Curiosity killed the blogger – La spia Garbo e lo scacco ai nazisti

Di spie spagnole (di nascita) al servizio sia di nazi che di Alleati durante deplorevoli conflitti mondiali, improbabili teatrini ingoiati da fuhrer sprovveduti, lauti guadagni per spie con 27 agenti immaginari (e rispettive famiglie) in nota spese, sbarchi in Normandia influenzati da informazioni fuorvianti, pensioni a vita e seconde vite in Sud America di spie imbranate ma figlie di buona donna e tanti altri dettagli sulla vita della spia Garbo (barra Arabel), all’anagrafe Joan Pujol García.

Joan Pujol GarcíaOgnuno di noi cova le proprie vendette: c’è chi se la prende con l’ex, chi con lo stato, chi col destino. Io personalmente ce l’ho ancora con Hitler e il nazismo. Ciò non dovrebbe destare sorpresa visto che ve l’ho già confessato raccontandovi la storiella pittoresca riguardante delle ridicole spie tedesche inviate negli Stati uniti dalla (pseudo) scaltra intelligence tedesca. Mettendo in ridicolo il nazismo provo una sorta di morboso piacere, una inutile, ma pur sempre benefica, rivincita per qualcosa che mai potrà essere riparato del tutto. Per questo motivo, quando mi sono imbattuta in quello che è entrato a far parte della rosa dei miei supereroi, Joan Pujol García, non ho potuto rinunciare a divulgarne la storia.
Joan Pujol è stato una spia spagnola, ma non perché facesse parte del servizio di spionaggio della sua patria bensì perché lo era di nazionalità. Egli fu sì spia spagnola ma offrì i suoi servigi ai tedeschi e agli inglesi contemporaneamente durante la Seconda guerra mondiale. Ma è come si svolsero i fatti e le motivazioni che li determinarono che rendono la storia di quest’uomo particolarmente interessante (e lui un fottuto genio). E non lo credo solo io visto che esiste un film documentario sulla sua vita: “Garbo: The Spy” (anche conosciuto come “Garbo, the Man Who saved the World” e “El Espia“) diretto da Edmond Roch.

Joan Pujol nasce a Barcellona nel 1912 per cui arriva alla guerra civile spagnola del 1936 nel pieno della giovinezza e in grado di distinguere i buoni dai cattivi. In quegli anni perfeziona un grave astio verso la Germania nazista. Vi accorgerete che non esagero affatto definendolo grave, Joan Pujol Garcíasconfiggere il nazismo diventa per lui quasi una missione. Che compie fino in fondo con molta furbizia, talvolta inciampando ma senza sbagliare un colpo.
Di questa prima fase della sua vita ho trovato molto poco. Edmond Roch, nel suo documentario a tratti ilare e assurdo, gli appioppa il mestiere di allevatore di polli. Fatto sta che, qualunque cosa facesse prima, attorno al 1940 egli decide di aiutare la Gran Bretagna che, in quel momento, è l’unica avversaria della Germania. Quando si propone agli inglesi questi fra un po’ gli ridono in faccia. Inutile dire che non lo reclutano.
Joan Pujol non si dà per vinto e decide di farsi assoldare dai tedeschi per poi offrirsi agli inglesi.
Joan Pujol GarcíaSi trasferisce a Lisbona e inizia a studiare i movimenti e tutto ciò che può sugli inglesi attingendo informazioni dai testi della biblioteca e da documentari e cinegiornali che vede al cinema. Solo allora si offre ai tedeschi inventando di essere in viaggio per la Gran Bretagna. È preparato sugli spostamenti delle flotte e su altri dettagli riguardanti le truppe inglesi per cui i tedeschi ci cascano tanto che gli pagano pure le spese di viaggio.
La nostra spia non si limita al finto viaggio ma si inventa una rete fittizia di collaboratori sparsi nel Regno con relative spese da sostenere. Intanto contatta nuovamente gli inglesi che stavolta (ovviamente) accettano e si trasferisce in Gran Bretagna. Qui inizia a operare come agente del controspionaggio presso l’egida del XX Committee. Il suo superiore è il misterioso Mr. Grey, nome in codice di Cyril Joan Pujol GarcíaBertram Mills. Gli inglesi gli assegnano il nome Garbo, a quanto pare per le sue doti di attore, mentre fra i tedeschi è conosciuto come Arabel.
Garbo e Mr. Grey decidono che informazioni inviare ai nemici. Ovviamente devono essere attendibili se no Garbo rischia di perdere credibilità coi tedeschi. Egli inventa una serie di scuse per giustificare notizie arrivate tardi o dettagli appositamente dimenticati e ciò motiva la sua fama di pasticcione. L’aspetto divertente è proprio questo: nonostante i suoi sbagli e le numerose minchiate raccontate ai tedeschi, questi gli credono e pagano fior di quattrini per mantenere lui e i suoi 27 agenti immaginari.
Per giustificare la mancata informazione di uno spostamento della flotta da Liverpool, ad esempio, si inventa che l’agente che sta lì si è ammalato e non si è potuto accorgere del fatto. Per rendere la storia credibile, qualche giorno dopo dice che l’agente è morto e fa uscire un articolo nella stampa locale inventando una vedova piangente che viene degnamente risarcita dai tedeschi con una pensione a vita. Garbo rilancia sempre con qualcosa che fuga i dubbi dei tedeschi e lo riporta ai loro occhi come una spia estremamente fedele al fuhrer. Per carità, le informazioni erano corrette ma arrivavano sempre in ritardo, ormai scarsamente utilizzabili, per mille imprevisti surreali partoriti dalla sua fervida fantasia.
HitlerLa prossima mossa è lo sbarco in Normandia e gli inglesi decidono di far passare ai tedeschi le informazioni sulla data e l’ora esatte da Garbo. Si conviene un contatto diretto coi radioperatori tedeschi nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1944. Peccato che Arabel, così come lo chiamano i tedeschi, non si faccia trovare fino alle 8 del mattino del 6 dando colpa alla sfortuna. A quel punto passa l’informazione dello sbarco e aggiunge che le unità della First U.S. Army Group, un gruppo di armate inesistente inventato dai servizi britannici, non parteciperà e che quindi probabilmente lo sbarco è solo un diversivo. Mente anche sul numero di divisioni della Gran Bretagna spacciandone 75 anziché 50.
In questo universo colmo di imprevisti spesso assurdi, ciò che sorprende, rendendo il quadro grottesco, è che i tedeschi non si insospettiscono, anzi la loro fiducia in Arabel cresce tanto che inviano un messaggio a Berlino confermando assoluta affidabilità dei messaggi della spia “spagnola”.
Joan Pujol GarcíaMa non finisce qui perché, nel tardo giugno, i tedeschi chiedono a Garbo le coordinate delle bombe degli inglesi. Questa richiesta mette in difficoltà Garbo e Mills che non possono inviare notizie false e allo stesso tempo non vogliono dare ai nemici informazioni così preziose. Mills decide di inscenare l’arresto di Garbo.
Qualche giorno dentro ed è di nuovo operativo, lo stato inglese gli invia pure una letterina di scuse. Anzi fanno di più: per il suo aiuto agli Alleati, lo nominano membro dell’Ordine dell’Impero Britannico. Joan Pujol García, “Agente Garbo,” con la moglie, Aracelli, in Spagna, c. 1940, durante un raro momento di armonia domestica. (Private Collection)Non è da meno l’altra parte visto che, verso la fine della guerra, Arabel incontra un suo superiore tedesco che gli conferisce la Croce di ferro per il suo aiuto alla Germania. Joan Pujol García possiede dunque il divertente primato di essere l’unico uomo al mondo ad aver ricevuto decorazioni militari dalle due parti opposte.
I tedeschi, per tutta la durata della guerra, non si rendono conto che Arabel non è poi così affidabile come credono. Giunta la fine, però, il nostro eroe vede bene di morire e togliersi di mezzo. Inscena la sua morte per tutti, compreso Mills, e inizia una nuova vita in Venezuela fra gli agi garantiti dalla gran quantità di denaro estorto ai tedeschi.
Si narra che anche Mills finse di morire ma che i due si rividero a Londra nel 1982.
Chissà cosa si dissero, non credo fossero sorpresi nel constatare la vita terrena dell’altro, forse ci hanno bevuto su fumando un sigaro.
Fatto sta che la nostra spia vive il resto dei suoi giorni a Choronì, una cittadina all’interno del Joan Pujol Garcíaparco nazionale Henri Pittier in Venezuela, e ci sta ancora nel senso che lì l’hanno sepolto nel 1988.

La psicologia di quest’uomo è interessante. Ciò che non è chiaro, e ho trovato poche informazioni a riguardo, è il suo accanimento iniziale contro i tedeschi, tanto forte da fargli rischiare il culo pur di farli scemi. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi… però trovo il suo comportamento alquanto curioso: il suo insistere con gli inglesi per diventare una loro spia e tutte le invenzioni e le sparate fatte ai tedeschi. In fondo Garbo non era altro che un creativo, uno che a Risiko avrebbe stracciato chiunque. Con Hitler in portfolio chi lo batte!

Fonti:
Joan Pujol García – Wikipedia | Garbo, spia doppiogiochista che salvò il mondo. O forse no | Garbo: The Spy – Wikipedia

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5 commenti

  1. Storia fantastica, poi guarderò anche il documentario. 😉

    1. Se lo trovi passami il link, io non son riuscita a beccarlo ma sono un’imbranata in ste cose… mi faresti un grande piacere 🙂

  2. Ok! 😉

  3. storia molto interessante

    1. E’ la stessa cosa che ho pensato quando l’ho scoperta 😉

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