Cronache da un week end a Milano [Van Gogh | Klein Fontana]

Milano, giovedì 23 ottobre 2014
Il Duomo di MilanoDa sei lunghi anni Milano è diventata per la sottoscritta meta obbligata in questo periodo, proprio quando inizia il freddo e ti penetra nelle ossa ricordandoti l’imminente inverno, quando la nebbia si prepara per il suo rinnovato esordio nelle sterminate distese della Pianura padana. Una certa idiosincrasia verso il luogo (e il suo clima infausto) e valide ragioni familiari mi hanno sempre tenuta lontana dagli eventi mondani ma stavolta il caso ha voluto che si prospettassero diverse combinazioni favorevoli per cui… et voilà… una mostra di Van Gogh, a fianco Chagall entrambi a Palazzo Reale, poi, poco più in là, Lucio Fontana e Yves Klein al Museo del 900.
Arrivo di pomeriggio in città. Decido di vedere Van Gogh. La mostra è aperta fino alle 22:30, io ci arrivo un’ora prima. Passando per la piazza del Duomo mi sorprende la mancanza di impalcature, Milano - Palazzo Realepiù che altro mi spiazza l’accecante bellezza della facciata pulita. L’ultima volta che l’ho visto era tutto imbacuccato tanto che le guglie sparivano dietro le pubblicità di scarpe, gioielli, vestiti e via dicendo. Al suo fianco ecco spuntare i neon luminosi blu fosforescente che annunciano la mostra Klein Fontana al Museo del 900. Passo oltre auspicando un’altra serie di casualità positive che mi consentano di godere anche di quell’esposizione il giorno successivo. Mi inoltro nel grande piazzale di Palazzo Reale. C’è anche una terza mostra dedicata a Giovanni Segantini che escludo di riuscire a vedere, purtroppo devo razionalizzare il poco tempo a mia disposizione.
Nel cortile interno due file si dividono sui due lati del Palazzo: Chagall o Van Gogh? E se facessi entrambe? Milano - Palazzo Reale - Ingresso della mostra "Van Gogh, l’uomo e la terra"Gli addetti alla sicurezza sghignazzano e mi fanno una pernacchia, stanno mandando via tutti, ci sono diversi gruppi già prenotati, è praticamente impossibile entrare.
Fanno per mandarci via. Ma secondo voi arrivo fin qui e rimango a bocca asciutta? Entro. Non vi dico come ma entro. Mi incammino sulle ampie scale che portano nelle stanze del Palazzo preposte alla mostra. Vengo fatta entrare in una sala in penombra ed è lì che mi imbatto nel pezzo forte: “Autoritratto (Parigi, 1887). Voi direte Van Gogh si è fatto più di 40 autoritratti, sai che rarità. Voi trovatevici davanti e ne riparliamo. Non è uno dei più famosi, è vero, ma fa la sua porca figura. È colpito da un raggio di luce che rompe i toni soffusi della stanza, scintilla nella penombra della sala spezzandoti il fiato di fronte all’espressione emblematica di uno degli artisti più travagliati della storia dell’arte. Milano - Palazzo Reale - Ingresso della mostra "Van Gogh, l’uomo e la terra"Dal soffitto calano drappi ondeggianti che accompagnano il percorso fra le opere. L’allestimento, curato dal famoso architetto giapponese Kengo Kuma, emana calore e coinvolgimento. Per capire meglio la mostra, il cui titolo è “Van Gogh, l’uomo e la terra” (vd. Galleria 1), bisogna sapere che è proiettata verso le tematiche dell’Expò 2015: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita“, quindi si rivolge alla terra, alle sue risorse e alla vita rurale. Per questo motivo le opere successive ritraggono contadini e paesaggi agresti, i colori sono quelli della natura, della campagna. Il giallo dei campi di grano è intarsiato dei classici covoni e dei caratteristici girasoli.
Nella prima parte dell’esposizione il colore è quasi bandito, poi torna a partire dalle opere della seconda sala dove compaiono diversi ritratti. Fra gli altri mi colpiscono “Ritratto di fanciulla” (1890) e “Ritratto di Joseph-Michel Ginoux” (1888). Milano - Palazzo Reale - Mostra "Van Gogh, l’uomo e la terra"Intanto mi confondo fra i gruppi e aguzzo le orecchie al fine di scroccare qualche informazione in più dalle guide. Avanzo e mi trovo di fronte un altro capolavoro: “Paesaggio con covoni e luna che sorge” (1889). Mi fermo a lungo a osservarlo pensando a lui, Vincent, alla sua cospicua produzione artistica, alla malattia che non gli consentì di integrarsi nella società del tempo ma che evidentemente lo dotò di un genio unico e di un’espressione ispirata della sua tormentata personalità. I suoi caratteristici tratti percorrono paesaggi che possiedono grazia e movimento, il suo pennello sembra dipingerti dentro imprimendo quella serenità che egli non riuscì a vivere nella sua esistenza reale. Ammirare un Van Gogh, nonostante non sia uno dei più famosi, regala delle emozioni che si elevano al bello e annullano il resto.
Il telefono mi ricorda che fuori mi aspettano per la movida milanese. Adesso sono pronta per affrontarla, nulla mi può scalfire, neanche una nottata che non finisce più e si chiude con l’alba meneghina (tinteggiata dalla tavolozza del pittore olandese).

Milano, venerdì 24 ottobre 2014
Milano - Museo del 900 - Ingresso della mostra "Klein Fontana. Milano Parigi 1957-1962"Pur con qualche difficoltà, raccolgo le forze e sgattaloio via dal divano che mi ha cordialmente ospitato, lascio un messaggio che fa a cazzotti con la lingua italiana all’amico che mi ospita e mi inoltro verso la seconda fase del mio viaggio. Nel primo pomeriggio faccio dunque il mio secondo ingresso nella piazza del Duomo stavolta irrorata dai raggi solari.
Il primo obbiettivo, la mostra di Chagall, decade miserevolmente causa sciopero. Non mi do per vinta, ho ancora qualche ora prima del prossimo impegno. Entro al Museo del 900 per la mostra “Klein Fontana. Milano Parigi 1957-1962“(vd. Galleria 2) e ne approfitto per dare uno sguardo anche alla collezione permanente (vd. Galleria 3). In effetti, anche non volendo, mi ci sarei imbattuta visto che la mostra Klein Fontana è sparsa per diverse sale del museo e Milano - Museo del 900 - “Forme uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioniil percorso passa per forza per le altre opere.
L’opera che accoglie i visitatori è nientepopodimeno che “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo coi lavoratori che avanzano orgogliosi affermando la loro identità di classe. Beh diciamo che è un bell’inizio.
Mi spingo all’interno dell’esposizione e mi imbatto immediatamente in alcuni Picasso, un Matisse, un Kandinsky e diversi Modigliani . Poi, in fondo alla sala, compare “Forme uniche della continuità nello spazio” di Boccioni, per intenderci la scultura sul retro dei 20 centesimi. A questo punto sono in un brodo di giuggiole che diventa adrenalina pura al cospetto della merda d’artista di Piero Manzoni, Milano - Museo del 900 - Merda d'artista di Piero Manzonila scatoletta di latta più affascinante che conosca.
Notevoli anche le sculture di Arturo Martini, i dipinti di De Chirico, la scultura “Aconà biconbì” di Bruno Munari, la “Zebra (Fibonacci)” di Mario Merz  e le teste di Marino Marini.
Di Fontana e Klein ancora nulla se non qualche opera isolata appartenente alla mostra permanente.
Poi finalmente ecco spuntare il blu elettrico del francese Yves Klein e le pugnalate strazianti (e vaginiche) del nostrano Lucio Fontana. La mostra mette a confronto i due artisti che si conobbero in occasione di una mostra di Klein in Italia nel 1957, Milano - Museo del 900 - Opere di Yves Kleinperiodo in cui Fontana già rappresentava un punto di riferimento per l’arte italiana. Quest’ultimo fu uno dei primi a collezionare i monocromi del francese.
Essi intrapresero da allora un rapporto fatto di lettere, scambi, collaborazioni e visite l’uno nella città dell’altro in cui “ragionavano” sul ruolo dell’arte e sulla direzione delle proprie espressioni artistiche. Da una parte lo studio sul colore elevato a concetto metafisico, dall’altra la spazialità, la tela che non è più solamente un mezzo ma diventa parte dell’opera in modo attivo e coinvolto, acquista bidimensionalità. Due espressioni che possiedono un trait d’union nel monocromo.
Sono presenti anche diverse sculture di entrambi e alcune Antropometrie di Klein, opere realizzate facendo rotolare sulla tela il corpo di modelle cosparse di pigmento blu.
Milano - Museo del 900 - Opere di Lucio FontanaLa mostra, accompagnata da carteggi, cataloghi di mostre, schizzi, foto e didascalie riguardanti il rapporto fra i due artisti, si rivela molto interessante poiché mostra i collegamenti fra due menti affini e, allo stesso tempo, diverse e originali.
Mi sbattono fuori dal museo giusto in tempo per vedere tutto, anche se, a dire il vero, un altro giro me lo sarei fatto volentieri, non foss’altro che per alcune sale in cui ho dovuto correre per poter visitare Fontana e Klein prima che il museo chiudesse.
Beh niente mi vieta di tornarci, anzi, adesso che ci ho preso gusto, credo che Milano dovrà accollarsi l’onere di avermi più spesso sua ospite. Arte, famiglia e vecchi (e nuovi) amici permettendo…

LINK UTILI:
Milano, dal 18 ottobre la mostra dedicata a Van Gogh a Palazzo Reale
Milano, dal 21 ottobre Fontana e Klein al Museo del Novecento

GALLERIA 1. Van Gogh, l’uomo e la terra (purtroppo era vietato far foto alle opere)

GALLERIA 2. Klein Fontana. Milano Parigi 1957-1962

GALLERIA 3. Museo del 900 – Collezione permanente

8 commenti

  1. Comincio a non esaltarmi più troppo per le mostre di Palazzo Reale, ma per queste mi sa che farò un’eccezione (anzi due). E sì, il museo del 900 è veramente imperdibile. Da solo ‘vaut le voyage’

    • Secondo me, rispetto a quella di Van Gogh, la mostra di Chagall è più esaltante e completa visto che si tratta di una retrospettiva. Invece sul Museo del Novecento sono assolutamente d’accordo!

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