New York day-by-day – Museo di Storia Naturale e picnic a Central Park (Day 5)

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Un vero newyorkese crede che coloro che vivono altrove stiano, in qualche modo, scherzando.
John Updike

New York, 21 agosto 2016

East Village, ore 21:10
Oggi è domenica e voglio rispettare ciò che si conviene in modo biblico, per cui questa sarà una puntata didascalica. Poco testo e tanti contenuti visivi. Vi dico solo che oggi ho vissuto la vera New York. E non da turista.

Mi sembra doveroso partire da questo primo video. Guardatelo e capirete il perché.

Detto questo, ecco cosa ho visto oggi dopo essere uscita dalla metropolitana sulla 57ima strada, a Sud di Central Park.

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Ingresso Sud-Ovest di Central Park
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The Truman Tower

Costeggio la parte ovest di Central Park fino alla 72ima per fermarmi nel giardino a forma di lacrima chiamato “Strawberry Fields” e fatto realizzare da Yoko Ono dopo la morte di John Lennon. Trovate tutte le informazioni nel video di cui sopra.
Ecco qualche immagine fra cui il famoso mosaico con la scritta “Imagine“.

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Central Park – Ingresso del giardino "Strawberry Fields" dedicato a John Lennon
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Central Park – Mosaico "Imagine" nel giardino "Strawberry Fields" dedicato a John Lennon

Continuo fino all’81ima strada dove si trova l’American Museum of Natural History. Ve ne parlo nel prossimo video e, a seguire, una gallery ben assortita.

(Qui trovate un divertente video di backstage. È già l’ennesimo tentativo e ci si mette pure la tipa che batte i piedi per spaventare i piccioni…)

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Entrata su Central Park dell'American Museum Of National History

Eccomi alle prese con l’allosauro di cui parlo nel video.

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Per la serie un allosauro che ti azzanna a New York. Azzzz, ci tenevo tanto a sta tshirt…

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Barosaurus di 17 m

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E questo che è? Un cervosauro?

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Canoa da guerra Haida dipinta e intagliata nel legno lunga 62 piedi proveniente dal nordest del Pacifico

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Il museo è immenso e ciò che vi mostro è davvero poco. Per ragioni di spazio e tempo, ho selezionato la sezione antropologica piuttosto che quella naturalistica, comprendente animali e piante, perché per me più interessante.
Una volta fuori dal museo, attendo l’arrivo di un newyorkese, conosciuto anni fa in Sardegna grazie a un’amica, che si è gentilmente offerto di portarmi a fare un picnic a Central Park. Ma prima faccio un piccolo video con alcune informazioni sul parco. Eccolo.

Finalmente incontro il mio amico e stranamente la lingua sembra non essere un ostacolo insormontabile. Prendiamo del cibo e ci sistemiamo all’interno di un prato immenso, lo stesso visto tante volte come immagine iconica di Central Park. È strano vedere attorno i grattacieli, è un contrasto che disorienta e allo stesso tempo attrae.
Central Park, il polmone di Manhattan…

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Io sto bene, finalmente mi rilasso e mi godo davvero la città con una persona che ci vive e mi racconta tanti aneddoti. Inizia a piovere ma non importa. Quando la pioggia diventa pesante apro l’ombrello ma rimaniamo ancora là, incuranti di tutto, a chiacchierare su New York e i suoi segreti.
Poi passeggiamo per ore sotto il mio ombrello rosa e visitiamo diversi punti più e meno noti del parco: la famosa fontana che vedete sotto.

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Il bellissimo lago Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir di cui trovate video e foto.

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Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir
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Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir
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Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir

E qui vedete me. Felice.

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Nella strada verso casa mi imbatto in un’opera di uno street artist trattato più volte su questo blog: D*Face. Eccola.

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Comunicazione di servizio
È possibile, vista la grandezza della città, i ritardi negli spostamenti e la sempre più stringente necessità di relax e di vivere appieno la città, che io adotti in futuro una formula di questo tipo per le prossime giornate. D’altronde l’avevo anticipato e comunque so di poter contare sulla vostra comprensione.
A domani con nuovi aggiornamenti.

Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio, ma a quanto pare i cattivi da svegli si divertono di più.
(Woody Allen daily pill)

Stay NYed!

8 commenti

      • Grazie, i video sono sperimentali, mi servono a risparmiare tempo e in più rendono tutto più divertente e diverso dal solito. Non ci sarebbe il tempo per scrivere tutto Lilly. O scrivi o vivi il viaggio. Tu cosa sceglieresti? Lascia stare, conosco già la risposta 😉

      • Capisco… il problema è che in quel modo, dopo che stai tanto tempo fuori, oltre a sedimentare, che capita anche a me, perderei i dettagli e parlerei in generale. A me piace dare grande spazio a tutti i luoghi che scelgo e soprattutto mi piace l’idea del diario giorno per giorno. Inoltre tutto è legato alla compagnia. Da soli il diario giornaliero accompagna e così i lettori. Se sei in compagnia è giusto offrire il tuo tempo a chi sta con te 😉

      • 🙂 anche a me piace la tua idea, così posso seguiti. Io però preferisco scrivere il diario di viaggio alla maniera antica carta e penna per poi riscrivere sul mio blog con le dovute ricerche e approfondimenti che in loco non potrei effettuare. 😉 buon proseguimento

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