Sardegna contemporanea – Pittura – Michele Mereu

Michele Mereu

Michele Mereu

Il filo conduttore che mi contraddistingue oggi è l’incoerenza accompagnata da una insofferenza verso il sistema. Mi impegno fortemente a mantenere questa linea perché mi trovo a mio agio. Ho fatto un patto con me stesso in questo momento di maturità artistica ed è quello di sfuggire ad ogni tipo di cliché. In poche parole faccio arte quando è necessario e l’affronto come un viaggio pieno di incognite, su cui lavorare giorno per giorno senza dare per scontato ciò che farò domani, e in questo l’uso dei media mi agevola. In certi momenti la pittura non mi basta e la fotografia e il video mi offrono gli strumenti congeniali per esprimermi in completa libertà di stile (anche copiando chi mi piace, copiare non è cosa facile bisogna studiare tanto). Da ragazzo mi ispiravo agli impressionisti e ai macchiaioli e spinto dalla pulsione tipica dei novelli artisti dipingevo giornate intere riuscendo ad avere anche un risultato economico. Già da allora comunque si intravedeva la mia insofferenza nella ripetizione e per sopperire a ciò, nella stessa mostra, esponevo diverse tecniche di pittura con soggetti sempre diversi.
Michele Mereu

NOTE BIOGRAFICHE:
Dai primi lavori degli anni ’70 a ideatore e animatore di Askòsarte, progetto di arte contemporanea che esplora il rapporto sempre più stretto tra l’espressione artistica e le aree ai confini dei generi. Poliedrico nella sua produzione, disubbidiente al filo conduttore univoco, volutamente lavora in maniera incoerente, attraversa consapevolmente tutte le discipline artistiche senza fare distinzione tra linguaggi espressivi. Ha concentrato la sua opera sull’interpretazione della contemporaneità: il suo lavoro, che sia pittorico, fotografico o installativo, nasce da riflessioni e indagini di situazioni “reali“, ributtate, quando preme la tensione creativa, in nuovi tragitti per essere indagati. Attualmente ideatore e curatore di eventi di arte contemporanea con l’associazione Askòsarte. Il lavoro che Mereu fa con la fotografia, segue due tensioni, entrambe forti ed affascinanti: la ricerca delle proprie radici nel solco della tradizione e in ciò che ancora lega il tempo alla memoria, e parallelamente lo smascheramento dell’illusione tecnica e di pensiero di ciò che oggettivamente viene presentato. Si respira nelle sue foto un racconto universale, in cui l’esplorazione dei modelli tramandati dalla tradizione del nostro passato ancestrale, costituisce solo un “espediente” per cercare di riportare a galla la sostanza di ciò, che attraverso altre sembianze, vive ancora, nella consapevolezza che esista un “continuum” spazio temporale che ci conduce dove siamo già stati, dove siamo, dove saremo.
Chiara Schirru

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