OperArt

OperArt [work 265] – Fotografia di Joel-Peter Witkin (Stati Uniti)

Scatti del fotografo statunitense Joel-Peter Witkin

Scatto del fotografo statunitense Joel-Peter Witkin

Scatto del fotografo statunitense Joel-Peter Witkin

Witkin ha sostenuto in più interviste che le sue visioni, le sue ricerca di significato e bellezza siano state causate da un episodio a cui ha assistito quando era ancora bambino: un incidente d’auto avvenuto di fronte a casa sua in cui una bambina è stata decapitata.

“Successe di Domenica quando mia madre, io e il mio fratello gemello stavamo scendendo le scale del palazzo in cui abitavamo. Stavamo andando in chiesa. Mentre camminavamo lungo il corridoio verso l’ingresso del palazzo, abbiamo sentito uno schianto incredibile insieme a urla e grida in cerca di aiuto. L’incidente ha coinvolto tre vetture, tutte e tre con famiglie complete dentro. In qualche modo, nella confusione, non stavo più tenendo la mano di mia madre. Nel punto in cui mi trovavo sul marciapiede, ho potuto vedere qualcosa che rotolava da una delle auto rovesciate. Si fermò sul marciapiede dove mi trovavo. Era la testa di una bambina. Mi chinai a toccare il viso, per parlargli – ma prima che potessi toccare qualcuno mi ha portato via”.

Hanno probabilmente influito le opere dei grandi artisti pittori del passato, come dimostra “Gods of Earth and Heaven” rappresentante la Nascita di Venere del Botticelli vista e distorta dal suo punto di vista, lo stesso vale per “Queer saint”, che ricorda molto il martirio di San Sebastiano. Numerose fotografie rappresentano santi, crocifissi, martiri appartenenti al cristianesimo. Il tema persistente è quello della morte, con l’utilizzo di figure distorte e deformi, a volte con la presenza di protesi o in simbiosi con macchine.
I soggetti fotografati sono quasi sempre i cosiddetti freak, burattini, e spesso sono veri e propri cadaveri, o parti di essi, manipolati e sistemati nel set fotografico dallo stesso artista. Il più famoso esempio è forse Glassman.

Continua a leggere su it.wikipedia.org

LINK UTILI:
Joel-Peter Witkin – Artnet
Joel-Peter Witkin – Wikipedia
Joel-Peter Witkin – Facebook fan page

Sarebbe interessante far nascere una discussione sull’opera: vi piace? vi ha toccato? volete raccontarla? avete delle perplessità? vi ha lasciati indifferenti? vi ha cambiati? e se sì, come?

11 risposte »

      • Ti sento abbastanza scosso… Io credo che la morale sia uno strumento utile per indirizzare i comportamenti nella sfera sociale ma che ognuno di noi conosca i suoi limiti. L’arte, a mio parere, consente di oltrepassarli. Io non vedo niente di male in questi scatti. Essi vanno comunque legati alla complessa personalità dell’artista che ho cercato di mettere in evidenza dallo stralcio di Wikipedia. Ad ogni modo credo siano introspettivi, come uno specchio su cui riflettere i propri lati oscuri.

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  1. Trovo amorali le immagini con i morti messi in posizioni improbabili! quelle mi scuotono!
    Una persona viva è libera di decidere, una morta no!
    Comunque alcune mi piacciono decisametente!
    Poi mi piace l’idea che non bisogna ricondurre per forza la ricerca verso il fotogenico, cosa che fanno la maggior parte dei fotografi mè compreso.

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  2. La sua storia da bambino, mi fa venire in mente Profondo Rosso. Che qualche traumetto qua e là ci sia nell’artista, lo sospetto. Le immagini sono inquietanti, perfette dal punto di vista espressivo: bucano lo schermo del portatile, ma…puff puff, la mia emofobia sale a galla! 🙂

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