Alig’art 2014 – Cronagossip da un festival [1]

Cagliari, sabato 20 settembre 2014

Alig'art 2014Sono quattro anni che me lo ripetono: “Dai passa ad Alig’art, ci sono mostre, incontri e altre cosine di tuo sicuro interesse…“.
Non che non ci avessi creduto, anzi il termine “cosine” mi ha sempre fatto rizzare il pelo, ma è sempre subentrata la bradipite apatica per cui mi sono sempre passata, per usare il giusto termine. Ragion per cui, è da assoluta profana dell’evento (e anche un po’ dell’argomento) che sabato pomeriggio ho fatto il mio ingresso nel fascinoso mondo di “Futuro Anteriore“, la quarta edizione di questo festival dedicato all’arte e alla sostenibilità. Alig'art 2014Non starò qui a ripetervi le motivazioni e i contenuti di questo evento visto che l’ho già fatto in altra sede (che vi invito a consultare), vi dico solo che è organizzato dalle effervescenti ragazze dell’associazione Sustainable Happiness e che animerà il Lazzaretto di Sant’Elia di Cagliari per due settimane, dal 19 al 27 settembre.
È quindi in un’afosa e umidiccia giornata di fine settembre che, munita di occhialino (finto) da (finta) intellettuale nel vano (e ridicolo) tentativo di camuffarmi, Alig'art 2014mi sono insinuata fra i presenti dell’incontro “Sapere, fare, condividere: nuove frontiere dell’istruzione e della produzione per i makers di domani“.
L’argomento è molto interessante vista la velocità di avanzamento della tecnologia e la necessità assoluta che l’istruzione abbia gli strumenti adatti per comprenderne il suo sviluppo e soprattutto che li trasmetta agli studenti. In questo senso la ricerca diventa fondamentale o comunque l’uso di una metodologia che fornisca gli strumenti di comprensione e di facile risoluzione dei problemi.
A moderare l’incontro non poteva che esser lui, Marcello Cualbu, artista che ha a che fare sia con l’istruzione, Alig'art 2014 - Marcello Cualbuessendo insegnante di Sistemi interattivi e Stampa 3d allo IED di Cagliari, sia con l’arte e la tecnologia attraverso l’associazione Quit di cui è il fondatore. Si apre dunque un dibattito sul ruolo della scuola e degli insegnanti nell’approccio verso l’innovazione tecnologica. Ad essere chiamati in causa sono due insegnanti il cui metodo educativo si discosta nettamente da quello a cui siamo abituati. Entrambi sono dotati di forte passione per le discipline che insegnano ma soprattutto spingono i loro studenti a fare pratica, provare, osare, sbagliare e acquisire un approccio sperimentale.
Aligart 2014 - Gian Mauro FaddaSo cosa state pensando: se la scuola non ha i soldi per investire per l’allestimento di laboratori e per l’acquisto dei materiali come è possibile raggiungere un tale obiettivo? Vi rispondo presentandovi il primo ospite: Gian Mario Fadda, insegnante di Sistemi e Automazione all’Istituto tecnico industriale “Buccari – Marconi” di Cagliari. Egli ha portato l’utilizzo vero e proprio di sistemi di automazione fra i suoi studenti attraverso il sistema Arduino, “una scheda elettronica di piccole dimensioni con un microcontrollore e circuiteria di contorno, utile per creare rapidamente prototipi per scopi hobbistici e didattici.” (citaz. wikipedia)
Alig'art 2014 - Beatrice ArtizzuLa scheda è dotata non solo di software ma anche di hardware open source e questo porta ad un abbattimento dei costi non indifferente, ragion per cui il professor Fadda riesce a far realizzare ai suoi allievi piccoli sistemi di elettronica, come il controllo via tablet dell’accensione delle luci, esempio che ha portato in loco e che è stato mostrato proprio da uno dei suoi studenti. Il professor Fadda inietta la sua forte passione nei suoi studenti dando loro le competenze per lavorare in un settore che rappresenta il futuro. Inoltre il lavoro sul campo consente l’assunzione di capacità di problem solving e lavoro in team che alle aziende schifo schifo non fa.
Alig'art 2014 - Fabrizio PignoloniA raddoppiare la dose di questo tipo di approccio è Beatrice Artizzu, architetto e insegnante di Discipline geometriche, architettoniche-ambientali e design al Liceo Artistico musicale Foiso Fois di Cagliari. Anche lei utilizza Arduino come base per stampanti 3d di cui insegna l’utilizzo ai suoi studenti.
Per rispondere alla domanda, che di certo vi starete ponendo, cioè quali siano le applicazioni pratiche dell’uso di questi sistemi nell’ambiente lavorativo, è venuto dallo studio dotdotdot di interaction design di Milano il designer Fabrizio Pignoloni che ha spiegato quanto sia centrale nel suo lavoro la costruzione di prototipi e quanto quindi sia indispensabile passare per Arduino e stampanti 3d.
Alig'art 2014 - Stefano MirtiL’intervento finale, per fare il punto, è stato di Stefano Mirti, progettista dello studio di interaction design IdLab, docente alla Bocconi e da tempo studioso delle nuove frontiere dell’educazione. È chiaro che lo scopo di questo dibattito é quello di carcare di individuare un approccio “giusto” per la costruzione di un modello educativo adeguato riferito alle nuove tecnologie. Mirti risponde dicendo che non esiste un approccio sempre valido, esistono invece validi esempi, come quello del professor Fadda, che, con la sua forte motivazione, riesce a portare concrete applicazioni pratiche di ciò che generalmente è pura teoria. Inoltre non si può cedere alla tentazione di abbandonare del tutto le capacità del passato: esse sono importanti, rappresentano le basi e costruiscono una forma mentis più ricca e completa.
Con l’intervento di Stefano Mirti si chiude la prima sessione del programma di oggi.

Alig'art 2014 - Alan ShapiroL’aria del Lazzaretto è calda e ferma ma in compenso l’atmosfera è accogliente. Sui due lati del grande piazzale si aprono gli ingressi verso le mostre, mentre al centro troneggia il palco con gli ospiti. Incontro diversi amici, mi faccio una birretta spensierata in compagnia e attendo l’intervento del sociologo e teorico dei media Alan N. Shapiro. Di origini newyorkesi ma trapiantato in Germania e parlante italiano, Shapiro è conosciuto per i suoi scritti nei campi della fantascienza, filosofia, sociologia della cultura, coreografia sociale, teoria dei software, informatica umanistica e robotica. Nel suo discorso, durato 90 minuti e inframmezzato da una canzone di Johnny Cash (sì, giuro, ha cantato davvero), egli ha spiegato la sua teoria del quanto. Secondo Shapiro, questa che stiamo vivendo è solo una prima fase dell’informatica, siamo alla sua infanzia. Alig'art 2014Quello che manca ancora in questa disciplina è il lato umanistico. L’informatica è infatti vista come una disciplina esclusivamente tecnico-ingegneristica e quindi priva di risvolti filosofici, artistici e sociali. Secondo Shapiro bisognerebbe operare questa trasformazione dell’informatica per progredire e capirne le giuste potenzialità. Un discorso piuttosto interessante che fa riflettere sul ruolo dell’informatica nella costruzione di una vera e propria Cultura digitale.
Egli parla anche del paradosso come metodo per affrontare questioni come quella del capitalismo, ad esempio. Da una parte Shapiro contesta ciò che lo stesso Marx denunciava, l’alienazione del lavoratore, dall’altra il capitalismo ha permesso un più veloce progresso. Egli si pone dunque in una condizione antitetica che viene risolta da un’accettazione problematica del fenomeno. Shapiro non ha proprio l’aria di uno che litiga coi suoi paradossi, anzi sembra andarci proprio d’accordo, ci gioca, li prende in giro. È un piacere ascoltarlo e son tanti quelli che gli fanno domande e chiedono approfondimenti.

Alig'art 2014 - MazzamurruLa serata finisce così, seduti nelle panchine costruite in occasione del festival dall’associazione Mazzamurru di Cagliari. Con il contributo dei ragazzi della Comunità Punto a Capo Onlus, infatti, Mazzamurru ha realizzato le installazioni per gli spazi esterni del Lazzaretto. Attraverso del legno di scarto e dei sacchi di iuta pieni di pomice, sono state realizzate diverse panchine piazzate su un lato del piazzale.
Non temete, non ho dimenticato le mostre. In realtà ne ho vista solo una, la collettiva di designer, artigiani e artisti che hanno realizzato le loro opere con materiali di scarto. Sinceramente ho trovato

Alig'art 2014l’esposizione piuttosto interessante e stimolante anche se non ho avuto modo di approfondire la questione materiali e artisti, cosa che mi ripromettono di fare quando ci tornerò.
Fra le opere che più mi hanno colpito il dipinto di un viso fatto con i tasti di vecchie tastiere, il (fantastico) mini biliardino che vede lo scontro dei bronzetti sardi contro la squadra dei cattivissimi Goldrake, la città fatta con vecchi telefonini e telecomandi, le formicone giganti alle prese con una lotta all’ultimo pezzo di pane, i vestiti fatti di carta e cartone e le varie sculture costruite con oggetti di scarto. Spero di poter approfondire la questione nei prossimi giorni di festival e soprattutto di riuscire a vedere le altre mostre presenti.

Alig'art 2014Nel frattempo, ne sono pienamente consapevole, mi sono dilungata eccessivamente ma credo che l’argomento meriti un’attenzione che non può essere superficiale.
Di gossip stavolta manco l’ombra, anzi sì ma non ve ne parlerei nemmeno sotto tortura. Dovete venire a vedere coi vostri occhi!
Buon festival a tutti e i complimenti alla Sustainable Happiness per la progettazione e la realizzazione di questo festival.
In galleria alcune foto della mostra e delle installazioni esterne.

ALTRE GIORNATE AD ALIG’ART:
Cronaca di sabato 27 settembre
Marzo 2015 – Risultato delle residenze d’artista

Link utili:
Alig’art – Website
Sustainable Happiness – Website
Sustainable Happiness – Facebook fan page

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2 commenti

  1. […] son fatte e capirne il senso anche in riferimento alla questione riciclo. Fra le opere non citate la volta scorsa, vorrei menzionare FermoImmagine, un lavoro fotografico che ci parla del tempo e di come i social […]

  2. […] delle opere che nascono da questa riflessione. Ad esempio, per realizzare “Le Vedove al Fiume” (Alig’art 2014) ho usato un pezzo di copertone di carrello elevatore: quelle figure stavano già lì, dentro […]

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