Appunti di viaggio

Un week end autunnale a Barcellona – Casa Batlló, La Pedrera, la fontana màgica de Montjuïc e le tapas di maialetto (Day 2)

Barcellona 30/11/2013 ore  14:28 (ristorante sulle Ramblas)
Veramente volevo aggiornare il diario sui tetti de La Pedrera. Mi sentivo ispirata e avevo un sacco di cose da raccontarvi. Peccato che ci sia un freddo che non solo congela le dita, ma anche i neuroni che si son presi due giorni di permesso e adesso bevono mojito alle Bahamas. Beati loro.

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Ho dovuto ripiegare per uno squallido ristorante sulle Ramblas che,  secondo me, mi fanno pure il colletto. Non aspettatevi dunque una grande ispirazione. La paella, che non avevo mai mangiato in Spagna e solo una volta (sì, solo una, perché, problemi?) fa schifo. Meno male che l’ho accompagnata con una mini bottiglia di vino scadente che mi aiuta a dimenticare. Sempre che non mi porti il classico mal di testa da prodotto geneticamente modificato.

La paella insapore sulle Ramblas

La paella insapore sulle Ramblas

Però almeno c’è caldo, e poi ieri notte l’unico alimento tipico della cena è stato l’olio d’oliva. Forse.
Ma torniamo a noi. Stamattina mi sveglio all’alba e non in gran forma visto che ieri qualche giro ci è scappato e non son proprio tornata prestissimo. I programmi della giornata sono già decisi da ieri, anzi da prima di partire, anzi da mesi, anzi mi è apparso Antoni Gaudì e mi ha chiesto di andare a controllargli le case. Non la faccio lunga: programma della mattina la Manzana della discordia. Per chi fosse così irrispettosamente grezzo da non aver seguito le puntate delle scorse settimane de I grandi dell’arte su Gaudì, questo luogo della contestazione (o della competitività più spietata) è locato nel Passeig de Gràcia, la famosa via che collegava la vecchia città di Barcellona chiusa ancora dalle mura con l’allora paesino di Gracia che oggi, come ben sapete (?), è un famoso quartiere di Barcellona. Uno dietro l’altro si presentano gli edifici di Gaudì, Puig i Cadafalch e Domènech i Montaner. Comunque non mi ripeterò. Se volete capire leggete l’articolo.

Casa Batllò progettata da Antoni Gaudì

Casa Batllò progettata da Antoni Gaudì

Salgo sulla metro “Passeig de Gràcia” e vengo schiaffeggiata dalla Casa Batllò. Io mi chiedo come abbiano potuto progettare l’uscita della metro proprio sotto i colori scintillanti di questo immane capolavoro gaudiano. Rischio un colpo e, se mi viene un colpo qui a Barcellona, son cavoli dei catalani e di Gaudì. In realtà temo sarebbero solo miei ma fatemi fare la dura che é un ruolo che mi si addice.

Casa Batllò progettata da Antoni Gaudì

Casa Batllò progettata da Antoni Gaudì

Rimango a contemplare le tre opere della discordia su una panchina per un po’. Casa Batlló mi sconvolge. Sí, perché vederla dalle foto è un conto, vedersela davanti… Beh provateci…

Casa Lleò Morera progettata da Lluís Domènech i Montaner

Casa Lleò Morera progettata da Lluís Domènech i Montaner

Me ne vado che é ora di pranzo, e so giá dove andare. A qualche centinaia di metri, infatti, c’è la Pedrera, la famosa Casa Milá, che ho avuto modo di descrivere abbondantemente in quei famosi capitoli su Gaudì che vi esorto a leggere.

Casa Amatller progettata dall'architetto Josep Puig i Cadafalch

Casa Amatller progettata dall’architetto Josep Puig i Cadafalch

Quello che non mi aspettavo, munita di audioguida e, secondo me, estremamente preparata, é stato scoprire che le informazioni trovate sulla rete sono lacunose e non complete rispetto a questo gioiellino dell’arte modernista. Voi non vi rendete conto di quello che é davvero questo edificio. Dal di fuori puó non sembrare cosí come realmente é: un trip.

Casa Milà aka La Pedrera progettata da Antoni Gaudì

Casa Milà aka La Pedrera progettata da Antoni Gaudì

Ma siamo sicuri che Gaudì non fosse un fattone? E’ impossibile che un uomo normale abbia potuto pensare una cosa simile. Solo la terrazza é un capolavoro d’arte. I vari dislivelli, i serbatoi d’acqua travestiti da opere d’arte e i comignoli stravanati che Gaudì si é inventato sono roba da acido lisergico…

Casa Milà - interno

Casa Milà – interno

L’edificio sembra una grande anima pulsante il cui spacciatore é un costruttore di archi catenari e la cui filosofia di vita é sorprendere il prossimo istillandogli complessi di inferioritá non risolvibili e degeneranti.

Casa Milà - terrazza

Casa Milà – terrazza

Scendo nella cosidetta soffitta dove é stato imbastito un museo su Gaudì con tutti i riferimenti biografici e con le informazioni sulle sue opere e gli studi operati per realizzarli. Da tutto ció si evince che Gaudì era un genio. Ogni tanto ne nasce uno, e lui é nato. Punto, fine del discorso.

Casa Milà - terrazza

Casa Milà – terrazza

Presa da indicibile sconforto per le condizioni meteo, visto che si é messo a piovere, me ne vado verso l’albergo. Ma prima mi fermo, appunto, qui a mangiare questo ammasso di insipideria che i gamberi probabilmente sono costruiti in laboratorio. Ah sì, è arrivato il conto, pensavo peggio, sono 32 euro. Certo se il conto fosse direttamente proporzionale alla qualità del cibo, qui mi dovrebbero pagare loro, ma non mi piacciono le polemiche e poi sono in vacanza, faccio finta di niente.

Casa Milà - serie di archi catenari sulla soffitta adibita a museo di Gaudì

Casa Milà – serie di archi catenari sulla soffitta adibita a museo di Gaudì

Barcellona 01/12/2013 ore 2:27  (locale X nel Raval)
Sono giorni che mi parlano di una fontana magica le cui potenzialità si possono apprezzare solo in determinati orari e alcuni giorni della settimana. Oggi esiste proprio questa fortunata combinazione di eventi, per cui mi faccio convincere a rinunciare al MACBA, il museo di arte contemporanea super futuristico che ho visto solo da fuori ieri notte, per andare a vederla. La verità è che il tempo non mi basta, cerco di ritagliare spazi, ma la giornata rimane insindacabilmente di 24 ore e io sono umana, anche se ogni tanto mi spunta un componente androide. Fatto sta che l’appuntamento è in testa alla metro Liceu. In poche parole devo salire al volo, sempre che abbia azzeccato treno. E invece va tutto liscio, il treno è quello giusto, la coincidenza pure e il momento perfetto. Arriviamo in Plaça d’Espanya proprio che manca qualche minuto alle 19, giusto in tempo per affrontare la salita verso Le Quattro Colonne progettate da Josep Puig i Cadafalch che, a quanto scopro, furono demolite nel 1928 da Primo de Rivera e ricostruite recentemente. In alto il museo nazionale d’arte della Catalogna illuminato da 4 luci proiettate sul cielo alle sue spalle. Insomma, sembra d’essere a Hollywood o nell’antico Olimpo, mi aspetto un carretto guidato da cavalli bianchi con sopra Zeus che, attraversando i cieli, si poggia al nostro cospetto, là sopra le piroette acquatiche che, di lì a poco, coloreranno la nostra serata.

La fontana màgica de Montjuïc

La fontana màgica de Montjuïc

Alle 19 precise le acque sembrano animarsi, parte la musica e rimaniamo abbagliati dai giochi di luci e colori dell’acqua (vd video a fine articolo). Se non fosse per la musica pop commerciale che si adatta quanto la marmellata sul maialetto, lo spettacolo sarebbe imperdibile. Dura comunque poco e ce ne andiamo.

La fontana màgica de Montjuïc

La fontana màgica de Montjuïc

A proposito di maialetto, non perdetevi il Ballakanò, ristorante in Carrer de Sitges, una traversa della via che, dalla Rambla dei cappuccini, porta sulla Rambla del Raval. Io ero scettica, chi non lo sarebbe stato visto che spesso il maialetto non te lo sanno fare neanche in Sardegna, non buono come dico io almeno? Ordiniamo due tapas: una di maialetto e una di ravioli neri di seppia ripieni di polpa di granchio. Il mio scetticismo ci resta male, il palato invece ringrazia. E’ tutto davvero squisito, meglio che in patria. Faccio i complimenti ai ragazzi, peraltro gentilissimi, e me lo segno in agenda, e magari ci passo anche domani per farmi svelare il trucco, perché ci deve essere per forza un trucco. Dai, non può essere che io abbia mangiato a Barcellona uno dei migliori maialetti della mia vita…

4 risposte »

  1. Bellissimo viaggio e molto ispirato, oltre che un tour de force: bravissima! Le foto son stupende!
    Quanto alla paella, in sé sarebbe buonissima ma credo che sia come mangiare una pizza surgelata e riscaldata in italia in certi ristoranti per turisti o anche Ghnoci (leggi gnocchi) prefabbricati… :-9

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    • Grazie… sulle foto potevo fare di più, il mio tablet è assai scarsetto… Ma ce l’abbiamo fatta comunque!
      Sulla paella invece… beh non sei la prima che me lo fa notare. Dovrò tornare a Barcellona per assaggiarne una vera 😉

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