La bagarre fra Le Corbusier ed Eileen Gray per E-1027

L'interno di E-1027, foto d'epoca
L’interno di E-1027, foto d’epoca

Cosa troverete: un esimio architetto che si denuda per addobbare di murali sessisti la casa al mare di due amici architetti; la padrona della casa al mare che accusa lo stesso esimio architetto di atti vandalici; la stessa casa che diventa icona dell’architettura modernista; l’architetto vandalo che si costruisce un Capanno a fianco alla casa in questione e muore fatalmente al suo cospetto & more…

Intro
Sapete quanto mi piacciono i pettegolezzi e le curiosità riguardanti il mondo dell’arte e della storia. E conoscete anche il mio prezioso amore per il Novecento. Aggiungeteci che, in giro per il web, il destino mi fa imbattere di continuo in aneddoti curiosi riguardanti artisti, opere e connessi. Non può essere un caso, per cui ho deciso di dare spazio a questo aspetto. L’intento è quello di conoscere meglio gli artisti, sondando il loro lato più umano. Sì, perché spesso si tende a mitizzarli, soprattutto “i grandi”, e a circondarli da un’aurea quasi divina. Non è così: l’artista è anch’esso un essere umano come tutti gli altri.
In realtà in passato ho già sporadicamente toccato l’argomento con racconti curiosi di questo tipo. Diciamo che mi piacerebbe proseguire la serie e, perché no?, farne una collezione. Per questo, se avete segnalazioni, vi invito a farlo nei commenti.

La bagarre fra Le Corbusier e Eileen Gray per E-1027
Per iniziare ho deciso di proporvi una storiella riguardante colui il cui nome riecheggia in ogni aula Le Corbusier, Eileen e Badovicidi architettura che si rispetti: Le Corbusier (1887-1965), Le Corbu per gli amici.
Il grande architetto, padre dell’architettura moderna, intorno agli anni ’20, conosce e frequenta una coppia di architetti e designer: Eileen Gray (1878-1976) e Jean Badovici (1893-1956).
La prima, innamoratissima, all’età di 48 anni progetta la sua prima casa a Roquebrune-Cap-Martin (Roccabruna, in italiano), un angolo nascosto della Costa Azzurra, e la dedica al suo giovane fidanzato. I lavori durano tre anni in cui Eileen, aiutata da Jean che collabora soprattutto agli aspetti strutturali, Eileen Graymette anima e corpo nel progetto seguendo i lavori da vicino e scegliendo con attenzione minuziosa tutti i particolari. Ogni stanza è progettata sia per avere una visuale sul mare su cui l’edificio si adagia, sia per consentire intimità a ogni singolo abitante. Disegna anche gli arredi (famosissime la poltrona Bibendum e il tavolino E-1027), le luci e sceglie i colori chiarissimi dappertutto, comprese le pareti. La casa viene chiamata E-1027, dove la E sta per Eileen, 10 per la J di Jean (10° in ordine nell’alfabeto), 2 per la B di Badovici e 7 per la G di Gray.

Insomma, cuoricini a non finire. I due, nel frattempo, frequentano Le Corbu che rimane particolarmente colpito dalla casa in questione tanto che, a quanto dicono i maligni, diventa per lui quasi un’ossessione. Il fronte della E-1027 ristrutturatoIn effetti il suo fiuto non lo inganna, visto che E-1027 rappresenta una vera e propria icona dell’architettura modernista, quella corrente architettonica che lo vede come uno dei pionieri.
Le Corbu va spesso a Roccabruna, ci progetta una casa per le vacanze estive e, successivamente, anche il famoso Cabanon. Intanto, però, la coppia di architetti innamoratissimi finisce per essere meno innamoratissima o a non esserlo per niente, per cui, nel 1938, Eileen e Jean si lasciano. Il terreno su cui è costruita la casa è di Jean per cui è lui a tenersela.

Ecco che qui entra in gioco il nostro Le Corbu che viene invitato da Jean ad andare a trovarlo nella casa famigerata. Le Corbusier dipinge nudo le pareti della E-1027Inaspettatamente, e per un ignoto motivo che gli storici di architettura (e gli psicologi) non riescono a spiegarsi, si mette tutto nudo e realizza non uno, ma ben otto murali, sulle candide pareti dell’abitazione. Non solo, quei murali rappresentano non velatamente la bisessualità di Eileen (prima di quella, aveva avuto delle relazioni omosessuali) e il suo rapporto intimo con Jean. Inutile dirvi che Eileen, venuta a conoscenza del fattaccio, non la prende troppo bene, anzi condanna il gesto come un attacco vandalico e non torna più nella casa. Insomma, non vissero proprio felici e contenti e la casa non ha portato, né ha avuto, una gran fortuna. Vista dal terrazzo di E-1027In seguito ha subito l’abbandono, il bombardamento durante la guerra, il passaggio attraverso molti proprietari e atti di vandalismo (vero). La casa verrà ristrutturata, e aperta al pubblico, solo nel 2015.
Le Corbu non si scuserà mai per quel gesto, anzi il fatto metterà in ombra Eileen come autrice del progetto che viene attribuito spesso a Jean Badovici o a Le Corbu stesso. Solo successivamente è stata assegnata a lei la paternità certa, oggi da tutti riconosciuta.

E-1027 vista dal mareIntanto Le Corbu mette su il già citato “Capanno” (Cabanon), prefabbricato ad Ajaccio e montato in loco nel 1952. Capanno non solo di nome ma anche di fatto per il suo rivestimento in corteccia di pino che ricorda una baita. L’interno, di 14 metri quadri, è colorato e minimale. Ci sta con la moglie Yvonne che un giorno di fine agosto lo vede uscire per fare la sua solita nuotata. È il 1965 e Le Corbu non tornerà mai al suo Capanno, morirà invece fra i flutti proprio vicino alla “sua” amata (o odiata?) E-1027.

Curiosità a margine:
Il film “The Price of Desire” della regista irlandese Mary McGuckian è ambientato nella E-1027. La trama racconta la storia del rapporto fra Le Corboisier ed Eileen Gray.

FONTI:
Friends of e.1027 | Eileen Gray, la donna che mandò fuori di testa Le Corbusier | Villa E-1027 a Roquebrune: l’opera e la vita privata di Eileen Gray | Eileen Gray, Jean Badovici e Le Corbusier. Un’estate al mare, la storia della villa E.1027 e del Cabanon di Cap Martin, Roquebrune | La villa di Eileen Gray

Annunci

9 commenti

  1. Circa la E. Gray un buon articolo sull’ultimo numero del Venedi/Repubblica e/o ultimo Espresso: se lo ritrovo lo invio per mail; nel merito la Gray fu davvero una Donna dotata di grande talento purtroppo, oggi, semi dimenticata ma che farci!? Codesta villa, poi, un lavoro eccezzzzzzionale !!! Circa il buon Corbu: che dire? Un mostro di bravura tale da renderlo uno dei padri del moderno/contemporaneo, di lui ho potuto vedere degli autografi/lettere presso l’ing. Luigi Cosenza (altro mostro di bravura) a Napoli, lettere che i due si scambiano nel tempo, che emozione!! Una curiosità: una mia collega (sapphica) dei tempi universitari, commentando la maison E-1027 sosteneva che restava palese la bisessualità/omosessualità ideativa della Progettista, cosa che non condividevo e, in realtà, poco condivido ora, cmq collega molto intelligente e acuta non certamente partigiana del sapphismo! Tua opinione da Donnartista?

    • Sì, ho letto della Gray scoprendo il suo grande talento non solo nel campo dell’architettura ma anche in quello del design e dell’arte. Una donna molto dotata e che mi pare si stia cercando di riabilitare, lo dimostra anche l’articolo che mi segnali e che avrei piacere di leggere se riesci a recuperarlo. Detto questo… in riferimento a quanto mi chiedi, per quanto mi riguarda devo ammettere di non aver abbastanza competenze per poterti rispondere. Al di là del mio vivo interesse per l’architettura, non ho competenze tecniche per potermi esprimere, né conosco a fondo il mondo saffico perché, ed è un caso sia chiaro, non ho mai approfondito quelle emozioni né personalmente, né mezzo altri (es. amiche o conoscenti). Detto questo, pensandoci mi viene in mente solo la scelta dei colori chiari e rilassanti, forse più in linea con un’emotività femminile, più dolci e sereni. Da quel che ho letto, però, credo che la Gray avesse davvero perso la testa per Badovici e che studiò molto anche sulle sue abitudini per realizzare una casa che gli fosse rispondente. Non so esattamente quali fossero le sue inclinazioni sessuali, né quale sesso preferisse o a quale si sia ispirata per questo lavoro, per me non fa molta differenza, è l’amore il motore 😉

  2. il motivo(i) che indussero la mia collega a dire ciò circa il “sapphismo ispiratore” della Gray non li conosco o non li ricordo e poi tieni presente furono discussioni avvenute in ambito universitario (3°/4° anno con una nostra docente femminista e di rara cultura), post ’68 e, insomma, altro humus imperante e altra mia età! mi spiace averla persa di vista ma codesta collega ricordo vagamente che si innamorò di una ricercatrice tedesca”orientale napoli” e si trasferirono a Colonia poi, boh!! cmq ho ritrovato l’articolo che ti invierò, un saluto,
    r.

      • Appena letto… Quindi Badovici era d’accordo o chissà, le versioni son diverse. Io ho anche letto che, quando disse alla Gray cosa fosse successo e lei si infuriò, non permise a Le Corbusier di realizzarne altri… Mah chissà cosa successe davvero e soprattutto perché Le Corbu ce l’aveva tanto con quella villa (o con quella donna?). A d ogni modo son contenta che il suo lavoro sia stato rivalutato, anche perché a detta di tutti fu davvero un grande architetto e designer. Grazie per l’articolo 🙂

  3. credo che resterà un enigma e, forse, è giusto che tale resterà! in ogni caso lei fu davvero estremamente
    talentuosa e (forse) suscitò gelosia in corbu, chissà..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.