Street art: Vera Bugatti allo Smart Cityness di Cagliari – Foto e breve intervista

Vera Bugatti allo Smart Cityness

Vera Bugatti per lo Smart Cityness

IL (PRE) FESTIVAL:
Siamo nella fase pre evento della seconda edizione di Smart Cityness, il festival cagliaritano dedicato ai temi dell’innovazione territoriale, della smart city e della collaborazione locale. La manifestazione, ideata e realizzata dall’Associazione Urban Center Cagliari, ha previsto, per le giornate del 4, 5 e 6 settembre, la realizzazione di una grande opera dell’artista Vera Bugatti nella centralissima piazza del Carmine a Cagliari.

L’ARTISTA:
Vera Bugatti è un’artista molto conosciuta nel panorama internazionale della urban art. In realtà la sua arte si differenzia dalla street art più comune in quanto ella realizza le sue opere su strade, marciapiedi, cemento e selciati di centri urbani. Inoltre gli strumenti utilizzati per la creazione delle sue opere in 3D sono gessi, gessetti o altri materiali poveri.
Forse avrete già capito di cosa parlo. Vera Bugatti è infatti una Madonnara, un’artista itinerante che si sposta per sagre, feste popolari e festival di street art di tutto il mondo realizzando le sue opere di Street painting. L’artista vanta un ampio portfolio avendo realizzato lavori e acquisito dei premi in Italia, Paesi Bassi, Croazia, Germania, Svezia, Stati Uniti, Messico e tantissimi altri paesi in Europa e nel mondo. Prima di approdare nel capoluogo sardo, ella si trovava al Beton Fest di Sarajevo, uno dei più celebri festival di Street Painting mondiali.

Grazie alla fruttuosa collaborazione coi ragazzi dell’Associazione Urban Center Cagliari, son riuscita a contattare Vera e a farle qualche domanda.

Parlaci della tua arte itinerante che ti porta a viaggiare da un paese all’altro. Cosa ti spinge a peregrinare per il mondo e come è nata questa passione?
È stato tutto abbastanza naturale, ho sempre disegnato fin da bambina… Quando poi mi si è presentata l’occasione di farlo sull’asfalto della fiera delle Grazie di Curtatone ho accettato la sfida. Da qui ho continuato a dipingere la strada, e la curiosità di capire come poteva essere mi ha portato all’estero… Diciamo che non mi sono mai fissata degli obbiettivi, è accaduto. Oggi è in parte il mio lavoro, ma oltre ad una motivazione economica è sempre viva la voglia di lasciare un messaggio, utilizzando i disegni come forte mezzo di comunicazione, soprattutto nell’epoca dei social.

Le sagre e le feste popolari, dove vengono realizzate le tue opere, sono, per loro stessa natura, luoghi in cui viene espressa la vera anima di un popolo. In che modo la tua arte trae vantaggio (e crea altresì valore) dall’incontro con queste molteplici culture?
Devo dirti che, più che a sagre e feste popolari, prendo parte a festival di streetart, manifestazioni o eventi particolari. All’estero viene meno il discorso religioso, e ci si apre maggiormente alla pavement art con soggetti liberi, 3D art e tante altre suggestioni che possono coinvolgere un artista figurativo. È una dimensione che mi rappresenta, c’è più creatività e più ricerca, meno immobilismo. Inoltre viaggiando entro in contatto con tante persone, e come dici tu, altrettante culture, con cui tento costantemente di comunicare, inglobandone elementi nei miei disegni.

Qual è la filosofia che sottende la natura effimera delle tue opere? Una semplice pioggia può cancellare in men che non si dica ore e ore di lavoro. Non è frustrante?
No. È una performance. Va vissuta in quel preciso istante, il momento creativo viene mostrato al pubblico, la soddisfazione è ‘nel mentre’ e non nel presentare qualcosa di già finito. È una specie di mandala. Poi ovviamente si tenta di finire il lavoro sempre, magari attrezzandosi con coperture o teli resistenti. Poi il disegno scompare: è il lato più poetico. Tengo molto a questo aspetto, tanto da rifiutare lavori su pannello che snaturano la temporaneità di queste opere. È anche un elogio alla lentezza! È bello vedere le reazioni attonite del pubblico quando realizza che per fare un disegno di medie dimensioni ci vogliono circa 25 ore di lavoro accucciati a terra. Ogni disegno è unico e irripetibile, come ogni spettacolo teatrale, ogni performance musicale. È un bene culturale immateriale.

Nella tua pagina Facebook si legge “3D Pavement Art“. Come è nato il tuo interesse per la street art in 3D e come hai acquisito l’evidente abilità nel campo testimoniata dal tuo portfolio opere?
L’arte 3D ultimamente è molto richiesta da festival e committenti, ed è decisamente spettacolare. È un modo come un altro per sperimentare. L’abilità l’ho acquisita provando, modificando, ascoltando i consigli di artisti più esperti di me, e collaborando con grandi artisti italiani e stranieri, avendo sempre presente che non si finisce mai di imparare e che una buona dose di umiltà ti aiuta a crescere. Anche se continuo a pensare che un bel disegno tradizionale sia più immediato.

In che modo l’opera pensata per Piazza del Carmine, luogo centrale e di passaggio per la città di Cagliari, si allaccia ai temi del festival Smart Cityness?
Si parla di cultura. Per questo ho scelto l’immagine di una bimba in procinto di mangiarsi un libro, con accanto la civetta simbolo di conoscenza. Nutrirsi di cultura! Avere fame di cultura! Il libro ha il segnalibro dalla parte di chi guarda il disegno, come a realizzare un ponte tra pubblico e immagine, tra gli adulti che guidano alla lettura e i bambini che lo accettano riconoscendone il valore. In piazza c’erano tanti bambini di varie nazionalità, interessati a quello che stavo facendo. È stato bello anche per questo, la location di Piazza del Carmine si è rivelata molto adatta.

LINK UTILI:
Vera Bugatti su questo blog
Vera Bugatti – Website
Vera Bugatti – Facebook fan page
Vera Bugatti – Youtube
Smart Cityness – Website
Smart Cityness – Facebook fan page
Urban Center Cagliari – Facebook fan page

Credits foto: Urban Center Cagliari

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8 commenti

  1. Non avevo mai pensato al concetto di performance… E’ come vedere un balletto, se la pioggia lo cancella non importa, è l’averlo visto eseguire e poi terminato.
    Bel post!

    1. Grazie Gianni, tutto merito di Vera e dei ragazzi di Urban Center Cagliari che propongono sempre eventi e artisti interessanti.
      Ciao e buon inizio di settimana 🙂

  2. Molto brava, anch’io avevo pensato ai mandala! i madonnari così chiamati, a volte sono degli artisti veramente notevoli! 🙂

    1. Mi trovi assolutamente d’accordo! 😉

  3. Vera Bugatti · · Rispondi

    Grazie Barbara!

    1. A te per la disponibilità e per il dono che hai fatto alla nostra città sia dal punto di vista artistico sia da quello culturale col tuo messaggio.
      Alla prossima 🙂

  4. […] blog, cioè Urban Center Cagliari di cui vi ho parlato a proposito della Galleria del Sale e dello Smart Cityness. Urban Center Cagliari non è solo a organizzare l’evento, ma opera in partnership con la […]

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