Paura e delirio a Nora – Prima Puntata

ATTO PRIMO

Le giornate come quella, a dicembre inoltrato e con quel sole ridente, le ricordavano costantemente quanto fosse fortunata a vivere in quella terra accogliente e gioiosa. Adorava la solitudine delle spiagge, svuotate dal Paura e delirio a Noravociare perpetuo dei bagnanti. Si mise addosso le prime cose che trovò, si armò dei fedeli strumenti da esplorazione subacquea e, a cavalcioni della sua inseparabile bicicletta, si spinse verso la spiaggia. Il silenzio delle campagne, rotto solo dal frinire dei grilli e dal cinguettio degli uccelli, la caricarono di buonumore. Era una di quelle eccitanti giornate in cui si sentiva parte della natura, una sensazione che la inebriava. Fu per questo che l’arrivo dei nuvoloni non le fece paura. Paura e delirio a NoraEra abituata ad entrare in mare anche in quelle condizioni, si trattava solo di nubi passeggere… Arrivò sul limitare della spiaggia, costeggiò la chiesetta che si erge solenne al centro della piccola baia, scese le scale ed immerse i suoi piedi scalzi sulla sabbia tiepida. Si guardò attorno. Solo due persone in lontananza. Semi deserto. Proprio quello che desiderava. Si immerse dolcemente nell’acqua, aspirando a pieni polmoni quello sprazzo di vita così autentica. Decise di esaudire quel suo desiderio mattutino di esplorazione marina, Paura e delirio a Noradovuto ad un sogno che l’aveva turbata e che la vedeva alle prese con un cavalluccio marino gigante che cercava di ammaestrare, una sorta di rodeo marittimo. Una cosa molto poetica, pensò sorridendo. Si mise la muta, le pinne, la maschera ed il boccaglio e si diresse verso la torre, a ridosso del luogo sacro che più la intrigava sin da piccola: le rovine dell’antica città di Nora. Le piaceva perlustrare quei fondali in cerca di nuove tracce degli insediamenti che si erano susseguiti in quelle terre. Paura e delirio a NoraSi spinse più lontano del solito quasi senza accorgersene, trainata anche dalle correnti che la cullarono dolcemente fino al capo sul quale fa capolino la torre. Si fermò guardandosi indietro. Era finita troppo oltre e le nuvole erano aumentate, doveva tornare… Si girò di nuovo attratta da uno strano sibilo. Un enorme tornado dall’aspetto mostruoso volteggiava nel cielo in spirali sinuose che si dispiegavano fino alle acque che fino a pochi istanti prima la ospitavano accoglienti.   Paura e delirio a NoraQuella terribile forza della natura si dirigeva spietata proprio nella sua direzione. Fu solo una frazione di secondo. Un terribile panico la avvolse e sentì un pugno allo stomaco, come un bel diretto assestato all’improvviso dal tuo peggior nemico. Era la paura, la consapevolezza di trovarsi, fra tutte le possibilità dell’esistenza, proprio esattamente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Fu solo un attimo, perché fu inghiottita dai flutti e perse i sensi.

ATTO SECONDO

Aprì gli occhi, si guardò attorno… Era viva! Si trovava in una piccola spiaggetta sotto la scogliera. Sopra di lei la collina della torre. Ma… c’erano dei fumi là vicino, proprio nella zona dove si trovavano le rovine… Paura e delirio a NoraSi mise a riflettere e le venne in mente un dettaglio che prima le era sfuggito. Qualcosa non quadrava: mancava la torre! Accidenti ma cosa era successo? Forse era davvero morta e quello era un brutto scherzo del destino. Oppure quel groviglio di correnti l’aveva sbalzata chissà dove. Il silenzio che la circondava era quasi inverosimile. Il cielo si era fatto più nero e le nubi apparivano come dei brutti auspici. Iniziava ad avere paura. Con gesti misurati ed un certo timore si mosse nella stradina che la riportava oltre l’istmo che univa i due lembi di terra. Paura e delirio a NoraIl luogo era troppo simile e familiare perché potesse sbagliarsi. I fumi che aveva visto coprivano il cielo e sembravano aumentare e fondersi con le nuvole nere. Le sembrò di sentire delle voci e si nascose dietro un cespuglio. Ad una  decina di metri passarono correndo due persone, dalle voci un uomo ed una donna, ma erano trafelati e parlavano un’altra lingua, che aveva già sentito da qualche parte. Non riuscì a decifrare bene le parole. I due sembravano terrorizzati e stavano scappando di sicuro. Da cosa? si chiedeva… Quasi non fece in tempo a vederli che sparirono dalla sua visuale. Paura e delirio a NoraAncora una volta si fermò a riflettere. Chi erano quegli strani individui con abiti visti solo nei vecchi film sulla vita torbida di Cleopatra? Aspetta… Nostrum? Avevano detto nostrum? Era uno scherzo? Parlavano in latino? Adesso sì che era nei guai… All’improvviso si illuminò, ma certo… era un set cinematografico. Strano che non ne avesse sentito parlare in paese,  ma non poteva essere altrimenti. Si sollevò e, armata di uno strano coraggio, si inoltrò nel sentiero. Paura e delirio a NoraSalì una piccola collinetta e si trovò un orribile paesaggio davanti. Le rovine non erano rovine, ma c’erano degli edifici più avanti. Erano quasi distrutti da quei fuochi. Di persone neanche l’ombra, solo delle tracce confuse. Quelle che non erano bruciate… Per essere un cast cinematografico era troppo realistico e soprattutto dov’era il regista? Ci doveva parlare urgentemente col regista… Gliene doveva dire quattro…
Paura e delirio a NoraIn lontananza vide degli uomini. Erano vestiti diversamente, portavano delle pelli ed erano molto corpulenti. Trascinavano via due ragazzi nudi legati con delle catene. A meno che non si trattasse di un film porno sadomaso, non poteva proprio trattarsi del set di un film. Cadde nel panico, doveva nascondersi. Uno degli uomini si girò da quella parte e vide qualcosa muoversi. Lei stette immobile dietro un grosso masso. Gli uomini mugugnarono qualcosa e sentì qualcuno avvicinarsi. Paura e delirio a NoraIl cuore le batteva all’impazzata, era come se una mandria di buoi inferociti le corresse dentro. I passi erano sempre più vicini e poteva vedere l’ombra di uno di quegli energumeni avvicinarsi. Per la seconda volta nella giornata un terrore di morte la avvolse completamente paralizzandola. L’uomo superò la roccia e la vide. Era grosso e sporco. I capelli lunghi, così come la folta barba rossa. Uno strano copricapo in metallo e l’espressione più crudele che avesse mai visto. Non riusciva a muoversi dal terrore, si accartocciò in se stessa come per difendersi. Sentì una mano che l’afferrava e svenne.

CONTINUA (E FINISCE) NELLA PROSSIMA PUNTATA…

Credits:
Foto (C)2012 Marilena Riello – Blog | Flickr

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23 commenti

  1. Complimenti vivissimi, fa’ piacere sapere che una ragazza originaria di Pula sia cosi’ brava,Mi farebbe piacere saper le origini della Tua Famiglia, Mia Madre faceva Picci di cognome, magari siamo anche parenti.Al piacere di conoscerti.
    Tore

      • Certo, era cugino di Mia Madre, Sei per caso la Figlia di Enzo ? se si, molto probabile conoscerai miei figli, Alessia e Filippo .
        Mia Madre era la sorella di Cicchino Picci, detto Zinghello.
        Ciao, fammi sapere

      • Si, sono proprio la figlia (grande) di Enzo… Voi siete i Picci che abitano all’entrata di Pula venendo da Santa Margherita giusto? I tuoi figli non li conosco personalmente, ma di vista a Pula ci si conosce un po’ tutti (almeno i miei coetanei, visto che vivo a Cagliari da circa 17 anni, quindi non conosco le nuove generazioni). Però ero in classe alle medie con Marco, che dovrebbe essere tuo parente…

      • No quello e’ mio Cugino Gianni, io sono Pisu di cognome, detto (carrettoni), Picci era Mia Madre, Mio padre Felice Pisu, quindi Alessia Pisu del 1977 e Filippo del 1974, forse sei stata a scuola con Alessia. Mi ha fatto molto piacere sapere chi sei e Ti Auguro tanto successo. Se sei su Face BOOk ti chiedero’ l’amicizia
        Ciao
        Tore

      • Grazie!!! Si, conosco Alessia, anche se è più piccola di me… Ha fatto molto piacere anche a me!!! Si, su facebook ci sono e mi fa piacere averti fra gli amici 😉

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