Trucidiamo i falsi storici sulla Giornata Internazionale della Donna

1914, Un gruppo di donne protesta contro il governo inglese per le discriminazioni nei confronti del genere femminile. Foto GettyImages
Ho deciso di scrivere questo post a seguito di un articolo postato su Facebook proprio ieri. Il titolo mi ha colpito:

E’ importante conoscere e ricordare il vero motivo per cui si “festeggia” l’8 Marzo.

Sono d’accordo, è importante. A due giorni dalla nota ricorrenza, è facile che gente come me afflitta dalla tara della curiosità, clicchi sul link incriminato. A rafforzare la tentazione è l’anteprima dell’articolo che fa intravedere un monito morale che, francamente, ha più le sembianze di una chiacchiera fra comari:

L’8 marzo non è “la festa” della donna… e trovo disgustoso festeggiare in locali con spogliarelli o altro…

La prima domanda che mi faccio è cosa c’entri in una dissertazione seria sull’argomento la faccenda spogliarelli. Sì, è vero, è un’usanza non propriamente elegante delle donne, ma ricordiamoci che vige la democrazia e il detto “vivi e lascia vivere” e che la rozzezza intellettuale non rientra ancora fra i crimini contro l’umanità. Poi è vero che la maggior parte delle donne che “festeggia” in questo modo non sa neanche il perché si sia ritrovata a strappare coi denti le vesti di qualche palestrato filo-gay posto lì ad hoc, ma non credo se ne debba fare una crociata senza sopravvissuti.
Clicco sull’articolo e tiro un sospiro di sollievo. La seconda frase, infatti, mi trova d’accordo:

È, semmai, una giornata di commemorazione di ricordo e di riflessione…

Giustissimo, mi dico. Non faccio in tempo a pensarlo che arriva la martellata:

Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.
Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia…

Boom, ecco la bufala. Rosa Luxemburg sicuramente si starà rigirando nella tomba a mo’ di trottola impazzita. Posto che io non mi ritengo una paladina del “giusto storico” ma ho l’abitudine di documentarmi sugli argomenti su cui vertono i miei articoli, mi chiedo da dove venga questa sorta di superiorità morale e presunzione di conoscenza, che si intuiscono forti nel post di cui sopra, quando poi alla fine manca evidentemente una minima base di documentazione. Inoltre il signor Johnson, colui che qui in Italia viene chiamato “Mario Rossi” o “Pinco Pallino”, è arcistufo di venir citato in tutte le situazioni, soprattutto in quelle che lo dipingono come sadico assassino di donne innocenti. Sinceramente questo post mi ricorda più la caccia alle streghe tipica del medioevo e la rigidità intellettuale in generale. La Santa Inquisizione ha operato per secoli proprio grazie a questi giochini, anticipando di fatto la propaganda di regime e altre mirabili tecniche usate da sempre per soffocare il raziocinio. Come ho avuto modo di segnalare nell’articolo stesso con un commento che non è mai stato approvato o forse è stato cancellato:

Purtroppo le informazioni in questo articolo non sono corrette. Diciamo che questo ci hanno sempre fatto credere ma in realtà l’incendio della fabbrica Triangle avvenne nel 1911, coinvolse non solo donne, non andò come ci hanno insegnato e soprattutto non è da questo episodio che trae origine la Giornata internazionale della donna. Vi è diversa documentazione in rete a riguardo, anche solo wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Incendio_della_fabbrica_Triangle
http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna
Per approfondire:
http://www.qelsi.it/2014/lincendio-nella-fabbrica-l8-marzo-un-falso-storico/
http://www.focus.it/cultura/curiosita/perche-la-giornata-internazionale-della-donna-si-festeggia-l8-marzo
E così via. Basta fare una semplice ricerca su google, cosa che si presume faccia chi scrive e ha dunque la responsabilità di non divulgare falsi storici.

Scusate ma non ho resistito. Chi pubblica e diffonde notizie di questo tipo, a mio parere, Donne in fabbricaha delle responsabilità e mi sembra il minimo fare una ricerca storica che fornisca informazioni (scientifiche e non frutto di superstizione) su ciò di cui sta parlando. Le fonti sono importanti e lo sfruttamento dell’allarmismo e dell’amore per lo scandalo, tipici della tradizione popolare, non fa di certo onore a chi scrive.
Inoltre, nel difficile mondo della Rete, si assiste sempre più spesso a scopiazzamenti brutali, senza controllo delle informazioni, da far accapponare la pelle. E così le notizie false circolano, vengono replicate, condivise e diffuse.
Certo gli errori possono capitare, ma sarebbe buona norma ammetterli e cancellare, o porre le dovute correzioni, all’articolo e non moderare i commenti approvando solo quelli favorevoli.

Come recita (anche solo) Wikipedia:

La Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922, dove si svolge ancora.

Manifestazione per la Giornata Internazionale della donnaLe origini della Giornata della Donna sono da ricercarsi nella Russia marxista e sono legate alle lotte delle stesse donne per l’affermazione dei propri diritti, come quello di voto e via dicendo. Vi invito a prendere visione della documentazione storica a riguardo e a leggere bene il capitoletto su “La confusione sulle origini della ricorrenza e l’ufficializzazione dell’ONU” o a fare una semplice ricerca di questo tipo.

Concludo citando il titolo di questo post che deve essere letto come un’amichevole esortazione:
Trucidiamo i falsi storici sulla Giornata Internazionale della Donna, anzi trucidiamoli tutti e non se ne parla più!

——————————————————————————————————————

AGGIORNAMENTO DEL 06/03/2015:
Stamattina ho inserito un altro commento nell’articolo chiedendo cortesemente all’autore di rimuoverlo o apportare le modifiche e segnalandogli il mio articolo ma nulla è cambiato…

Per trasparenza questo è stato il mio commento di oggi:

Visto che il mio commento non è stato approvato né è stata apportata
nessuna modifica all’articolo affermando così, da parte di questo
blog, la volontà di diffondere falsi storici e bufale obbrobriose, mi
son vista costretta a scrivere questo articolo:

https://barbarapicci.com/2015/03/05/giornata-internazionale-della-donna/

e linkarlo a questo blog. Invito l’autore a cancellare l’articolo o a porre le dovute modifiche.
NON SI DIFFONDONO FALSI STORICI! Ci poteva stare prima per ignoranza ma adesso non esistono scusanti!

——————————————————————————————————————

Per visualizzare una galleria di foto storiche (compresa un’immagine dell’incendio di Triangle sui giornali newyorkesi) cliccate qui.

29 commenti

  1. Fondamentalmente non si tratta neppure della Festa della Donna, c’è falsa informazione su tutto. E che ormai internet e tutto quello che vi è dentro viene preso per oro colato e verità assoluta quando poi basta ricordarci che chi scrive sono esseri umani per poter già storcere il naso e documentarci di più.
    Bisogna sempre approfondire e ricercare le verità e non gridare a scandalo e indignazione per falsità superficiali.
    Ma si sa… alla gente piace indignarsi.
    E poi, tanto di cappello alle donne che andranno a guardarsi uno spogliarello, non ci vedo nulla di male, anche in altri giorni.

    • Ah ah ah la tua ultima affermazione mi ha fatto ridere. Ti confido un segreto: da piccola ho partecipato anch’io a queste orge del trash, mi pento, mi dolgo e faccio il mea culpa. E comunque ammetto che mi son pure divertita, se non altro a osservare la foga che viene repressa tutto l’anno e sembra esplodere in quello che sembra l’unico giorno di libertà del genere femminile. La cosa mi diverte ed è anche un interessante scenario di indagine sociologica!!!
      Comunque, detto questo, sono assolutamente d’accordo con le tue parole, anzi grazie per aver detto la tua 😉

  2. Brava!!!! Finalmente una persona che ama non distorcere ciò che vede e chiama le cose con il loro nome senza tanti giri di parole. Complimenti!

      • figurati, mi è piaciuto molto e se posso farlo girare, lo faccio girare volentieri.

        Anche per me l’8 Marzo è una ricorrenza solenne, non una festicciola

      • Sì, anche se alla fine non si parla solo dell’8 marzo ma anche del fatto che NON SI DEVONO far circolare falsi miti sulla rete, né alimentare leggende metropolitane. Chi scrive e pubblica ha delle responsabilità…
        Per il resto ammetto di aver creduto anch’io per anni alla storiella dell’incendio nella fabbrica. Questo mi hanno sempre insegnato fin da piccola ma, dovendo (e volendo) scrivere sull’argomento, mi sono scontrata con la verità. In realtà avevo già messo in evidenza, nell’articolo di cui parlo e che uscirà l’8 marzo, questo falso storico per cui questo ulteriore articolo non era previsto. Però poi l’atteggiamento dell’autore di quel post mi ha indispettita e ho pensato a tutte le boiate sparse per la rete che nessuno si prende la briga di verificare. Ragion per cui è stato quasi un dovere “morale” partorire questo post…

  3. Anch’io sapevo più o meno questo fatto della fabbrica con le operaie chiuse dentro e morte nell’incendio, e mi hanno dato questa versione molto prima che esistesse internet. Vedo comunque che l’incendio c’è stato davvero, che la maggior parte degli operai erano donne, e che erano stati chiusi dentro. Purtroppo nel tramandare oralmente la storia alcuni dettagli si perdono o vengono anche in buona fede alterati, e se la fonte originale era lacunosa non c’era modo di verificare.
    Comunque anche internet non è affidabilissima (si veda il “Lentamente muore” di Martha Medeiros attribuita a Neruda), e pure wikipedia non la prendo per oro colato, avendovi letto raccapriccianti baggianate.
    Viviamo nell’era della (dis)informazione.

    • Purtroppo non ho nulla da replicare 😦
      L’unico appunto che posso fare è che, una volta conosciuta la verità, si lavori per eliminare i falsi miti, questo lo possiamo fare!

      • Mica facile… Prova a digitare su google Lentamente muore. La Medeiros è in rimonta rispetto a qualche anno fa, ma Neruda non demorde ;))
        È l’entropia: fare casino è più facile che fare ordine, come mia mamma sapeva bene, avendo elaborato lei stessa questa teoria dopo lunghi studi sulla mia stanza (questo per la verità storica) 🙂

  4. Di norma, giornate come questa di oggi, non le considero delle ricorrenze da festeggiare o da proclamare, senza nulla togliere ovviamente al dovuto reciproco rispetto tra sessi. Credo anche che piuttosto che offrire un mazzo di mimose in segno di profonda partecipazione sia più costruttivo per tutti comprenderne le motivazioni storiche, così come hai fatto tu, urlando agli sprovveduti pressappochisti la loro pigra inettitudine. Brava. Voglio dare un piccolo contributo: leggi il romanzo di Anthony Capella “Il profumo del caffé”, dove si racconta tra l’altro della tenacia di una ragazza della Londra fine ottocento, della Londra in piena crescita industriale, che offrirà la sua vita alla contestazione e alle bastonate.

    • Grazie Renato, il fatto è che, fino a poco tempo fa, ci rientravo anch’io fra quegli sprovveduti pressapochisti. Diciamo che, se ti insegnano una cosa e tu sempre quella hai sentito, alla fine finisci per crederci e, anche se ti ripetono in australopiteco che non è vero, un po’ ti dispiace, c’eri affezionato e non ti prendi la briga di andare a controllare… Il discorso è che il rigore è importante quando si parla di storia e le strumentalizzazioni sono tante. Quella di quest’incendio, come viene sottolineato da alcune fonti consultate per scrivere questo articolo, ha tutta l’aria di una strumentalizzazione dei sindacati per accrescere la rabbia verso il padrone. Ne prendo atto e mi dico “ok, allora è andata così, ma adesso che conosciamo la storia basta, è il momento di cambiare le cose”. Sulla faccenda del festeggiare ti quoto, non sono mai stata una fanatica di queste ricorrenze, credo che la donna affermi se stessa, se ce ne fosse bisogno, ogni giorno dimostrando le sue capacità e ciò che è diventata attraverso le sue lotte.
      Grazie per il consiglio letterario, lo leggerò 😉

  5. Un grazie per la correzione storica. In effetti la festa della donna 8 marzo (a mia memoria in anni passati veniva correttamente collegata con le lotte per l’emancipazione senza far intervenire la fabbrica). Un poco alla volta si è affermata la versione dell’ incendio per motivi a me sconosciuti . Certo che ufficialmente non è stata presentata in relazione al l’incendio. (Forse una parte di responsabilità ce l’hanno i mass media TV e giornali che vendono di più spettacolarizzando). 🙂

    • Sì, lo credo anch’io… La cosa che più mi turba è che questa versione venga ancora insegnata nelle scuole, che i testi riportino ancora queste incorrettezze, come si spiega dopo tanto tempo in cui si è dimostrata la loro fallacia? Perché i testi non vengono revisionati e così pure i cervelli degli insegnanti che accolgono acriticamente le informazioni che vi son dentro? Lo dico perché quest’anno ho fatto un sondaggio fra i figli degli amici e giù di corale incendio in fabbrica. Io sto per cedere e darmi per vinta, in questo paese è impossibile cercare di combattere, sono due le cose che lo caratterizzano ahimè: la sottocultura dell’ignoranza da una parte e la forte strumentalizzazione dall’altra. Credi che ne usciremo mai?

      • Vedi, il punto che tu sottolinei è vero (ti capisco) ma la “scuola” è il filtro di un “discorso” dell’opinione comune (riguardo un fatto accaduto). Mi riferisco alla Storia (S maiuscola non a caso) che non viene più presa in considerazione come dovrebbe essere e perciò trasmette il “si dice” (per esempio se non fosse stato Galilei di direbbe che il sole gira attorno alla terra e via dicendo…) formando così un trasmissione del sapere che si “aggiorna” con pezzi di “falsa memoria” / (o “falso movimento”) incontrollata/o (tanto chi andrà mai a vedere le carte… ). Meritoria la tua opera indagatrice! 🙂 .

      • Ti ringrazio. Ad ogni modo non vado in cerca di meriti, mi basterebbe contribuire allo smorzamento di questo sonno della ragione. Hai detto benissimo: una cultura del sentito dire e del “di bocca in bocca” e si sa quanto le informazioni cambino una volta che iniziano a rimbalzare da una persona all’altra, si adattano ai diversi individui che le fanno circolare. Insomma assenza di rigore scientifico e tradizione, in questo modo l’informazione viene facilmente manipolata soprattutto dai mass media come tu stesso sottolinei e, di conseguenza, anche da fazioni politiche. Vedi la propaganda, vedi la situazione attuale in Italia con Salvini e il suo razzismo camuffato che attinge dal malcontento degli italiani e lo strumentalizza per i suoi scopi. Io probabilmente a scuola sono stata fortunata, ho incontrato degli insegnanti che mi hanno insegnato la critica ,la messa in discussione degli argomenti e soprattutto il saper accettare di aver sbagliato nell’accogliere nuove soluzioni dimostrate scientificamente. Ciò mi spinge ad insistere nel mio piccolo. Speriamo che serva a qualcosa 😉

      • Naturalmente se un docente (per esempio) propagasse l’idea che il mondo è stato creato in 7 (sette) giorni si troverebbe immediatamente “sconfessato” dall’intersoggettività degli scienziati (di tutte le scuole). Non è che la scuola (se questo è il problema) sia così mal messa, tuttavia ti do ragione riguardo alla approssimazione dilagante in “certi” settori (a torto) ritenuti minori. E quando parlo di “minori” intendo dire che il Novecento viene sdoganato come conflitto tra due dittature nazismo e comunismo. (Hitler versus Stalin, eccetera e poi gli USA mettono tutto a posto). Ora sarebbe da dire che questo stravolgimento corrisponde alla vittoria del “mercato” con cui si è chiuso il Novecento (con l’implosione dell’URSS). Contrapporsi ai “Salvini” e al suo background culturale (xenofobo a dir poco) in un momento così basso livello di coscienza (sociale, di classe) e di apparente (apparente!) lotta di tutti contro tutti è una impresa quasi disperata. Perciò elogio il tuo impegno (minoritario al momento). 🙂 .

      • Quoto assolutamente tutto quello che dici e mi fa piacere discutere di questi temi anche perché è difficile trovare persone che se ne curino realmente. Interessante la tua teoria del “vittoria del “mercato” con cui si è chiuso il Novecento”. Sappiamo bene quanto l’economia controlli e definisca la storia attuale. Sarei curiosa di capire come sarà riportata nei libri la storia che stiamo attraversando, il modo in cui sarà interpretata visto che adesso è difficile capirne gli effetti, soprattutto in relazione alla caduta del capitalismo tradizionale e allo sbocciare di nuove forme complesse e difficilmente interpretabili nei loro effetti non ancora musurabili.
        Ti ringrazio per questo scambio che spero non si esaurisca qui, anzi ti seguo così rimaniamo in contatto 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.