I grandi dell’arte – Le “azioni fotografiche” di Helena Almeida

Helena Almeida - Pintura habitada (1975)

Helena Almeida – Pintura habitada (1975)

Cosa troverete: la fotografia che prende coraggio e sfida lo spazio fisico della pittura; la performance che si allea con la fotografia tirandosi dietro la body art; la pittura che si arrende e passa all’altra sponda; il corpo che diventa supporto facendo indispettire la tela e tante altre baruffe artistiche provocate dal lavoro dell’artista portoghese Helena Almeida.

Helena Almeida - Sente-me (Feel Me), 1979Come ho avuto modo di anticiparvi, il mio viaggio annuale mi porterà in Portogallo, in particolare nella sua capitale, Lisbona. Gli studi sulla città sono iniziati e mi hanno portato inevitabilmente al lavoro di una grande artista: Helena Almeida.

La mia pittura è il mio corpo, il mio lavoro è il mio corpo.

Fotografia, performance, pittura e disegno sono un tutt’uno nella poetica dell’artista portoghese Helena Almeida (Lisbona, 1934). La sua arte tenta di oltrepassare il concetto della tela e dello spazio chiuso del quadro. Nella fotografia, mezzo che restituisce il risultato del suo lavoro, l’artista proietta spazialmente questo concetto. Helena Almeida - Ouve-me (1979)Ciò accade attraverso la produzione di scatti narrativi che fermano attimi delle sue performance in cui il proprio corpo viene usato per comunicare e creare spazio pittorico e architettonico. Per questo motivo i suoi non possono essere chiamati autoritratti, oltre al fatto che non è lei, ma il marito, a realizzare materialmente le fotografie. Come afferma l’artista, “non sono autoritratti perché non indago nella mia soggettività ma nella mia pluralità che cerco di rappresentare come uno scenario teatrale.
Ogni scatto è studiato e segue un preciso percorso, la fotografia non è più documentazione ma permette di oltrepassare lo spazio del quadro, andando a esplorare dimensioni concettualmente diverse. Gli scatti, dopo essere stati stampati, vengono inoltre manipolati con la pittura, l’aggiunta di oggetti tridimensionali, suoni o immagini video.

Per capire il lavoro dell’artista portoghese è necessario conoscere la sua vita e le influenze che hanno segnato il suo percorso artistico. La prima di queste, senza andare troppo lontano, è quella del padre, nonché scultore, Leopoldo de Almeida, che usava spesso Helena da bambina come modella. Helena Almeida - Seduzir (2002)Poi c’è l’istruzione, con l’Accademia di Belle Arti di Lisbona. Per finire il contatto con la body art e la performance in un momento, gli anni 60, in cui queste riscuotevano particolare successo, in cui il sé era il centro di tutto e si sentiva l’esigenza di superare limiti spaziali e mentali. Ricordiamoci che parliamo del 900 artistico, periodo in cui si infrangono regole e si ridiscutono codici. Pensiamo a Fontana e al suo spazialismo, ai suoi tagli che aprono dimensioni oltre la tela. Helena Almeida ha conosciuto il lavoro di Fontana e ne è rimasta colpita e influenzata.
È interessante inquadrare la personalità di Helena Almeida anche dal punto di vista storico. Nell’arte portoghese essa rappresenta infatti la linea di demarcazione tra il moderno e il contemporaneo. Il suo lavoro abbraccia il periodo della rivoluzione del 25 aprile 1974, segnando il passaggio dal passato oscurantista di António Salazar alla democrazia assicurata dalla “Rivoluzione dei garofani”. Helena esprime questo momento in modo armonico, rinnovando codici e canoni linguistici senza passare per l’assunto politico.

Helena Almeida - Inhabited Painting (1975)Fra il 1968/1969 Helena Almeida crea una serie “Senza Titolo” in cui si percepisce già il tentativo di rompere con la tela e i supporti tradizionali.
La cosa diventa evidente con le serie “Pintura habitada” e “Desenho Habitado” del 1975. Qui la fotografia non documenta più la performance ma diventa elemento di unione fra il corpo dell’artista e il pennello nel primo caso, la matita nel secondo. La stampa fotografica assurge al ruolo di supporto, così come in quelli canonici, su cui sperimentare e mettere in relazione l’azione performativa con la pittura e il disegno.
Da allora Helena Almeida ha partecipato a numerose mostre e manifestazioni tra le più importanti a livello internazionale, come la Biennale di Venezia, nelle edizioni 1982 e 2005.
Ma a farla conoscere al pubblico è stata la personale “Entrada Azul” del 1997 a a Madrid. Nello stesso anno ha partecipato alla Biennale di Istanbul e successivamente a quella di Sidney.
Helena Almeida - Inhabited Drawing (1977)Insomma una lunga carriera fatta di riconoscimenti e di un lavoro di continua ricerca in quelle che possono essere definite come “azioni fotografiche“.

Il corpo fisico dell’artista verrà costantemente perso, cancellato, oscurato dal compito che a volte lo estende, a volte lo ricopre, che entra o esce (da e attraverso esso) dalle profondità di questo corpo.

La centralità del lavoro di Helena Almeida è dunque nel supporto, primo fra tutti il corpo, e nell’analisi del suo valore linguistico. Con l’auto-rappresentazione veicolata dalla fotografia, principalmente in bianco e nero, essa si serve del proprio corpo come strumento con il quale intervenire, comunicare e manipolare il mondo circostante. Attraverso una specifica azione all’interno di una cornice spaziale e concettuale, Helena restituisce una dimensione unica e innovativa, lo spazio concettuale che le consente di oltrepassare ogni confine.

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5 commenti

  1. non conoscevo, mi ha coinvolto, davvero di spessore!
    r.m.

    1. Di immane spessore… Io l’ho scoperta grazie a un suggerimento ma poi l’avevo accantonata per riprenderla adesso con l’imminente viaggio a Lisbona. Vedrò sicuramente alcune sue opere. Ne riparleremo 😉

  2. […] & miscellanea: Curiosità: Il cielo ombrellato di Águeda Curiosità: Muro fiorito a Lisbona Artista: Helena Almeida (fotografia, performance, body art, pittua e disegno) Artista: Cristina Troufa (pittura) Artista: Filipa Silva (illustrazione) Artista: Add Fuel (street […]

  3. […] corridoi infiniti da ospedale horror; un tizio che beve da una pozza d’acqua salmastra; Helena Almeida che dipinge le sue azioni fotografiche; un water con doccia annessa & […]

  4. […] funzionamento (e design); blogger che cercano di seminare signore francesi incazzate col mondo; Helena Almeida che tenta di uscire da una tela abitata; palle in bilico su tavolini rovesciati; giardini da fare […]

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