Venezia – “My Horizon” di Tracey Moffatt (Australia) alla Biennale Arte 2017

Tracey Moffatt, Mother & Baby (Passage Series)

Tracey Moffatt, Mother & Baby (Passage Series)

Luogo: Venezia >> Giardini della Biennale >> Padiglione Australia
Titolo mostra: My Horizon
Artista: Tracey Moffatt
Curatore: Natalie King
Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Succede a volte nella vita di riuscire a vedere ciò che arriva all’orizzonte ed è questo il momento di attivarsi oppure di non fare nulla e stare ad aspettare qualsiasi cosa stia per arrivare.

‘Full of sly, unhinging discontinuities’... Bedroom (Body Remembers Series), by Tracey Moffatt. Photograph: Tracey MoffattNel momento esatto in cui ho messo piede nel Padiglione Australia ai Giardini della Biennale, ho capito che quella che stavo vedendo non era solo una mostra di fotografia. Le narrazioni visive dell’artista australiana Tracey Moffatt, unica rappresentante del suo paese a Venezia, vanno oltre la fissità implicita del mezzo per spingersi verso il pittorico e il cinematografico. Esse presentano dei personaggi che hanno una storia, sono in bilico fra passato e presente, soffrono e fanno delle scelte difficili.

Sono due le serie fotografiche portate alla Biennale: “Passage” (Traversata) e “Body remembers” (Il corpo ricorda).
Storyboard … Cop and Baby (Passage Series), by Tracey Moffatt from her Venice show My Horizon. Photograph: Tracey MoffattPassage” è dedicata a chi viaggia, a chi chiede asilo, ai migranti obbligati a lasciare le proprie case per cercare fortuna.
Gli scatti sono ambientati in un porto qualsiasi e in un tempo qualsiasi, l’atmosfera, ricca di riferimenti letterari e cinematografici, è fumosa tanto da somigliare a un romanzo noir o a un colossal a tema eroico. Dal punto di vista pittorico, si percepiscono riferimenti diversi, da Turner a Hopper. Le immagini dei rifugiati sono manipolate, ritagliate, ricolorate, talvolta ridotte a macchie quasi astratte.
Suggestioni e generi diversi, dunque, che si mescolano a formare “una storia di viaggio e rifugio, di fuga e oblio“, come la definisce la curatrice Natalie King nel catalogo della mostra.
Tracey Moffatt, Weep (Body Remembers Series)La seconda serie, “Body remembers“, è dedicata invece alla storia di una cameriera che torna nella casa in cui fu a servizio tanti anni prima e continua a occuparsi delle faccende domestiche nonostante questa sia diroccata. Le immagini, dai toni ocra, appaiono più intime e possiedono una connotazione autobiografica.

Oltre alle due serie fotografiche, la mostra presenta anche due video: “Vigil” (Veglia) e “The white ghosts sailed in” (I fantasmi bianchi giunsero dal mare).
In “Vigil“, che viene trasmesso anche nella parte esterna del Padiglione, Tracey Moffatt ritrae star di Hollywood, tra cui Elizabeth Taylor, Cary Grant, Julie Christie e Donald Sutherland, facendoli apparire stupiti dalle notizie di barche affollate di rifugiati. Essi sbirciano attraverso le tende e guardano col binocolo verso i ponti affollati.
Padiglione Australia, My Horizon, Biennale di Venezia 2017Il secondo video, invece, propone una scena che si ripete all’infinito: una vista in bianco e nero di un angolo del porto di Sydney, rocce, scogliere e un orizzonte vuoto.

Tracey Moffatt, che è stata insignita del titolo di “Ufficiale dell’Ordine dell’Australia” per “il servizio distinto alle arti visive e performative come fotografa e regista, e come mentore, sostenitore e modello per gli artisti indigeni“, è la prima artista australiana indigena a rappresentare l’Australia alla Biennale di Venezia dal 1997.
Vi lascio alla gallery con alcuni scatti delle due serie fotografiche. Buona visione!

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Link utili / Useful links:
Comunicato stampa | Wikipedia

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2 commenti

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  2. […] Arte 2017 (Giardini) – Carole A. Feuerman (USA) alla Biennale Arte Venezia 2017 – Venezia – “My Horizon” di Tracey Moffatt (Australia) alla Biennale Arte 2017 – Venezia – Dirk Braeckman (Belgio) alla Biennale Arte 2017 – Venezia – “Proper […]

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