FotoStorie [shot 12] – Zora Raeburn, la scrittrice che nessuno voleva pubblicare

Zora Raeburn con un montaggio delle lettere di rifiuto che ha ricevuto dagli editori. Foto di Ken Russell

Zora Raeburn con un montaggio delle lettere di rifiuto che ha ricevuto dagli editori. Foto di Ken Russell

TIPO:
Fotografia in bianco e nero

TITOLO:
We Regret to Inform You (Siamo spiacenti di informarla)

AUTORE:
Ken Russell

DATA:
Marzo-Aprile 1955

LUOGO:
Londra

SINOSSI:
Cosa ci fa una signora d’età avanzata su una scala per strada? Ma soprattutto cosa sta affiggendo e perché quello sguardo indecifrabile?
La risposta sta nella singolare storia della scrittrice, o aspirante tale, Zora Raeburn, al tempo della foto 72enne. Il sogno di Zora, fin da bambina, era quello di diventare scrittrice, ma solo a 40 anni circa iniziò a proporre i suoi romanzi. Mandò lettere a editori, biblioteche, studi cinematografici e produttori radiofonici. Sempre picche: “Siamo spiacenti di informarla…
Intanto i soldi scarseggiavano per cui Zora iniziò a mendicare suonando il violoncello. Poi finalmente trovò un lavoro di stenodattilografa che le permise, insieme alla pensione di vecchiaia, di coronare il suo sogno: (auto)pubblicare il suo romanzo.

LO SCATTO:
La fotografia fa parte della serie “Zora the Unvanquished” del fotografo, nonché celebre regista, Ken Russell. Non vi nego che, dopo aver scoperto la sua fotografia, l’ho immediatamente incluso nella top ten dei fotografi che ritengo più interessanti. Ogni scatto racconta una storia, è frutto di studio e ricerca. Il suo racconto della Londra post bellica degli anni 50 è ricco di suggestioni che fondono armonicamemte l’aspetto documentario con quello più specificatamente artistico.
Seguirà un doveroso approfondimento sulle sue opere.

CONSIDERAZIONI A LATERE:
Ciò che mi spinge a parlare di questa storia, oltre all’interesse per la fotografia che l’ha fatta affiorare, è la caparbietà di “Zora l’indomita“, come è chiamata la serie fotografica a cui appartiene questo scatto. Per 30 lunghi anni la donna ha “collezionato” talmente tanti rifiuti che chiunque si sarebbe scoraggiato. Ma lei no, Zora non solo continua, ma si espone, facendosi fotografare con le sue lettere di rifiuto. Quelle che vedete sul muro sono infatti le risposte (negative) alle sue richieste di pubblicazione.
Ciò denota nella donna, e nel fotografo che ha deciso di raccontarne la storia, una nota surreal-ironica che rende lo scatto molto interessante. D’altronde la fotografia si eleva quando non si esaurisce nel momento fissato dall’obbiettivo, quando offre un racconto e delle suggestioni, no?

N.B. Il destino a volte si diverte a giocare con le aspettative e i sogni degli esseri umani. Pensate che Zora, alla fine, è diventata famosa per questa foto e non per il suo romanzo che, alla luce dei fatti, calza a pennello: “Disillusioned” (Disillusa).

Fonti:
Ken Russell’s post-war London – in pictures | The fabulous 50s… as seen by Ken Russell | Teddy girls and policemen on pogo sticks: Amazing pictures show how bombed-out 1950s London was a surreal wonderland for movie maverick Ken Russell | Ken Russel’s postwar London | Ken Russell – Wikipedia

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13 commenti

  1. Fantastiche immagini !!!!!
    Il gesto di mettere una accanto all’altra le pagine circoscrive un perimetro, non è più una questione di peso .
    Questa è poesia !!

    1. Come al solito mi trovi d’accordo caro Luca 🙂

      1. “Perché siamo sensibili , Pandora !!”

  2. pulsartist · · Rispondi

    Uno scatto, una petizione, la petizione è un poema… bello il tuo articolo Barbara.

    1. Grazie, sono contenta che la storia ti abbia colpito… Ho beccato lo scatto per caso e non ho resistito… 😉

      1. pulsartist · ·

        Grazie a te

  3. Grande performance

  4. Fabrizio · · Rispondi

    Adesso lo faccio anche io…

    1. Ah ah ah ok, ti procuro un buon fotografo allora 😉

      1. Fabrizio Bonati · ·

        Un fotografo famoso con l’idea giusta fa miracoli… 🙂 🙂

  5. […] vi ho anticipato nella fotostoria a lui dedicata, mi son presa una bella cotta per le fotografie di Ken Russell. In particolare, ciò che ha […]

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