“Sto producendo questo documento fotografico per incoraggiare gli individui della mia comunità ad avere il coraggio di occupare gli spazi – abbastanza coraggiosi da creare senza paura di essere denigrati. Per insegnare alle persone la nostra storia, per ripensare a cosa è la storia, per rivendicarla per noi stessi – per incoraggiare le persone a usare strumenti artistici come le macchine fotografiche come armi per contrattaccare.”
Nella serie “Somnyama Ngonyama” (“Ave alla leonessa oscura”), la fotografa e attivista sudafricana Zanele Muholi presenta una serie di autoritratti in cui oggetti quotidiani, come mollette, occhiali da sole e spugne, vengono usati come parte del costume per esplorare il tema dell’identità e della resistenza sociale. Non si tratta solo, infatti, di una ricerca autobiografica, ma di un lavoro che si spinge fino all’identità sudafricana.
Zanele Muholi, negli ultimi 10 anni, ha fotografato persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali nel Sudafrica. È fra i fondatori del Forum for the Empowerment of Women e di Inkanyiso, un forum per queer e visual media.
La fotografa è anche stata selezionata dal curatore Ralph Rugoff per la 58° edizione della Biennale Arte di Venezia che aprirà le porte al pubblico il prossimo 11 maggio.
Quest’ultima serie è stata pubblicata nella monografica “Zanele Muholi: Somnyama Ngonyama, Hail the Dark Lioness” che trovate in vendita su Amazon. Io se fossi in voi ci farei un pensierino.
Intanto godetevi le immagini, buona visione!
Categories: Fotografia, Il fotografo della settimana
decisamente interessante!
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;)
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