L’artista del mese – Davide Volponi, non solo Palazzotti

Dicembre 2015

Davide Volponi - Palazzotti in legnoQuesto mese voglio presentarvi un artista che conosco personalmente e la cui poetica ho potuto conoscere e percepire in modo diretto. Parlo di Davide Volponi, mente poliedrica che, oltre a darsi un gran da fare in ogni sorta di attività benefica, si destreggia con abilità nel mondo artistico spaziando dalla scultura e l’installazione alla musica e finanche lo spettacolo. Nei diversi anni in cui ho avuto modo di seguire la sua attività, l’ho visto impersonare personaggi assurdi su palchi assurdi in festival di beneficenza assurdi (ma efficaci). L’ho visto partecipare a mostre incentrate sul riciclo e la sostenibilità con opere fresche e originali, l’ho visto passare dal legno a ogni tipo di materiale di recupero e partorire i celebri Palazzotti seguiti a ruota dai Salumi Volponi. L’ho visto coinvolgere Davide Volponi - Vulpis et agnusbambini in laboratori creativi, ragazzi disagiati nella realizzazione di opere in legno. Quel legno di scarto che la sua azienda, la Volponi Legnami, produce di continuo nei due grandi capannoni che Davide e la sorella Barbara vorrebbero trasformare parzialmente in laboratori artistici-artigiani, sede di residenze, luogo di incontro e scambio di idee e reciproche ispirazioni. Un sogno che rappresenterebbe anche un’azione di riqualificazione di un edificio industriale nella periferia di Cagliari che potrebbe trasformarsi in un centro d’arte e cultura.
Insomma, credo di essere stata esaustiva nel descrivervi un artista eclettico con una creatività dirompente e dall’animo nobile.
Non mi resta che fargli qualche domanda per approfondire questi punti e condividere con voi il suo lavoro.

Ovviamente partiamo dal legno, elemento che ha accompagnato la tua esistenza e che continua a essere la tua fonte di ispirazione. Quando hai sentito il suo primo richiamo e come lo vivi oggi?
Davide Volponi - Le vedove in coroSono abituato a chiamare il deposito di legnami in cui lavoro, il “MagazzEno”. Così lo chiamava mio nonno che, assieme a mio padre, ha dato avvio all’impresa di famiglia. Il “Magazzeno” non è soltanto il luogo del mio lavoro, dove trascorro la maggior parte del tempo, ma è anche la mia principale fonte di ispirazione, una tribuna privilegiata da cui osservo il mondo: sia quello difficile e competitivo che insegna a resistere nella realtà del commercio, sia quello che attraverso curiosità e spirito di osservazione, mi suggerisce quotidianamente l’arte del rinnovarsi con creatività.
Ho sempre provato una curiosa attrazione verso il riutilizzo, il riuso, il riciclo. Questa attrazione è diventata col tempo una vera passione.
Davide Volponi - Tribù del SinziasRiutilizzare i materiali è un’azione che asseconda il naturale “riciclarsi” delle forme esistenti: una specie di virtù interna agli oggetti, che permette loro di rinnovarsi e “resistere”. Il riciclo diventa così una bellissima metafora della vita. Il “riciclo” mette in gioco la creatività e ciò che ne scaturisce è sempre una storia di rinascita. Così, tra un conteggio una trattativa o durante una telefonata di lavoro, mi ritrovo a osservare il legno, scruto soprattutto tra i pezzi più insignificanti e abbandonati, quelli privi di senso commerciale, e scopro che anche quegli elementi posseggono un’anima. La mia ricerca quindi si concentra su di loro, su questi “ultimi”: scavo oltre la superficie e ritrovo nuova energia, luce e colore.

La tua ispirazione si alimenta quindi di recupero, riadattamento e trasformazione di elementi di scarto in opere artistiche. Non solo legno, ma gomma, crepe sui muri rielaborate, tappi arrugginiti trovati in spiaggia, qualsiasi cosa catturi la tua attenzione. Come nascono queste idee? Descrivicene qualcuna.
Davide Volponi - Poco poco rabannePer rispondere a questa domanda devo fare una piccola precisazione. Esiste un momento storico in cui questa ispirazione si è tradotta in azione concreta, ed è precisamente il 2008: in quell’anno una terribile alluvione ha funestato l’azienda di famiglia distruggendo gran parte del materiale. Paradossalmente questo evento così funesto e triste, quando tutto sembrava perduto, ha rappresentato l’inizio della mia ispirazione: ho cominciato a vedere nel legno scartato o gravemente danneggiato una possibilità di vita nuova. Da allora in poi, a partire da quel materiale, tutto ciò che è stato rifiutato più o meno intenzionalmente, il residuo, lo scarto in genere, è diventato oggetto della mia attenzione.
Certamente parto dal legno, materiale da cui sono circondato e in mezzo al quale sono cresciuto, ma il modo di osservare questo materiale, lo trasferisco altrove, diventa una lettura di riscatto ad ampio raggio, per i materiali oltre che per le persone. E in fondo, io tratto i miei oggetti un po’ come esseri umani in attesa di trasformazione. E così Davide volponi - Pedala (Tavolo da un avazzo di bicicleta Alig'art 2011)vecchie lucidatrici e marmitte sono diventate lampade,  strappi di cartelloni pubblicitari si sono trasformati in composizioni di ispirazione rotelliana, uno scheletro di bicicletta abbandonato diventa un tavolo, un campionario di Laminato Plastico rimodulato diventa un omaggio allo stilista Paco Rabanne e un banalissimo bidet è diventato una giocosa e inquietante scultura di pecora con due teste. Lo stesso accade con il ferro arrugginito, i brandelli di corteccia, la pietra: intravedo visi e storie che poi con piccoli tocchi, tratti di colore o incisioni, si delineano e diventano visibili a tutti.
Davide Volponi - Le vedove al fiumeLa varie edizioni del festival Alig’art hanno accolto alcune delle opere che nascono da questa riflessione. Ad esempio, per realizzare “Le Vedove al Fiume” (Alig’art 2014) ho usato un pezzo di copertone di carrello elevatore: quelle figure stavano già lì, dentro quello scarto, ed è come se io le avessi riconosciute.
Dalla mia passione per ciò che è reale, per la comunicazione di strada degli ambulanti (che si serve anche di refusi e forme dialettali), è nata invece la lastra di truciolare nobilitato bianco, nota come “Stele di Sesetta” (Alig’art 2011). Per quest’opera ho immaginato che, in un imprecisato futuro, Davide Volponi - Stele di Sesettail ritrovamento del cartone di un ambulante desse l’avvio a una elaborata e ironica interpretazione del reperto e della sua iscrizione, redatta in una misteriosa triplice lingua, da me definita “Imbèntara , geroglifico segnaletico, italiano”. A conclusione della didascalia che accompagnava l’opera dichiaravo ironicamente che la decodifica della Stele aveva offerto alle soglie del XX secolo: “una chiave decisiva per poter procedere alla comprensione di altri documenti e lastre ad essa simili come ARANCEUOSCINTON 3 EURI A CASSA o CASTANIE”. Tutto ovviamente, rientrava in una poetica di sostenibilità, riuso, ironia.

Dal legno nascono i Palazzotti che, a quanto ho visto, stanno facendo il giro del mondo. Come è nata l’idea e quali sono gli ultimi sviluppi?
Davide Volponi - Palazzotti in legnoI “Palazzotti” sono il mio intervento principale e più noto. Sono un po’ la mia carta di identità e l’espressione più completa e semplice della mia idea di “riscatto degli ultimi”. Piccoli pezzi di legno prendono forma e colore e diventando mini lottizzazioni da arredamento, scorci urbani dai nomi divertenti e personalizzati: “gli snelli”, “ i cicciottelli”, “gli irregolari”. Di varie forme, misure e in infinite allegre combinazioni. Realizzo i miei Palazzotti da molto tempo e così, un po’ per fare il punto della situazione, un po’ per divertimento, a maggio del 2014 ho allestito “Florianopolis”, la prima mostra di Palazzotti al bar Davide Volponi - Palazzotti in legnoFlorio di Cagliari. È stata una piccola grande festa, e per l’occasione è nata anche una pagina facebook dedicata. Qui tutti i palazzotti sono “chiamati a raccolta” e amici e appassionati postano le foto che documentano la pacifica invasione di lottizzazioni colorate nelle abitazioni di tutto il mondo: allineati sulle mensole di una libreria, o a far bella mostra di sé fra i dischi o gli utensili da cucina, sopra le cornici di un camino o appesi alle pareti di una camera da letto. Ormai troviamo Palazzotti ovunque, da New York a Tokyo, da Phoenix a Venezia e poi in Spagna, a Milano, Strasburgo, Piacenza, Amsterdam e, ovviamente, a Cagliari.
Davide Volponi - Salumi in mostra a Siddi per Food and Beauty 2015
I nuovi nati sono invece i Salumi Volponi che il nome è una garanzia! Ce ne vuoi parlare?
Qui il mio sguardo si rivolge ai legni prevalentemente di sezione circolare, che diventano salumi e affettati vari. Quest’estate ho avuto l’onore di portare degli “assaggi” dei miei Salumi al Festival “Appetitosamente” di Siddi per una Mostra Collettiva che legava la bellezza e la creatività al tema del cibo e dell’alimentazione. Ho così proposto con ironia i miei salumi di legno, ma con un messaggio indirizzato al riutilizzo, al consumo consapevole, al recupero dei sapori semplici e genuini.

La tua opera “Pecora a due teste” ha generato un po’ di clamore. Come mai?
Davide Volponi - Pecoradueteste Quirra styleSi trattava proprio del bidet rotto di casa mia, che feci diventare uno speciale esemplare di Pecora a due teste (anche quest’opera fu esposta al Ghetto per Alig’art 2011). Come si sarà capito, l’ironia e il divertimento caratterizzano i miei interventi, ma tra le righe si può comunque intuire un messaggio più profondo, in questo caso di denuncia. All’epoca mi riferivo a quanto accadeva nei territori della Sardegna  colpiti dalle contaminazioni ambientali delle esercitazioni militari – e non sono mancate le critiche da parte di alcuni rappresentanti delle zone maggiormente coinvolte. Ma nonostante le polemiche, o grazie a queste, ancora ci si ricorda del “Bidet a due teste”.

“Rivitalyzing B Photos” è il nome di una serie di foto di serie B, le classiche foto venute male che vengono “rivitalizzate”. In che modo le fai rivivere?
Credo che la fotografia (e le immagini in genere) abbiano il potere di comunicare in maniera Davide Volponi - Rivitalyzing B Photospotentemente sintetica qualsiasi messaggio. Nei viaggi che ho avuto la fortuna di fare intorno al mondo ho sempre portato con me una macchina fotografica. Delle numerosissime foto che tutti noi abbiamo sviluppato in modalità analogica negli anni passati, non tutte, come sappiamo, uscivano bene. Tra i miei scatti, scelgo tra le foto sovra o sottoesposte e le trasformo usando prima la taglierina, per incidere e graffiare, poi i pastelli colorati: una specie di Photoshop manuale, diciamo, dalla forte dominante POP. Così rielaborate le foto diventano “meta-foto”, colorate autocitazioni di se stesse: nasce così “Rivitalyzing B Photos“, nuove immagini che custodiscono l’immagine originale e offrono allo stesso tempo la sua reinterpretazione.
Davide Volponi - Salumeria Volponi
Mostre o progetti in vista o in corso?
La produzione di Palazzotti prosegue costantemente a ritmi serrati con serie dedicate e nuove ricerche di materiali e forme. Inoltre, a breve, le “lottizzazioni” diventeranno oggetto di un laboratorio per bambini.
Presto prenderà corpo anche il brand della “Salumeria” Volponi e, tra una ricerca e l’altra, ci sarà spazio per continuare la linea dei “Biliardini”. L’ispirazione in questo caso nasce dal tema di Alig’art 2014, “Futuro anteriore”, per la cui mostra ho ridato vita ad un vecchio malandato biliardino. Ai giocatori classici ho sostituito giocatori “speciali”: goldrake e bronzetti si scontrano in una partita insieme futuribile e nuragica.
Ho così cercato di interpretare alla mia maniera l’incontro e la sovrapposizione dei tempi storici e El Partidazo (Bronzetti VS Goldrake) Alig'art 2014delle civiltà utilizzando il biliardino, che fa parte della nostra cultura del gioco: il calcio, praticato sui campi o in piccolo formato – con il biliardino appunto – simbolo di un divertimento partecipato e condiviso. Un ricordo del passato ma anche un augurio per il futuro.

LINK UTILI:
Davide Volponi – Facebook
Volponi Legnami – Twitter
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Volponi Legnami – Facebook fan page
Volponi Legnami – Instagram

Davide Volponi :: Florianopolis – Palazzotti in Legno al Florio :: from Federico De Virgiliis on Vimeo.

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Un commento

  1. […] affiancare lo scoppiettante trio non può mancare l’insuperabile direttore d’orchestra Davide Volponi che, oltre a confermare, edizione dopo edizione, le sue indiscusse doti di trasformista, è anche […]

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