensa bellezza in posizione accanto al mare sull’acropoli della città romana che vi sorgeva. Essa è un esempio di gotico catalano.
Ma veniamo ai fatti. Successe che il vescovo Pere Campins, da poco entrato nelle Cattedrale, capì che l’edificio, che aveva subito numerosi rattoppi in stile barocco e neoclassico, aveva bisogno di una ristrutturazione decisa. A differenza del vescovo di Astorga Grau, che commissionò a Gaudì il Palazzo episcopale, Cattedrale di Santa Maria di Palma di MaiorcaCampin era più aperto e cosmopolita e prese subito in simpatia quello che veniva chiamato l’Architetto di Dio. D’altro canto Gaudì non voleva perdere un’occasione così ghiotta. La Cattedrale, costruita fra il XV e XVI sec., era, infatti, un monumento molto importante e di alto valore artistico e architettonico e gli avrebbe dato sicuramente grande prestigio. Inoltre era una grossa sfida in quanto la ristrutturazione doveva riportarla al suo originale splendore gotico. All’interno i grandi spazi, indispensabili per mostrare l’intera e maestosa navata, erano spezzati da un grande coro centrale che Gaudì decise di spostare. Egli ristrutturò anche degli altari laterali e spostò quello maggiore. Ciò che conta è che riuscì, anche in questo caso, a dare una revisione modernista all’edificio, ridandogli vita e movimento. Da attribuire a Gaudì è anche il disegno del rosone che svetta sulla grande navata alta 44 metri. Esso è considerato il più grande al mondo.

Ho voluto lasciare per ultime due opere che hanno segnato gli inizi della carriera del grande Lampioni di Plaça Reialarchitetto per creare una sorta di ciclo finale, qualcosa che chiudesse questo excursus dei suoi lavori con un nuovo inizio. Esse sono: El Capricho (El Capricho) e i lampioni della Plaça Reial che, a quanto pare, rappresentano il primo contributo di Gaudì alla bellissima città di Barcellona. Se penso a tutte le volte che li ho visti e mi ci sono poggiata senza sapere che erano stati partoriti dal grande genio gaudiano…
Vorrà dire che stavolta mi farò perdonare e li tratterò con la reverenza che meritano.

El CaprichoArriviamo invece al pezzo forte, un capolavoro d’arte che è stato anche il primo lavoro (1883) commissionato all’artista: El Capricho. Anche questo edificio non si trova a Barcellona, ma a Comillas. In realtà esso è stato costruito sotto la direzione dell’architetto Cristobal Cascante, Gaudì ne disegnò solo il progetto ma non seguì i lavori.
Il nome vero dell’edificio è Villa Quijano dal nome del proprietario e committente ma gli fu attribuito il nome Il Capriccio perché quest’ultimo desiderava una stravagante residenza estiva di tipo orientale.
Quijano era amante della musica e si dilettava in quest’arte, seppure a livello dilettantistico. El CaprichoI riferimenti alla musica sono presenti negli ornamenti raffiguranti animali con strumenti musicali. Come ben sappiamo Gaudì subì, soprattutto nella prima fase del suo percorso artistico, l’influenza dell’arte araba e mudejar che, in quest’opera, è assai evidente, sia per l’uso delle solite mattonelle colorate in ceramica, sia per l’uso della pietra, dei mattoni e del ferro. La cosa curiosa è la sistemazione dei vari reparti dell’edificio. Essi sono stati concepiti per seguire il sole, proprio come i girasoli, che peraltro sono presenti negli elementi decorativi. Infatti Gaudì pensò le diverse zone dell’edificio in modo che fossero funzionali alle varie attività spalmate durante la giornata. El Capricho - Statua di GaudìE’ così che gli spazi dedicati alle faccende del mattino sono orientati verso sud e quelli del pomeriggio verso ovest.
Il richiamo alla Natura, sempre presente nell’opera di Gaudì, si nota anche nella torre che si erge maestosa come un albero.
Il risultato è sorprendente, un’onda di colore e luce. Per quanto mi riguarda ritengo quest’opera, insieme a Casa Batlló, una delle più belle e estrose, quella in cui l’architetto è riuscito a esprimere maggiormente la sua creatività rompendo con la tradizione architettonica del passato. Un capriccio, appunto… che egli sembra contemplare compiaciuto nella statua posta all’esterno dell’edificio.

Adesso non mi resta che salire sull’aereo e gustarmi, con la giusta dimensione, le opere che ho descritto. L’idea, del tutto sperimentale, è quella di entrare nella mente dell’autore, scavarne le ragioni, le tecniche e la pura istintività per recepire le opere in un modo diverso, più consapevole ma sempre incantato come solo un bambino può essere. E io mi sento un po’ bambina, non l’ho mai nascosto…

LINK UTILI:

Antoni Gaudí – Wikipedia
Antoni Gaudí – Facebook
Casa Botines – Wikipedia
El Capricho – Wikipedia
El Capricho – Website
Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca – Wikipedia
Plaça Reial – Wikipedia

I GRANDI DELL’ARTE – Antoni Gaudí:

  1. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 1: La Sagrada Familia e la Casa Vicens
  2. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 2: La finca e il Park Güell
  3. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 3: Le altre opere Güell
  4. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 4: Casa Batlló, Casa Calvet e Casa Milà (o la Pedrera)
  5. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 5: Porta della Finca Miralles, Collegio teresiano, la torre Bellesguard e il Palazzo episcopale di Astorga
  6. I grandi dell’arte – Lo stile eclettico di Antoni Gaudí – Parte 6: Casa Botines, El Capricho, Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca, i lampioni di Plaça Reial e altri (tu sei qui)





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