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Schizzi saltuari – Il Negazionista [21]

Il Negazionista

Il negazionista

La complessa mediocrità del negazionista richiede un’indagine psicologica attenta che sveli i meccanismi tortuosi che lo portano a produrre realtà paradossali in luoghi immaginari della mente.
Non gli si può negare una grande unica abilità: memorizzare e ripetere. Si diverte a registrare sui social titoli di articoli sensazionalistici da siti farlocchi che non si prende la briga di visitare, oppure origlia le classiche conversazioni da bar fra vecchietti annoiati e incattiviti dalla vita. Possiede l’indiscutibile pregio di ricordare esattamente tutto e di ripeterlo impeccabilmente non appena si imbatta in qualsiasi tribuna politica improvvisata. Non importa se le frasi ripetute sono in contrasto fra loro, d’altronde per il negazionista non è indispensabile comprenderle.

“Quindi il Covid non esiste secondo te?”
“Assolutamente no!”
“E la gente che muore?”
“Vabbè, l’hanno fabbricato in laboratorio. Da anni volevano inferire un grosso colpo alla stabilità mondiale. Finalmente ci son riusciti…”
“Quindi esiste o non esiste? Cioè, fammi capire, se è fabbricato in laboratorio, può essere ignorato?”
“…”

Come si può notare, il problema più grosso riscontrato nel negazionista è l’incapacità di mettere in relazione le informazioni raccolte. Una specie di banca dati inutile che sfreccia spavalda nel brodino caotico dell’ignoranza, alimentando fuochi di irrazionalità che non si percepivano dalla cacciata delle streghe.

Tuttavia, è doveroso riconoscere in lui un forte senso di libertà, seppure emerga solo all’occorrenza. Cioè ogni volta che il poveretto non riesca a cogliere il collegamento fra una “deprivazione (transitoria) della propria libertà individuale” e ragioni al di fuori del proprio orticello personale, come uno stato di emergenza diffuso a livello mondiale.
Purtroppo, per i motivi di cui sopra, non gli è dato capire né il vero senso della libertà, né che, comportandosi in modo irresponsabile, viola la libertà di chi lo circonda. Il che è kantiananente inconcepibile.

Per il negazionista, che di contro scarseggia di lucidità intellettuale, l’unica cosa inconcepibile è la negazione di un unico dio: il Complotto.
Il Complotto è trascendente, ci ha creati e veglia su di noi. Alla fine dei giorni assisterà alla nostra fine, quando saremo risucchiati dal limite estremo della Terra (ovviamente piatta).

Il ricorso a un dio utile come quello del Complotto ha l’indubbio vantaggio di legittimare ogni negazione. Ma anche di avvalorare teorie prive di fondamento scientifico e di buonsenso.
Alla stessa stregua del fanatico, infatti, il negazionista è incapace di rivedere le proprie posizioni, anche quando queste vengano dimostrate false senza possibilità di “opinione” divergente.

“Medici e virologhi dicono che il Covid esiste e ha origini naturali…”
“Sono controllati, fanno parte di un grande disegno globale”
“Ma ne sei certo? Quindi tutti i medici, virologi e scienziati del mondo sono complici?”
“No, solo pochi decidono…”
“E come hanno fatto a convincere tutti gli scienziati?”
“…”

Comunque non è colpa sua. In una società che basa la realtà sull’opinione, è difficile ideare modi intelligenti per vincere la paura verso il grande nemico invisibile. Il Covid non si vede, ergo non esiste. Non essendoci un’entità tangibile con cui prendersela, l’affiliato della doxa formula teorie prive di rigore scientifico finendo per trasformarsi in ciò che critica, cioè un mistificatore della realtà, nonché generatore casuale di balle storiche.

Senza negare l’utilità di una giusta dose di diffidenza, questo eccederne pare più uno schizzo paranoide a uno stadio avanzato.
Per riattivare le connessioni neuronali e garantire la conversione al dio Buonsenso, è consigliabile somministrare dosi massicce di informazione e cultura.
Non fermiamo le scuole!

7 risposte »

  1. La cosa che mi inquieta è la facilità con cui queste persone credano a tutto quello che leggono o vedono da un post Facebook o simili. La gente non si informa più, non vuole più sapere se una cosa è vera o no, vuole solo che una notizia concordo con le sue idee. La cultura è importante e dobbiamo puntare su essa se vogliamo migliorare.

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