Il fotografo della settimana – La fotografia concettuale di Misha Gordin

“Fin dall’inizio del mio coinvolgimento nella fotografia ho considerato l’idea la cosa più importante del processo produttivo. Capisco anche l’importanza della tecnica in un processo di creazione di un’opera d’arte. Ho impiegato anni per impadronirmi di una buona tecnica. Queste conoscenze possono essere imparate da quasi chiunque sia coinvolto nel processo produttivo. Ma la capacità di creare idee è un talento dato da Dio”.

Misha GordinC’è chi basa sulla tecnica il suo lavoro fotografico e chi, invece, come Misha, sul concetto che si vuole rappresentare. Spinto da quest’idea, il giovane fotografo a 19 anni iniziò a fotografare con l’intento preciso di creare un proprio stile personale in grado di dare forma ai pensieri che gli frullavano per la testa. Fu così che, mosso dal “suo disgusto verso le autorità comuniste”, lasciò Riga, sua città d’origine, alla volta degli Stati Uniti. Questo accadeva nel 1974. Dopo anni di ricerca e sperimentazioni varie, egli riuscì a creare un’opera concettuale discostandosi dalla tecnica digitale ed avvalendosi invece di una tecnica tradizionale di fotomontaggio (attraverso l’ingrandimento di immagini provenienti da diversi negativi). Alcune sue opere arrivano ad assemblare più di 100 diversi negativi.


“Uso una tecnica multipla di fotomontaggi tramite ingrandimenti di immagine stampate da diversi negativi. Negli anni ho preferito questa tecnica e adesso posso fare quasi tutto quello che si ottiene con Photoshop. Ma le manipolazioni digitali hanno un grande vantaggio. Hanno un comando “annulla”. Nel mio caso, alcuni errori nella fase di stampa sono decisivi e mi riportano indietro al primo passo”. 

Per quanto riguarda la concettualità del lavoro di Gordin, le sue foto disegnano mondi pieni Misha Gordinzeppi di allegorie e di sentimenti. Egli rappresenta la solitudine e le paure dell’uomo, la sua fragilità nel rapportarsi a concetti quali l’umanità, i limiti che ne derivano e quindi anche la morte. La morte che diventa l’unica certezza in una vita senza un senso definito. L’uomo si trova disorientato verso la sua stessa esistenza, per cui non gli resta che il sogno, strumento che gli permette di conoscere meglio se stesso e il suo essere nel mondo.
L’uso del bianco e nero, i toni e le ombre usati dall’artista rappresentano l’inconscio, una via che consente all’uomo di superare la sua finitezza. Il tutto infarcito da una profonda poesia…

Per saperne di più / Useful links:
Misha Gordin – Website
Misha Gordin – Facebook



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