Curiosity killed the blogger

Waiting for Greece – L’oracolo di Delfi [parte 1]

Waiting for Greece – L’oracolo di Delfi: di dei cornuti, pitonesse in delirium tremens, profezie manipolate, scrittori defenestrati, pietre ombelicali rigurgitate da titani cannibali, filosofi miscredenti e altre simpatiche “cosine” di questo tipo…

[Parte 1]

LE MOTIVAZIONI:
Posto che uno studio sul mito non fa male, anzi arricchisce la conoscenza e sollazza l’animo, devo ammettere che la mia decisione di intraprendere questo irto cammino per le perigliose vie di quello greco, è finalizzato a un nobile scopo: il mio prossimo viaggio nelle terre che hanno ospitato le gesta degli eroi raccontati da Omero e che hanno ispirato grandi filosofi come Socrate e Platone.
Statua di ZeusDiciamo che questo è il terzo esperimento, svolto in questo blog, volto ad unire i viaggi allo studio dei paesi che andrò a visitare. In realtà anche il metodo si è evoluto, partendo per caso dal viaggio a Praga dell’estate 2013, in cui l’approfondimento di un artista, David Cerny, è nato successivamente alla scoperta delle sue opere avvenuta nella straordinaria città ceca ricca di storia e cultura, per poi acquisire maggiore consapevolezza empirica nel viaggio a Barcellona, preceduto dallo studio delle opere del grande architetto Antoni Gaudì. Ad essere sinceri anche il viaggio a Praga è stato preparato da una lettura di alcuni fra i più importanti capolavori di Kafka e da una rilettura di Kundera che mi hanno consentito di impattare la cultura ceca con maggiore comprensione.
Venire a contatto con popolazioni diverse studiandone l’arte, la cultura e la storia mi ha permesso di trovare una dimensione del viaggio che arricchisce il mio bagaglio culturale, soddisfa il continuo desiderio di curiosità atte a trucidare la noia e mi consente di affrontare la decisione di viaggiare da sola con maggiore serenità. Inoltre ne ricavano vantaggio anche i diari di viaggio che diventano meno noiosi per voi lettori.

LA GRECIA:
Questo viaggio in Grecia è stato deciso già da tempo e sempre rimandato per motivazioni diverse. Stavolta sembra che gli astri si siano disposti favorevolmente perché io solchi le Statua di Apolloantiche vie della terra in cui si è originato il pensiero, dove la civiltà è stata cullata e allevata con cura e dedizione.
Inizialmente ho pensato di trovare un artista, possibilmente contemporaneo, ma nessuno mi ha colpito particolarmente e poi, a ben pensarci, sarebbe stato riduttivo considerando il patrimonio culturale greco. Così, dopo aver abbandonato l’idea, mi son messa a studiare la storia in cerca di un’illuminazione e, per forza di cose, mi sono scontrata col mito e le sue storielle contorte. Spesso nella storia della Grecia antica e classica il confine fra ciò che è realmente accaduto e l’invenzione diventa molto sottile, la maggior parte delle volte si perde del tutto. L’argomento è fortemente intrigante, soprattutto considerando che gli dei dell’Olimpo erano dei veri casinisti ed erano piacevolmente posseduti dalle passioni terrene. Le corna non si contavano, i tradimenti, gli inganni e via dicendo. Tutto ciò rende le loro vicissitudini particolarmente allettanti. In realtà devo ammettere che gli intrighi olimpici hanno proprio l’essenza del pettegolezzo che io preferisco, quella disinteressata e fine a se stessa, la stessa che ti fa buttare sul divano con pop corn e birra di compagnia a vedere una deplorevole commediola, la classica americanata da due soldi, fitta di intrecci e colpi di scena.

DELFI:
La scelta di questa prima meta è nata dopo la lettura della guida del National Geographic dedicata alla Grecia. Delfi viene indicata come una tappa importante nella progettazione di un itinerario di viaggio nel paese. DelfiAl principio mi sono scoraggiata. Da un primo (e superficiale) sguardo, infatti, essa mi appariva come il solito sito di rilevanza archeologica in cui avrei visto le solite cose (io ci son giusto nata in un luogo del genere). Esaminai le foto e scorsi quello che era stato un imponente tempio di Apollo in posizione centrale sopra una collina.
La guida la dava nelle vicinanze di Atene, a un paio ore di viaggio, e consigliava un’escursione di almeno una giornata.Delfi - Tempio di ApolloDelfi si trova infatti a nord della capitale sulle pendici del monte Parnaso, a 600 mt sul livello del mare, nelle vicinanze del golfo di Corinto. La città all’epoca era un importante luogo di passaggio per gli scambi commerciali e ha un’importanza fondamentale per la storia politica dei greci. Nessuna guerra veniva iniziata e nessuna decisione importante presa senza prima consultare il famoso oracolo di Delfi.
Tuttavia non tutti tornavano soddisfatti dalla visita all’oracolo. Anzi, alcuni non tornarono proprio, come toccò al povero Esopo. Dovete sapere che gli abitanti di Delfi erano un tantino permalosi per cui non gradirono ciò che lo scrittore andava raccontando sul loro conto. Infatti Esopo li aveva indisposti con le sue favolette allegoriche che tendevano a mettere in luce la loro (presunta) vita frivola dedita allo sfruttamento dei turisti in visita all’oracolo. Delfi - Tempio di AthenaVi chiederete cosa ci guadagnassero e io vi risponderei che l’oracolo non era per tutti: solo chi aveva la possibilità di pagarselo con un sacrificio poteva avere un responso. Inoltre una banale infarinatura sulle leggi che governano il marketing vi può fornire un’idea del vantaggio economico che questo grande afflusso di gente produceva per tutta la popolazione.
La faccio breve: per salire alla volta del santuario si percorreva una strada pericolosa costeggiata di rupi che venivano chiamate le rocce terribili (Fedriadi). Al di là di esse venivano scaraventati tutti i malfattori o i sacrileghi. Gli abitanti di Delfi, indispettiti dalle parole di Esopo, decisero che meritava una fine del genere. Fu così che lo accusarono falsamente di furto sacrilego decretandone la fine violenta.

LE ORIGINI DEL MITO:
Tutto iniziò col recidivo Zeus che, per l’ennesima volta, tradì la povera Era niente po’ po’ di meno stavolta che con una titanide: l’affascinante (a quanto pare) Latona. Latona scappa da PitoneCome ben sappiamo, però, la moglie di Zeus non brillava di tolleranza al tradimento per cui scagliò contro la rivale un serpentone gigante di nome Pitone che si diceva esser figlio di Gea e che fosse venuto fuori dal fango rimasto sulla terra dopo il diluvio universale. In realtà alcuni lo danno per metà drago e metà serpente, ma questo non lo sapremo mai. E comunque non cambia la sostanza: mostro era e mostro rimane.
Intanto Zeus, nonostante dichiarasse di amare Latona, aveva troppa paura di Era per intervenire, per cui si comportò esattamente come quegli attoruncoli di commediole di serie B di cui sopra: non fece assolutamente niente e lasciò la titanide, peraltro incinta, in completa balia del mostro strisciante.
Nonostante i numerosi tentativi del serpente, però, Latona si rifugiò nell’isola di Ortigia (Delo) e riuscì a partorire due gemelli: Apollo, il famoso dio del sole, e Artemide (o Diana) la cacciatrice e dea della luna.
Apollo uccide PitoneApollo, a soli 4 giorni di vita, andò alla ricerca di Pitone per vendicare la madre e lo trovò a Delfi di cui il serpente era custode. Quest’ultimo non fu particolarmente felice di incontrare il neonato dio già dotato di infiniti poteri e, dopo aver combattuto un’estenuante battaglia, ci rimase secco. I verbali dell’accaduto raccontano di un Apollo assai indispettito, tanto che scaricò tutta la sua collezione di frecce sull’infido animale. Gli dei d’altronde non erano molto diversi dagli umani e guai a toccargli la madre…
La sconfitta di Pitone pose Apollo a custode di Delfi. In suo onore fu eretto il tempio e furono istituiti i giochi pitici che si svolgevano ogni quattro anni. In ricordo del feroce serpente e della sua morte, sia Delfi, sia Apollo che l’oracolo assunsero un nome derivato da Pitone: Delfi venne anche chiamata Pito, il dio Pitio con appellativo “pitico” , infine l’oracolo Pizia, o Pitonessa. Quest’ultima, attraverso il delirio oracolare, era una specie di portavoce del dio, colei che ne interpretava i responsi che le genti di ogni dove venivano a chiedere.
Apollo uccide PitoneIl co-protagonista di Delfi poteva dirsi Dioniso, la cui tomba era posta all’interno del santuario. Si credeva che egli proteggesse Delfi nei mesi invernali, quando Apollo si recava in villeggiatura nella terra leggendaria degli Iperborei, laddove splendeva sempre il sole. In quei mesi anche la Pizia poteva oziare, in quanto, non essendoci il dio, l’oracolo non si esprimeva. Dioniso non si lamentava di stare a Delfi, anzi era completamente a suo agio, visto che l’aria che si respirava, anzi che respirava la Pizia, era assai confacente al suo dissoluto stile di vita. Nel teatro a lui dedicato nacque il primo festival artistico del mondo antico.
Il nome Delfi deriva invece dal delfino che veniva considerato animale sacro ad Apollo. Esistono tre diverse teorie a riguardo: Latona con Apollo e Artemidela prima parla di Delfo, figlio di Poseidone il quale, per generarlo, assunse le sembianze di un delfino; la seconda racconta di una nave carica di fedeli, coloro che poi sarebbero diventati i sacerdoti del santuario, che era partita da Creta alla volta di Delfi e che fu scortata e protetta da Apollo che, per l’occasione, si trasformò in un delfino; la terza narra di Icadio che durante un naufragio fu salvato da un delfino che lo portò sul Monte Parnaso, dove fondò il santuario.
Vi avviso, se volete andar d’accordo col mito greco dovete esser pronti a questa moltitudine di versioni. Ciò che è giunto a noi è la testimonianza di poeti e letterati (molti dei quali romani) e spesso le versioni sono molto differenti, a volte opposte.

Nelle prossime puntate: L’OMBELICO DEL MONDO | CONOSCI TE STESSO | IL MISTERO DELLA LETTERA E | L’ORACOLO | LE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE | LA CADUTA DI DELFI

  1. L’oracolo di Delfi [parte 1] >> LE MOTIVAZIONI | LA GRECIA | DELFI | LE ORIGINI DEL MITO (tu sei qui!)
  2. L’oracolo di Delfi [parte 2] >> L’OMBELICO DEL MONDO | CONOSCI TE STESSO | IL MISTERO DELLA LETTERA E
  3. L’oracolo di Delfi [parte 3] >> L’ORACOLO
  4. L’oracolo di Delfi [parte 4] >> LE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE | LA CADUTA DI DELFI | CONCLUSIONI

 

 

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