Schizzi saltuari – Materica [14]

Materica (2019, 90x70) by Barbara Picci
Materica (2019, 90×70) by Barbara Picci

Riflessioni fanta-cosmiche sull’arte

Ciò che mi lega così strettamente all’arte è la sua capacità di cambiarmi, di farmi evolvere, di rinnovarmi. Studi, visite a musei, scambi di opinioni, esperienze condivise, collaborazioni, errori. Tutto mi porta a qualcosa di nuovo, a stimoli, idee… e cresce la voglia di rischiare, di mettersi in gioco in modi diversi. D’altronde, a mio parere, ciò diventa necessario nella vita di ogni persona che non si rassegni alla banalità del quotidiano. Il quotidiano rimane sempre lo stesso? allora cambio io e anche lui di conseguenza, una cosa del genere… Anche l’arte diventa noiosa se si rimane fermi, è indispensabile sperimentare, tentare di Materica (2019, 90x70) by Barbara Picci andare oltre ciò che si fossilizza, che sia uno stile, un medium, una disciplina. Certo si sente l’inclinazione: alcune cose le dai per scontate, come per me son sempre stati il disegno e la pittura, però senti stimoli verso altri fronti: il corpo, la natura, gli oggetti, il racconto, i luoghi… E tutto nasce da sé, come un’esigenza personale, quando si sta in ascolto. È il silenzio a cambiare le cose, quando si infiltra dentro di te e riesci a percepire la sua calma serena, a quel punto sei pronto a recepire quel qualcosa che si nasconde nelle cose. La Natura parla, le pietre e i tronchi parlano, così come i ruscelli e le nuvole. Non usano il nostro linguaggio ma comunicano, eccome se lo fanno. Devono solo avere un tramite per farlo: la sensibilità insita in ognuno di noi e solitamente sopita per tante ragioni che spesso riguardano, appunto, l’adagiarsi comodo nel quotidiano. Eppure posso assicurare che portano pace, sono conciliativi con la propria identità più profonda, quella che si lega alla Natura che ci ha generati. Tutto per dire che, a un certo punto del mio cammino artistico, ho iniziato a dubitare di tutto, delle mie linee, del modo composto in cui rappresento le cose. Tutto ha iniziato a prendere sembianze diverse nella mia immaginazione, le linee si son dileguate, i contorni si son persi e mischiati. Così ho deciso di ascoltami, nel silenzio pieno di parole della Natura, e ho iniziato a utilizzare altri materiali, a costruire delle storie e, fra le altre cose, sono tornata alla pittura anche in modo diverso. Ecco.

7 commenti

  1. resta una intensa descrizione, la tua, del bisogno del fare arte, tra le teoriche di klee e kandinsk e, più modestamente, la mia “strada delle cose”, in ogni caso persegui!
    r.

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