Venezia – “Living dog among dead lions” di Vajiko Chachkhiani (Georgia) alla Biennale Arte 2017

Biennale Arte 2017 - Arsenale - Padiglione Armenia e Georgia - "Living dog among dead lions" di Vajiko Chachkhiani (Georgia)

Biennale Arte 2017 – Arsenale – Padiglione Armenia e Georgia – “Living dog among dead lions” di Vajiko Chachkhiani (Georgia)

Luogo: Venezia >> Arsenale >> Padiglione Georgia
Titolo opera: Living dog among dead lions
Artista: Vajiko Chachkhiani
Curatore: Christine Macel
Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

Biennale Arte 2017 - Arsenale - Padiglione Armenia e Georgia - "Living dog among dead lions" di Vajiko Chachkhiani (Georgia)Una della opere di questa 57sima edizione della Biennale che ha destato più stupore, è “Living dog among dead lions” al Padiglione Georgia. La caratteristica che crea questo scompenso nell’emotività degli astanti è il fatto che si tratti di una casetta di campagna letteralmente trapiantata a Venezia dalle campagne della Georgia (originariamente era situata in un villaggio di montagna vicino alla città mineraria di Chiatura). Non solo… la stessa casetta non è soltanto vecchia e abbandonata a se stessa, ma ci piove pure dentro. Sul tetto, infatti, è  installato un sistema di irrigazione che crea una pioggia costante la quale, come potete immaginare, da maggio a novembre (date di inizio e fine Biennale), ha causato non pochi danni ai mobili, al pavimento e a tutto ciò che essa contiene.
Biennale Arte 2017 - Arsenale - Padiglione Armenia e Georgia - "Living dog among dead lions" di Vajiko Chachkhiani (Georgia)In effetti la sensazione nel trovarsela davanti è quantomeno straniante. Nella stanza buia in cui è situata si percepisce il rumore della pioggia, ti avvicini e sei portato a spiare dentro sollevando le tende alle finestre o affacciandoti fra i vetri rotti delle stesse.

Tutto ciò ha comportato la necessità di approfondire per cui sono andata a cercare informazioni sull’autore. Trattasi di Vajiko Chachkhiani (Tbilisi, 1985), artista che ha l’abitudine di trascorrere molto tempo nelle parti provinciali della Georgia e nei villaggi poveri cercando di esplorare e analizzare le esperienze personali attraverso le materie prime. Biennale Arte 2017 - Arsenale - Padiglione Armenia e Georgia - "Living dog among dead lions" di Vajiko Chachkhiani (Georgia)Egli si serve di storia, psicologia e architettura per esplorare la condizione dell’uomo messo alla prova da eventi storici traumatici, guerre civili e difficili situazioni economiche e finanziarie. Tutto ciò ovviamente in relazione alla sua terra d’origine che, nel corso del tempo ha subito le invasioni musulmane, la dittatura sovietica e il sofferto cammino verso la democrazia.

La casa viene dunque concepita come metafora, un modo per esplorare la vita interiore di un essere umano attraverso uno spazio fisico. La dimensione interna di essa, attraverso la pioggia, muterà proprio come muta la vita interiore dell’uomo dopo un’esperienza traumatica. La pioggia simboleggia la purificazione (l’acqua lava infatti via il trauma) ma anche la dicotomia Biennale Arte 2017 - Arsenale - Padiglione Armenia e Georgia - "Living dog among dead lions" di Vajiko Chachkhiani (Georgia)fra la vita e la morte (da una parte la pioggia farà crescere i muschi, dall’altra distruggerà i mobili).
Il titolo dell’opera “Cane vivo tra i leoni morti” è una chiara citazione della Bibbia (Ecclesiaste 9:4) e si riferisce alle persone che si comportano in modo aggressivo come leoni contrapposte a quelle introverse e umili. Le prime finiscono per morire in circostanze difficili; le seconde, grazie alla loro pietà, sopravvivono anche in condizioni di vita problematiche.
L’opera è dunque dedicata all’uomo, in particolare ai georgiani che, attraverso la loro forza d’animo, la loro umiltà e il loro coraggio sono riusciti a “sopravvivere” alla loro storia tormentata.

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5 commenti

  1. […] ARTE 2017 – ARSENALE – “Living dog among dead lions” di Vajiko Chachkhiani (Georgia) – “The Tyranny of Consciousness” di Charles Atlas (USA) – “The […]

  2. Grazie di questa presentazione, l’opera è evocativa, surreale, coinvolgente e anche commovente e meritava di essere approfondita… a presto!

    1. Sì, lo credo anch’io… Grazie a te per l’attenzione. Alla prossima 🙂

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