Appunti di viaggio

Venezia – Biennale Architettura 2021 – Arsenale (Fotogallery)

Biennale Architettura 2021 - Arsenale

Biennale Architettura 2021 – Arsenale

Ecco alcuni spunti visivi dalla Biennale di Architettura 2021 che, come sapete, ho visitato di recente. Prima tappa l’Arsenale. Poi sarà la volta dei Giardini.

SPECIALE VENEZIA 2021


“Alasiri” di Peju Alatise
Ad aprire la mostra alle Corderie Dell’Arsenale, l’installazione “Alasiri” (custode dei segreti) dell’artista nigeriano Peju Alatise. Composta da 40 porte e 13 figure umane, rappresenta la diversità delle identità e le barriere che spesso si frappongono tra loro.


“Hacking (the resort)” di Patti Anahory e Cesar Schofield Cardoso
Eccomi dinanzi alla grande installazione-scultura realizzata con bottiglie di plastica sospese piene di acqua colorata. È un invito degli artisti Patti Anahory e Cesar Schofield Cardoso a riflettere sul rapporto tra il consumismo turistico e il paradiso ecologico che è la loro casa, l’Arcipelago di Capo Verde


“Catalog for the Post-Human” di Jessica Charlesworth
In che modo vivremo insieme se saremo costretti a potenziarci per rimanere competitivi?” A questa domanda risponde in modo esplicitamente ironico l’artista britannico-canadese Jessica Charlesworth nella sua installazione Catalog for the Post-Human.


“Flocking Tejas” di Barbara Barreda e Felipe Sepulveda (BASE studio)
L’installazione di Barbara Barreda e Felipe Sepulveda, realizzata con piccole tegole, simula i giochi sinuosi degli uccelli in volo…


“Elemental” di Alejandro Aravena
Vi avevo già detto che uno dei miei architetti preferiti è Alejandro Aravena? Sì, proprio colui che ha curato la precedente edizione della Biennale. Il suo interesse per l’edilizia sociale e l’impegno costante per trovare soluzioni che offrano un’abitazione agli emarginati, infatti, danno un valore in più al suo lavoro. Che non si smentisce nella sua installazione presente in questa Biennale che parla della non facile convivenza fra i mapuche e i cileni, in conflitto per la terra fin dalla nascita della repubblica cilena.


“The Listener” di Giuseppe Penone
Tratto da “The Listener”, la celebre serie dell’artista italiano, “Idee di Pietra – Olmo” è un’installazione composta da un olmo che ospita fra i suoi rami una pesante pietra. Realizzata in stretta collaborazione con Chus Martínez, l’opera riflette su come poter creare degli spazi d’ascolto nella società del XXI secolo ed è un riferimento simbolico al potenziale ascoltatore generoso che risiede in ognuno di noi.

"The Listener" di Giuseppe Penone

“The Listener” di Giuseppe Penone


Padiglione Italia curato da Alessandro Melis
Mi spiace ammetterlo ma fra tutte le Biennali (finora solo d’arte) che ho visto (che non son tante, è vero), quella in cui ho apprezzato maggiormente il Padiglione Italia è quella (d’architettura) appena visitata. Vista la sorprendente molteplicità di progetti indirizzati alla sostenibilità, al riuso, alla riqualificazione e rigenerazione di zone abbandonate, sfruttate o devastate da terremoti e altre calamità naturali (e non), sarebbe impossibile riportarvi tutto. In generale ciò che accomuna tutti i progetti è la creazione di comunità resilienti in grado di resistere e riorganizzarsi. Vorrei solo citare alcuni dei progetti che hanno maggiormente colpito il mio interesse, che sono il Progettoborca nell’ex villaggio ENI a Borca di Cadore, il Concept Architectural Exaptation di Alessandro Melis e Telmo Pievani, Dolomiti Care, Vajont two calls, il Farm Cultural Park, Arte Sella. Ecco alcune foto delle installazioni-opere-curiosità presenti.


“Entangled Kingdom” di Doxiadis+
Without me, you don’t exist” Ovviamente è la natura a parlare. Come darle torto?
Installazione micotica di Thomas Doxiadis, Marina Antsakli, Despoina Gkirti, Dionysia Liveri, Angeliki Mathioudaki, Ioanna Potiriadi, Alexandra Souvatzi ed Evanthia Beristianou di doxiadis+ in collaborazione con Zacharoula Gonou-Zagou, Julia Pitts, Alkestie Skarlatou, Peter Aslanidis, Helliniki Meletitiki, e Cathy Cunliffe.


“Refuge for Resurgence” di Superflux
Dopo essere sopravvissuta al repentino passaggio della Terra a un clima precario, una comunità multi-specie si riunisce tra le rovine devastate della modernità per trovare nuovi modi di vivere insieme. Lavorare insieme per forgiare un mondo nuovo sulle rovine fumanti di quello vecchio. Lavorare insieme per creare forme durature di condivisione e sopravvivenza. Lavorare insieme per far rivivere questa Terra, questa Terra, un tempo luogo di ordine e controllo…continua

“Shaped Touches” di Sean Lally
La forma dell’architettura è il risultato di una negoziazione tra controllo dell’ambiente e abilità del corpo di percepire quell’informazione. Mentre il corpo umano aumenta la sua gamma di capacità sensoriali grazie ai progressi della sanità e all’accesso a tecnologie indossabili, il cambiamento climatico sta al contempo ridefinendo le aspettative riguardo gli ambienti del futuro. Gli architetti sono in grado di prevedere le opportunità e le implicazioni che queste pressioni avranno sugli spazi pubblici condivisi. Shaped Touches offre una proposta su come l’architettura definirà la propria forma e le relazioni delle persone e delle comunità che entreranno in contatto con quegli spazi…continua


A seguire la galleria delle altre installazioni presenti che hanno destato la mia curiosità.

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