Pane, nutella e Skepto

Mi sveglio. E’ ancora notte fonda. Mi giro e mi rigiro ma riaddormentarsi sembra impossibile. Mi alzo e mi dirigo ad occhi chiusi verso il nascondiglio della nutella. Afferro il barattolone di morettiana memoria ed inizio a spalmare sul pane la sostanza libidinosa. Sono come in trance, mentre cerco di scacciare gli insidiosi pensieri che mi tolgono il sonno.
Skepto 2013A me Skepto fa questo effetto. All’improvviso arriva e, quasi manco ripresami dal Down dell’anno scorso, eccolo schiaffeggiare la mia immaginazione con un’inarrestabile mareggiata di stimoli e sensazioni contrastanti. Insomma un gran calderone di emozioni, denso quanto (se non più) quel nutellone scaccia-mostri…
Tra l’altro quest’anno ho tenuto la promessa che avrei partecipato a più giorni di proiezioni, per cui ho ad assistermi un immenso patrimonio di immagini da smistare: un amalgama indefinito da decifrare. E io adoro gli enigmi.

Skepto - AlexisPartiamo in sequenza. Tutto è nato dall’horror, genere difficile e non tra i miei preferiti, ma che ha saputo regalarmi delle irresistibili paranoie anche nel post visione. In particolare, il mio sonno è stato piacevolmente interrotto dal bambino-arma Alexis (10′, Spagna), che cerca di sfondare la porta della mia stanza, dopo aver assassinato selvaggiamente  i genitori, i dottori che lo interrogano ed infine i  responsabili della sua condizione.
Mi desto, afferro la fetta cremosa di nutella che ho previdenzialmente poggiato al mio capezzale e l’azzanno ferocemente. Solo così riesco a riprendere sonno, ma mi appare il vecchio mangianastri matto di Schtocknacht (13′, Germania). Lo fisso, guardo verso il muro. Mi appare una luce e, da uno spiraglio, intravedo una donna nuda con le mani legate che si lamenta disperata. A fianco a lei il suo assassino con una maschera da saldatore. In mano un’ascia, la colpisce e poi ancora, sento il rumore della sua carne lacerata. Urlo terrorizzata e spengo il mangianastri. E se lo riportassi indietro? Forse le cose cambierebbero… Skepto - SchtocknachtEd infatti la storia riparte da capo, la donna è di nuovo viva. Devo fare qualcosa per salvarla, cambio il suo destino. Peccato che a quel punto cambi anche il mio, perché lo psyco-macellaio se la prende con me: “Ma io non c’entro nulla!”, urlo, ma è troppo tardi… Apro gli occhi. Sono tutta sudata, mi tocco la testa. Nessun’ascia conficcata in fronte. Stavolta son salva, mi ripeto afferrando un cucchiaio e immergendolo nella crema nocciolata.

Forse è meglio lasciar stare questo genere. In una notte sono invecchiata di 20 anni e ho acquisito manie di persecuzione degne della peggiore schizofrenia. Forse è meglio che mi dia Skepto - Perfettoalla commedia, genere molto più adatto in vista di un futuro roseo e sorridente.
Ad aiutarmi a superare l’impasse ansiolitico arriva il cameriere di Perfetto (11′, Italia), col suo riporto e la faccia bruciata dal sole. Lo rivedo tornare al tavolo del cafonazzo pieno di sé che poco prima lo ha umiliato di fronte a tutti e rivivo gioiosamente il momento in cui sgretola le sue certezze boriosamente acquisite, concludendo con la legittima confessione di aver pisciato nella deliziosa minestra di pesce poc’anzi da lui assaporata ed osannata. Il quadro si chiude in modo “Perfetto”, mi ripeto, mentre addento sovrappensiero la seconda fetta di pane tostato dovutamente cosparsa di sostanza cioccolamentosa.
Skepto - The BaumannsLa risata sgorga spontanea e si prolunga al pensiero della coppia svizzera di The Baumanns (18, Svizzera). Marito e moglie felicemente integrati nel proprio contesto condominiale, o almeno lo erano prima di compromettere la propria tranquillità con l’invito a cena dei Baumanns: i vicini di casa che, da quel momento, si installano permanentemente a casa loro. A volte la cortesia diventa un insidioso ostacolo alla propria serena sopravvivenza, visto che l’incapacità di mandar via gli ospiti, si traduce nell’incubo di non scrollarseli più di dosso.

Skepto - AbuelasMa la vita non è fatta solo di spavento e risate. Ad un certo punto del cammino, ci si imbatte inevitabilmente nella profondità del vivere stesso, che porta all’interiorizzazione, a riflettere sul mondo e la sua storia densa di contraddizioni, come quella dei desaparecidos in Argentina, raccontata dal corto che ha vinto il festival nella sezione short films: Abuelas (Grandmothers) (10′, Gran Bretagna). Il punto di vista è quello di una nonna che assiste alla sparizione della figlia incinta che non rivedrà mai più, arrestata perché considerata ostile al regime. Il video suggerisce delle immagini molto crude sui lanci delle donne catturate dagli aerei e sul successivo affidamento dei figli ad altre famiglie. La voce della donna racconta dolorosamente la perdita ed il tentativo di ritrovare il Skepto - Finalenipote, ricerca che si conclude con successo solo dopo 30 anni. Una forte emozione s’impossessa di me, mentre sento il lamento delle Nonne di Plaza de Mayo; un dolore che non sarà mai placato nonostante le vittorie ottenute, una lacerazione che non avrà mai fine…

Una menzione particolare va al corto Finale (8′, Ungheria), dove, all’apprezzamento di tipo propriamente contenutistico, viste le sue qualità sintetiche ed umoristicamente argute, si somma la considerazione di alto valore tecnico e qualitativo nell’esecuzione perfettamente riuscita in piano sequenza.
Skepto - BuioPer finire vorrei citare, con estremo orgoglio e soddisfazione, il corto Buio (12′, Italia) dei sardi Jacopo Cullin e Joe Bastardi, che ha ricevuto una menzione speciale. Il corto racconta di Vincenzo, un ragazzo che ha perso entusiasmo e fiducia verso l’amore. Egli si confida col suo amico anziano Mauro, che, oltre a rispondere ai suoi dubbi, lo trascina in un turbinio di eventi a bordo di una simpatica cinquina rossa.
Morale della favola (e medicina per l’anima): tornare bambini, ritrovando la purezza essenziale dei sentimenti.

Skepto 2013Purtroppo lo spazio a mia disposizione è finito. Potrei continuare ancora, ma ne uscirebbe un trattato di sbrodolamento corto-cinefilo che snaturerebbe questo post. Quello che rimane da sottolineare, a parte l’alto livello qualitativo dei film in concorso, è sicuramente l’impegno di tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita del festival, ma soprattutto dei ragazzi (volontari) dell’associazione che, anche quest’anno, sono riusciti ad organizzare una manifestazione di alto valore. Skepto ha infatti portato alla città di Cagliari una ventata di freschezza sia culturale che sociale, visto che il quartiere della Marina si è rianimato, popolato di eventi e persone spinti non solo dalla comune passione per il cinema, ma anche dalla curiosità per questo mondo normalmente circoscritto agli addetti ai lavori.
Skepto 2013Quest’anno il pubblico della manifestazione è cresciuto tantissimo, tanto che le istituzioni (in particolare nella persona dell’assessore alla Cultura del Comune di Cagliari) hanno in parte contribuito al successo dell’evento, offrendo la possibilità di proiettare i corti in piazzetta San Sepolcro nella giornata finale del festival. Speriamo che questo sia solo l’inizio di un futuro coinvolgimento delle stesse istituzioni, perché il festival possa crescere qualitativamente anche a livello degli spazi  e delle risorse utilizzati nella manifestazione.

Bene, a questo punto è pure finito il barattolone della lussuriosa sostanza scacciapensieri.
E adesso chi ci sale sulla bilancia… Ok, mi metto a dieta, l’anno prossimo mi gusterò Skepto a pane e acqua.
Toglietemi la nutella, ma non il mio Skepto!

Stay Skepted!

Per saperne di più:
Skepto – International Film Festival – Sito web | Facebook

Credits:
Foto in galleria di Marilena Riello FlickrBlog – – Facebook fan page

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Un commento

  1. […] DELL’OPERA: Con questo corto, di cui ho avuto già modo di parlare in occasione di Skepto 2013, Corrado Ravazzini ci regala un dipinto dell’uomo sicuro di sé, forte e affermato. Quel tipo […]

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