LiBrAmando – Douglas Adams – Guida galattica per gli autostoppisti

Guida galattica per gli autostoppistiSe mi chiedessero una parola per descrivere questo libro sarebbe di certo delirio: un delirio divertente e travolgente, giusto che fa pure rima. Un viaggio nella Galassia fra passaggi a scrocco, salti dimensionali, fabbriche di pianeti, calcolatori improbabili (e dell’Improbabilità), robot depressi, guide elettroniche per stoppisti compilate in maniera discutibile, topi potenti e crudeli e via dicendo. Sicuramente mi sono divertita. Adams condisce infatti la storia con la giusta dose di ironia e ci aggiunge il fattore stupore, che enfatizza il tutto, rendendo la lettura assai gradevole. D’altronde il genere fantascientifico, potenziato inoltre dal supplemento umoristico, consente di oltrepassare ogni limite nella creazione di mondi, esseri e scopi dell’esistenza ipotetici e fantasiosi. Il futuro lo consente per sua stessa definizione. A dire il vero in certi punti del romanzo ho avuto l’impressione che Adams abbia quasi abusato della sua licenza fantascientifica. Ciò appare, a mio parere, in alcuni passaggi troppo rapidi e quasi forzati. E’ probabile che il ritmo incalzante, la connotazione forte dei personaggi e questa tendenza verso l’esagerazione derivino dalla destinazione iniziale di questo scritto. Esso infatti nasce da una trasmissione radiofonica omonima che Adams teneva personalmente. Il romanzo è un riadattamento sulla carta di tale progetto.

Passiamo dunque alla storia, che inizia in un pianeta di vostra conoscenza. Ecco l’incipit:

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.

Vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, sono proprio gli uomini. E in quel piccolo sperduto pianeta di esseri retrogradi un bulldozer sta per demolire la casa di Arthur Dent per farci passare una bella tangenziale. Egli sarà l’unico superstite degli esseri umani visto che, di lì a molto poco, arriverà dallo spazio una squadra di Vogon dell’Ente Galattico Viabilità Interspazio, pronta ad abbattere la Terra per farci passare un’autostrada iperspaziale. Gli alieni Vogon, che, come spiega la Guida galattica per gli autostoppisti, possiedono la stessa sensibilità di una tigre verso una gazzella azzoppata, avvisano i terrestri che li annienteranno in poco meno di 2 minuti e che il tutto sarà indolore. E quando gli uomini si lamentano, la voce dagli altoparlanti delle strane navi spaziali Vogon (esse appaiono come dei mattoncini gialli) fa notare agli abitanti della Terra che gli atti erano disponibili al pubblico da 50 anni terrestri nel Dipartimento di Viabilità di Alfa Centauri, a soli quattro anni luce dalla Terra. Peccato che gli umani non siano mai arrivati tanto lontano. D’altronde cosa ci si aspetta da esseri talmente inutili da pensare che gli orologi da polso siano una grande innovazione tecnologica?
Fatto sta che il prostetnico Vogon Jeltz, incaricato dell’operazione, demolisce il pianeta reo di essere nel posto sbagliato nel momento (interspaziale) sbagliato.
Puff… Tutto il genere umano annientato in men che non si dica.
Però sulla Terra si trova uno stoppista di nome Ford Prefect, proveniente dal pianeta Betelgeuse, che è amico di Arthur. Questi lo porta in salvo con lui su una navicella Vogon a insaputa del comandante che, una volta trovati, li sbatte fuori nell’atmosfera. Ovviamente senza tute spaziali… Essi saranno salvati, un secondo prima della morte, da “Cuore d’Oro” un’astronave molto particolare e capitanata dal presidente della Galassia Zaphod Beeblebrox, con cui continueranno l’avventura. Non vi dico altro, il libro è assolutamente da leggere e gustare senza anticipazioni. E’ un libro che non può non comparire nella propria libreria, soprattutto se si è appassionati di fantascienza. Non so voi, ma io farò di più e me la terrò in borsetta. Non si sa mai che prima o poi ci possa trovare la “risposta alla Domanda Fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto“…

LINK UTILI:

Guida galattica per gli autostoppisti – Wikipedia
Guida galattica per gli autostoppisti – Facebook
Douglas Adams – Website
Douglas Adams – Wikipedia
Douglas Adams – Facebook

12 commenti

  1. Io non sono un’amante del genere fantascientifico, probabilmente perché alle medie cercarono di impormi Asimov a tutti i costi, eppure Adams l’ho adorato e promosso a pieni voti. Non ho mai continuato la saga, però, soprattutto perché in molti mi hanno detto che non erano all’altezza del primo..

    • Parli con una asimoviana doc… io sono cresciuta con la trilogia della Fondazione 🙂
      A me hanno parlato degli altri di Adams, invece, come migliori, meno sputtanati e meno arrangiati come questo causa rimaneggiamento testi da trasmissione radiofonica… Però si sa… de gustibus… siamo talmente diversi da questo punto di vista… Io attualmente sto alternando un libro fantascienza a uno “normale” fra virgolette. A proposito del genere, hai mai letto Dick? Secondo me, se ti è piaciuto questo, potrebbe piacerti. Io l’ho scoperto da poco e sto divorando le sue opere come fossero caramelle gommose alla frutta. La fantascienza consente l’irreale, sprigiona la fantasia e, soprattutto, secondo me, è anche filosofia, nel senso che fa riflettere su chi siamo, dove siamo e perché siamo…

      • No, non lo conosco ma mi fido ciecamente! Da che opera mi consigli di iniziare? 🙂
        Col passare del tempo mi sono detta più volte che avrei dovuto recuperare quello che mi hanno fatto poco piacere durante gli studi ma la fantascienza non l’ho proprio più toccata per un decennio, forse perché, più che fantascienza, durante l’adolescenza ho fatto un’abbuffata di fantasy che mi ha aiutato a suo modo in ciò che hai appena descritto tu: girovagare nell’irreale e sprigionare la fantasia. Forse però, con i giusti consigli, potrei riprovarci 🙂

      • Vedi? a me il genere fantasy manca… non ho mai letto nulla e sono consapevole che ciò costituisca una grossa lacuna. Parlo dell’età adulta, i classici libri per bambini li ho ovviamente fatti fuori. Solo che ai miei tempi non c’era roba tipo Il signore degli anelli o Harry Potter.
        Per quanto riguarda Dick, io consiglierei sempre di iniziare da Ubik, ma è un gran flash anche Follia per sette clan che ho pure recensito in questa rubrica. Ovviamente se leggi fammi sapere che ne pensi che son curiosa 🙂

      • Ad ognuno il suo pane insomma 🙂 Comunque assolutamente, ora mi informo e ordino quello che mi ispira di più in biblioteca così poi lo metterò nella lunga lista d’attesa sul comodino! Ti farò assolutamente sapere anche perché sicuramente non potrò non scrivere un pezzo sul ritorno della fantascienza! Grazie mille nel frattempo e buona domenica 🙂

  2. Ohhh un’altra persona che adora questo libro e la sua saga! Il primo l’ho trovato a dir poco eccezionale e con esso anche il film che hanno realizzato. Del secondo libro mi ha divertito la dimostrazione che nell’universo la popolazione è pari a zero! Ma ultima chicca, sicuramente la conoscerai già, ma prova a cercare “Answer to Life, the Universe, and Everything” su google 🙂
    Un sorriso Barbara 🙂

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