Streetart With Love – Lo stencil social di iHeart

iHeart StencilProbabilmente avrete già visto alcune delle opere dello street artist canadese iHeart visto che, in pochissimo tempo, sono diventate virali e se ne può facilmente intuire il perché. Esse rappresentano una critica agli effetti negativi dei social network e della nuova società 2.0 (se non 3 ormai), una società in cui i valori di riferimento sono like, stelline e via dicendo, dove il dialogo è stato spersonalizzato nella chat, dove le emoticon sostituiscono le espressioni facciali e dove il rapporto diretto fra le persone, quello fatto di sguardi e percezione sensoriale, potrebbe morire per essere sostituito da una folla di bit umanizzati.
Ovviamente il lavoro di iHeart Stencil è estremizzato (come la mia precedente supposizione), esistono dei casi eclatanti e la tendenza sembra essere quella, ma siamo ancora largamente in tempo per redimerci. iHeart StencilProprio per questo è importante mostrarne i rischi, anche in modo crudo sì, così che vengano compresi nella loro maggiore pericolosità.
Lo stile ricorda molto Banksy con uno stencil semplice sul bianco e nero arricchito in parte da colori accesi che accentuano maggiormente l’attenzione sulle problematiche proposte.
Un artista da conoscere con un messaggio da divulgare.

Per saperne di più / Useful links:
iHeart in questo blog | Website | Tumblr | Instagram

Via huffingtonpost.ca

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21 commenti

  1. «Chi si sveglia di mattina con un’ inguercibile sgatoscio che gli ingromma il cardio, siede stroncamente sul burdio del giaculo, orando e occhia il Metrotempo. Di poi si leva sfrantato sfricchiandosi le giunture slurfando in bagorda sorbore di Aria».
    Ahhah non ho capito un cazzo ma mi piace!
    Giaculare vuol dire pregare ma in maniera svogliata, senza prestare attenzione alle parole.
    😉

      • Anche a me piace Bansky, tuttavia non lo reputo un grande artista. A mio,modestissimo,avviso Bansky ha copiato, da altri , un’arte concettuale e l’ha trasformata in un business. Ciò , in ogni caso, nulla toglie all’ammirazione e la simpatia che ho per l’uomo: uno che ha inseguito un sogno senza remore.

      • Beh la sua vera identità non è conosciuta quindi nessuno sa come se la passi da quel punto di vista. Certo è che non ha mai preso un soldo dai proventi ottenuti dalle sue opere. Diciamo che ci ha guadagnato chi ci ha potuto (e voluto) speculare su…

      • Scusami. Mi era sfuggito l’invio del commento e non l’avevo completato. Non vorrei sembrare invasivo. Mi riferivo a quanto traspare dal documentario su Bansky. Nel film Bansky non si vede in faccia ma è intervistato. In un passaggio, si fa riferimento ai suoi guadagni e alle sue mostre. Inoltre uno che viaggia in tutto il mondo e profonde un tale sforzo di lavoro, risorse e tempo… Non deve certo avere problemi di sostentamento.
        Immagino che l’avrai visto il documentario, in caso contrario, te lo consiglio. L ho visto due volte, a me piace da morire.

      • Non ho visto il documentario ma lo farò. Ad ogni modo, da quel che ho sempre letto in svariate riviste, per quanto riguarda mostre e opere in vendita, lui non ha percepito una lira. Poi se lui sta bene e si può permettere di viaggiare (per quanto ne so potrebbe anche non essere solo una persona) non mi riguarda, non è la mia misura per considerare un artista. Comunque approfondirò la questione 😉

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