Venezia – “Supermarket” di Hassan Sharif Studio (Emirati Arabi) alla Biennale Arte 2017

Biennale Arte 2017 - Padiglione Centrale (Giardini)- Hassan Sharif Studio (Supermarket) di Hassan Sharif (Emirati Arabi)

Biennale Arte 2017 – Padiglione Centrale (Giardini)- Hassan Sharif Studio (Supermarket) di Hassan Sharif (Emirati Arabi)

Luogo: Venezia >> Giardini della Biennale >> Padiglione Centrale >> Padiglione degli Artisti e dei Libri
Titolo mostra: VIVA ARTE VIVA
Titolo serie: Supermarket, 1990-2016
Artisti: Hassan Sharif Studio
Curatore: Christine Macel
Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Opere d’arte diventano semplici prodotti divisi per tipo, impilati e mercificati sugli scaffali del “Supermarket” di Hassan Sharif (Dubai, 1951 – 2016). L’artista degli Emirati Arabi Uniti, infatti, è presente alla 57ima Biennale Arte di Venezia con una grande installazione al Padiglione degli Artisti e dei Libri nella mostra centrale ai Giardini.

Biennale Arte 2017 - Padiglione Centrale (Giardini)- Hassan Sharif Studio (Supermarket) di Hassan Sharif (Emirati Arabi)Il lavoro di Hassan Sharif evoca i metodi di esposizione della grande distribuzione. L’artista emiratino ha posizionato “accumuli” delle sue sculture, le più vecchie delle quali risalgono al 1986, e le ha coscienziosamente allineate sugli scaffali insieme a cianfrusaglie e rifiuti riciclati. In pratica 30 anni di lavori, fra i quali anche scatole di cartone che contengono pezzi di carta con misteriosi messaggi e libri visuali che intendono costruire un racconto (Hassan Sharif viene considerato fra i più prolifici autori di libri d’artista).

Biennale Arte 2017 - Padiglione Centrale (Giardini)- Hassan Sharif Studio (Supermarket) di Hassan Sharif (Emirati Arabi)Attraverso “Supermarket”, l’artista vuole dunque attuare una denuncia ma anche una resistenza al sistema commerciale e consumistico, trasformando le sue opere in semplice manifestazione di contemporaneità nel contesto collettivo.
Non è la prima volta che Hassan Sharif propone il tema del consumismo. Il suo interesse deriva dall’osservazione dei cambiamenti legati al flusso di denaro generato dal commercio petrolifero nel suo paese.
Vi è però anche una seconda lettura dell’opera presentata a Venezia. Il messaggio sembra infatti indirizzato anche al sistema dell’arte contemporanea, fortemente orientato al mercato e al commercio.

Hassan Sharif, Hassan Sharif Studio (Supermarket),1990/2016. Padiglione degli Artisti e dei LibriNel 2007 Hassan Sharif ha dichiarato che per lui l’arte non è espressione, nostalgia, sentimento, romanticismo o utopia. L’arte per lui è decisione, ciò che muove l’artista è la sua determinazione. In effetti, nella sua vita, Sharif ha messo in pratica questo concetto. Iniziata la carriera come vignettista per il quotidiano locale “Akhbar Dubai“, si è poi trasferito in Inghilterra nel 1979 e ha deciso di studiare e/o di abbracciare forme artistiche differenti. In quel periodo si appassiona al costruttivismo britannico, all’arte minimalista, all’arte concettuale e all’operato di Marcel Duchamp.
Il suo lavoro (e ruolo) di artista è diventato una missione, quella di aggiornare il suo paese sulle tendenze della contemporaneità. In questo modo egli non è solo diventato uno degli artisti più rappresentativi degli Emirati Arabi Uniti, ma ha anche il merito di aver aperto al contemporaneo un paese da sempre conservatore e ancorato alle proprie tradizioni.

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6 commenti

  1. […] – A blogger in Venice – Collezione Peggy Guggenheim – Fotogallery della visita alla Biennale Arte 2017 (Giardini) – Carole A. Feuerman (USA) alla Biennale Arte 2017 – “My Horizon” di Tracey Moffatt (Australia) alla Biennale Arte 2017 – Dirk Braeckman (Belgio) alla Biennale Arte 2017 – “Proper Time” di Lee Wan (Corea del Sud) alla Biennale Arte 2017 – “DNA Study” di McArthur Binion (USA) alla Biennale Arte 2017 – Taus Makhacheva (Russia) alla Biennale Arte 2017 – “Tomorrow is Another Day” di Mark Bradford (USA) alla Biennale Arte 2017 – “Sun Stand Still” di Gal Weinstein (Israele) alla Biennale Arte 2017 – “The artist is asleep” di Yelena e Viktor Vorobyev (Kazakistan) alla Biennale Arte 2017 – “Green Light Workshop” di Olafur Eliasson (Danimarca) alla Biennale Arte 2017 – “Supermarket” di Hassan Sharif Studio (Emirati Arabi) alla Biennale Arte 2017 […]

  2. Dai ! Noo!!! Dai !
    ….a tutto c’è un limite !….. dimmi che non ti piace….siii sincera !!! Dai !!!

    1. Paolo non sempre il giudizio estetico su un’opera è il più importante.
      Hai letto il senso di questo lavoro? Se leggi capirai.

      1. …si ho letto:
        deriva dall’osservazione dei cambiamenti legati al flusso di denaro generato dal commercio petrolifero nel suo paese. Vi è però anche una seconda lettura dell’opera presentata a Venezia. Il messaggio sembra infatti indirizzato anche al sistema dell’arte contemporanea, fortemente orientato al mercato e al commercio.

        Ok va bene, capisco ed accetto…. ma ci vedo un lontano, lezioso senso retorico che non mi và a completare il giudizio. Ma apprezzo e stimo ugualmente, acquisendo, ancora da te e dalle tue risposte, un po’ di “saggezza”- Cià

  3. lontanissimo dal mio mondo ideativo cmq ne apprezzo volontà d’arte sebbene, personalmente, io non ami più di tanto installazioni&dintorni: preferisco, di gran lunga, i “piccoli, modesti fogli cartacei” di Paul Klee, pura emozione! Ovvio che io lo dica senza alcuna polemica, semplice mio gusto!!

    1. Capisco… l’arte contemporanea è imprescindibile dall’installazione. In realtà già durante il medio e tardo Novecento se ne preparavano le basi con degli interessanti esempi. Sì, è una questione di gusti e preferenze. Personalmente amo la scultura e l’installazione e credo si intuisca dalle mie pubblicazioni. Ad ogni modo, al di là del gusto, non si può pensare all’arte contemporanea (né, a mio parere, all’arte moderna) senza considerare questa disciplina.

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