Waiting for Vienna vers. 2015

Waiting for Vienna vers. 2015 - Klimt, Schiele & more...

Pochi giorni fa mi sono imbattuta in un vecchio post che, a quanto pare, un anno fa circa, è diventato virale e ha fatto il giro del mondo. A me sinceramente era sfuggito per cui lasciatemelo riproporre adesso perché mi ha fatto riflettere sul viaggio e sull’esigenza, per me sempre più prorompente, di far le valigie e andar per capitali a inseguire l’arte e l’avventura.
Il post di cui vi parlo, che è stato tradotto in 20 lingue diverse, si intitola “Non uscire con una ragazza che viaggia” ed è scritto da Adi Zarsadias, una travel blogger e insegnante di Yoga. Dopo un’attenta lettura e un serio esame di coscienza, ho scoperto di rientrare nella descrizione di Adi. Questa nuova consapevolezza è stata ulteriormente convalidata dal fatto che, qualche giorno prima, avevo giusto fatto il biglietto per la mia ennesima meta estiva. Come già avrete capito se frequentatori di queste pagine, ogni anno una parte delle mie ferie estive viene occupata da un viaggio più relativo diario condiviso con voi lettori.
Quest’anno avevo tre destinazioni in gara e ha vinto Vienna. La mia decisione è stata motivata da diverse questioni, una delle quali è l’esigenza di variare gli argomenti del blog. Dopo AteneBarcellona sotto un’ottica street art, torniamo a una destinazione più impostata e classica come lo è stata Praga con David Cerny o Barcellona con Antoni Gaudì.
Non nego di aver già fatto delle ricerche sulla street art a Vienna, ma l’argomento sarà trattato più avanti e in modo meno approfondito del solito, anche perché la città austriaca non è caratteristica in questo senso.
Stavolta pensiamo ad artisti come Gustav Klimt e Egon Schiele, pensiamo alla Secessione viennese, il distacco di alcuni artisti dalla tradizione accademica per abbracciare la corrente che in Francia era chiamata Art Nouveau e in Italia Stile Liberty. Parleremo di arte, architetturamusica, non scordate Beethoven e Mozart giusto per citare due a caso. Ovviamente ciò implicherà uno sguardo sull’Austria, le sue tradizioni, la sua cultura e la sua storia, o perlomeno quella relativa agli argomenti in esame. Come da consuetudine, condividerò sul blog i miei studi preliminari sulla città, la sua arte, le curiosità e tutto ciò che riterrò interessante.
Bene, per ora è tutto, rimando le trasmissioni al primo studio targato Waiting for Vienna.
Ah no, prima di chiudere, un consiglio spassionato… Non uscite con una ragazza che viaggia!

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12 commenti

    • Felice di constatare ancora una volta un’assonanza di gusti. Però inizierò con Klimt anche per questioni cronologiche. Non voglio anticiparti nulla ma ho scoperto in lui una personalità particolare, quasi da macchietta, per cui immagina… Inoltre il periodo storico è molto interessante, soprattutto l’avvento dell’Art Nouveau e lo scontro con l’Accademia…
      E poi c’è Mozart che adoro fin da ragazzina, lo ascoltavo sul walkman figurati ah ah ah
      Vedremo cosa verrà fuori, soprattutto dal viaggio che ripercorrerà tutto lo studio. Andrò in musei in cui ci sono grandi collezioni di Klimt e Schiele, mi troverò di fronte a “Il Bacio” di Klimt e forse, lo spero (non ho ancora trovato info su dove sia), di fronte alla “Donna seduta con la gamba piegata” di Schiele che è uno dei miei preferiti…
      Questo:

      Non è meraviglioso?

    • Grazie Marisa, anche se stavolta è davvero semplice: le opere di Klimt hanno una potenza tale che non avrebbero bisogno di parole ed è quello che farò di fronte a loro: sospenderò il giudizio. Però adesso, nel frattempo, visto che di tempo ce n’è tanto, lo vorrei impiegare per capire cosa rappresentano. Certo il complesso simbolismo di Klimt non permette sempre una comprensione totale degli elementi che compongono le sue opere, però, conoscendo meglio la sua singolare personalità, si può giungere a una visione più completa della sua poetica. Accidenti, non vedo l’ora di esser lì 😉
      Grazie ancora!

  1. Non vedo l’ora di leggere qualcosa, mi piace molto l’argomento che hai scelto (ricordo che il Museo del Belvedere mi colpì moltissimo, mi piacerebbe tornarci).
    Vienna è bella ma non è tra le mie città preferite, ma l’Austria in generale mi piace molto. E se c’è la possibilità di imparare qualcosa mi fa sempre piacere.
    Ciao,
    Alice

    • Il Museo del Belvedere è, per ovvie ragioni, una delle prime mete a Vienna… Vedremo che impressione avrò della città… ti dico la verità, anch’io tendenzialmente preferisco metropoli più moderne ma saprò apprezzare, non ho dubbi!
      Grazie per la fiducia 🙂

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