I grandi dell’arte – Gustav Klimt – Parte 1: Pre Secessione

Gustav Klimt - Allegory of the Elocution - Ceiling painting in the Burgtheater, Vienna, 1886
Gustav Klimt – Allegory of the Elocution – Ceiling painting in the Burgtheater, Vienna, 1886

Di pregiatissimi artisti con la sindrome di Peter Pan, ricche committenti con un debole per gli artisti pregiati, modelle languide e disponibili con un debole per la sindrome di Peter Pan, giovani fanciulle sedotte e abbandonate, quadri scomparsi disgraziatamente, tentativi di allontanamento dall’accademismo e altre curiosità sulla vita di Gustav Klimt pre-Secessione…

È con grande orgoglio misto al timore (e tremore) reverenziale che si riserva ai grandi geni che ho il piacere di dedicare questa nuova puntata de I Grandi dell’arte all’artista austriaco Gustav Klimt (1862-1918). In realtà, come già anticipatovi, questa scelta nasce dall’esigenza di conoscere autori e opere con cui verrò a contatto nel mio prossimo viaggio a Vienna. A mia discolpa posso dire che il viaggio nella capitale austriaca è motivato anche dalla presenza delle sue opere.
Gustav Klimt nel 1914La verità è che, a voler conoscere bene Vienna e tutti gli stimoli culturali e artistici che si sono alternati, ci vorrebbero anni. Io ho pochi mesi, per cui cercherò di farmi un’idea del clima storico e culturale che ha segnato uno dei periodi di maggiore fermento artistico in Austria. Parlo dell’Impero austro-ungarico (1867-1919) che ha accolto grandi pensatori come Freud e Wittegenstein, musicisti come Mahler e Schönberg, architetti come Olbrich, Hoffmann e Wagner, e pittori come Klimt e Schiele che morirono proprio negli anni in cui l’Impero si dissolse.
Impossibile dunque non parlare della Secessione viennese, nata nel 1897, che portò un distacco dall’Accademia delle Belle Arti e dalla tradizione artistica attraverso l’apporto di quella che veniva chiamata, a seconda della nazione, Art Nouveau, modernismo o Liberty. Klimt fu uno dei più grandi esponenti di questa corrente, anzi fu nominato presidente della Secessione Viennese.
Ma non fu sempre così. Per capire la personalità di Klimt, a mio parere, bisogna conoscere la sua storia: il suo vissuto familiare, i suoi studi e la produzione artistica precedente al periodo della Secessione. Per questo motivo la prima parte di questo studio sarà dedicata a questa fase della sua vita.

Gustav Klimt - Portrait of Serena Lederer, 1899Prima di tutto vorrei anticiparvi la singolare personalità di Gustav. Sapete che ho un debole per le peculiarità comportamentali e il nostro artista ne aveva parecchie. Che siano dicerie o meno non è dato saperlo però è giusto tramandare il gossip storico, anche perché rende umane delle personalità prestigiose spesso deificate. Per farla breve Gustav era un amante delle donne tanto che si intrattenne più che amichevolmente con parecchie delle sue modelle e con le committenti dell’alta borghesia. Non si sposò mai ma riconobbe 14 figli e chissà quanti altri non seppero mai di discendere dal grande artista.
Questo suo vizietto gli costò anche una piccola bagarre storica perché sedusse con toccata e fuga Alma Mahler, figliastra di Carl Moll, vicepresidente del movimento della Secessione, a cui dovette inviare una lettera di scuse che diceva:
La signorina certamente era a conoscenza di quanto si diceva su di me, sulle mie relazioni, molto di vero, molto di falso, io stesso non so molto di preciso sulle mie relazioni e non intendo nemmeno chiarirmelo – di una cosa sola sono certo: che sono un povero pazzo.
E così liquidò la questione, Carol Moll lo perdonò e la povera Alma, col cuore infranto, dichiarò:
Ha rinunciato a me senza combattere, mi ha tradita.

Gustav Klimt - Portrait of Clara Klimt, 1883Visse sempre con la madre e due sorelle, ebbe solo una relazione importante con Emilie Flöge, la sorella della cognata, che gli stette vicino fino alla morte. Alcuni vociferano che fossero sposati e che lui la tradisse in modo seriale, altri che fossero dei semplici amici e questo giustificherebbe la tolleranza della donna. Sembrerebbe più accreditata questa seconda versione e, in effetti, sembra difficile che la donna abbia potuto sopportare tante amanti quante le donne dipinte nei suoi quadri e ben 14 figli fuori dal matrimonio. Soprattutto in quel periodo.
Si rifaceva coi gatti che amava profondamente e con cui riusciva a passare più del tempo di una sessione di posa senza sentire la necessità di scappare.
Non gli piaceva viaggiare, si sentiva a proprio agio solo a casa sua a Vienna e sull’Attersee nel Salzkammergut, dove trascorreva tutte le estati. Si rifaceva studiando i grandi maestri in patria, come al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dove conobbe il lavoro di Diego Velázquez che lo folgorò.
Klimt dichiarò ironicamente:
Esistono solo due pittori: Velázquez e io.
Klimt riuscì a compiere una fusione fra il suo stile e quello di Velázquez nell’opera più tarda “Portrait of Fritza Riedler” (1906).

Gustav Klimt - Il Teatro Antico di Taormina, Burgtheater, ViennaMa iniziamo dal principio. Gustav Klimt nasce a Baumgarten, sobborgo agricolo di Vienna, nel 1862 da padre orafo e madre casalinga annoiata con velleità da cantante lirica. La famiglia è assai numerosa, Klimt è il secondo di sette fratelli con altri tre maschi e tre femmine. A causa della crisi dovuta alla fallimentare Esposizione Universale di Vienna del 1873, i genitori di Gustav non poterono mandarlo all’Accademia e fu così che nel 1876 frequentò la Kunstgewerbeschule, una scuola d’arte e mestieri che gli consentì di imparare, oltre a quelle tradizionali, tecniche artistiche diverse come la ceramica e il mosaico. I suoi studi furono comunque in linea coi canoni accademici e l’arte del passato.
Tutti i maschi della famiglia Klimt manifestarono una spiccata propensione verso le arti ma fu con Ernst, il più piccolo dei fratelli, che egli fondò la Künstlercompagnie. Insieme ai due fratelli c’era anche il pittore Franz Matsch con cui Gustav ottenne, nel 1979, la commissione per la decorazione del cortile del Kunsthistorisches Museum. Gustav Klimt - Auditorium in the Old Burgtheater in Vienna, 1888
Il professor Laufberger fu molto importante in questa fase perché presentò (e appoggiò) Gustav agli architetti Fellner e Helmer, specialisti nella progettazione di teatri con cui, nel 1882, egli iniziò a collaborare.
Da quel momento partirono tutta una serie di commissioni: nel 1879 allestì la parata storica per le nozze d’argento di Francesco Giuseppe, nel 1880 dipinse le quattro allegorie del Palazzo Sturany a Vienna e il soffitto della Kurhaus di Karlsbad, fra il 1886 e il 1888, con Ernst e Franz Matsch, si occupò della decorazione del Burgtheater di Vienna. Dopo quest’opera i due fratelli differenziarono il loro stile, in quanto Klimt iniziò il suo percorso di allontanamento dall’accademismo, e iniziarono a lavorare in modo indipendente.
Gustav Klimt - The Allegory of sculpture, 1889Nello stesso periodo l’editore Martin Gerlach incaricò Klimt di illustrare la pubblicazione Allegorien und Embleme, opera “in grande stile” con immagini allegoriche. D’altronde l’influenza di Hans Makart, coi suoi soggetti mitologici, storici e allegorici, si faceva sentire tanto che Klimt, prima di prendere la sua strada, veniva considerato il suo continuatore.
Nel frattempo si sparse la voce e iniziarono a commissionargli numerosi ritratti. Klimt partiva da una fotografia e la riproduceva con una precisione e un realismo che lo resero leggendario per il suo perfezionismo.
Vi racconto una storiella ambientata un po’ più tardi, nel 1899, ma che vi fa capire bene questo suo lato:

Serena Lederer, una sua importante mecenate, gli commissionò il ritratto della figlia Elisabeth Bachofen-Echt. Per tre anni Klimt sottopose la ragazza a interminabili sedute di posa e la ritrasse in diverse posizioni ma non si sentiva mai soddisfatto del risultato. Il rapporto fra i due non doveva essere dei migliori visto che Elisabeth non era d’accordo né sulle pose, né sugli abiti che lui aveva voluto lei indossasse. Arrivarono allo scontro e son famose le parole di Klimt che sbottò:
Dipingo una ragazza come mi pare e piace e basta!“.
Gustav Klimt - Portrait of Elisabeth Baroness Bachofen-Echt, 1914Elisabeth non si fece di certo scoraggiare e, dopo tre anni di attesa e pose estenuanti, andò nello studio del pittore e si prese il suo ritratto. Si narra che, quando Klimt vide il quadro appeso in casa Bachofen-Echt, dichiarò contrariato:
Non le assomiglia per niente!“.
La cosa non disturbò minimamente Serena Lederer che gli commissionò un ritratto per sua madre Charlotte Pulitzer, parente di Joseph Pulitzer, sì proprio lui quello del Premio giornalistico. Si vocifera che fra Klimt e Serena ci fosse del tenero e che Elisabeth fosse sua figlia naturale ma io non ci credo mica, non sarebbe da lui…

Questa è la storia delle tre opere “Portrait of Serena Lederer” (1899), “Portrait of Baroness Elisabeth Bachofen-Echt” (1914)  e “Portrait of Charlotte Pulitzer” (1915), che, come potete vedere dalle immagini in galleria, hanno già evidenti influssi di Art Nouveau. Questi capolavori fecero ahimè una brutta fine: nel 1940 Serena Lederer, che era ebrea, si vide confiscare le opere e dovette scappare a Budapest dove morì tre anni dopo. La collezione venne trasferita dalla Gestapo nel castello di Immendorf che fu poi dato alle fiamme nel 1945 perché non cadesse nelle mani degli Alleati. Insomma, questi tre quadri son andati disgraziatamente in fumo.

Gustav Klimt - Egyptian Art - Mural painting in the Kunsthistorisches Museum, Vienna, 1890La fama di Klimt crebbe tanto che, nel 1888, ottenne un riconoscimento ufficiale dall’imperatore Francesco Giuseppe e le Università di Monaco e Vienna lo nominarono membro onorario. Poi successe qualcosa che segnò la vita del pittore: nel 1892 morirono in successione suo padre e il suo adorato fratello ed ex-socio Ernst. Gustav si accollò il mantenimento della famiglia del fratello defunto e fu in quel periodo che conobbe la famosa Emilie Flöge, sorella della moglie.

Bene, si chiude qui la prima parte di questo studio su Gustav Klimt. Spero di essere riuscita a farvi un quadro generale della sua personalità perché sarà indispensabile per comprendere lo strappo del periodo della Secessione.
Alla prossima allora, vi lascio alle opere e al video con la musica celestiale The Age of Innocence di Van Syla.

STAY KLIMTED!

Bibliografia:
Gustav Klimt – Wikipedia | Klimt Museum | Gustav Klimt – Aneddoti | Centroarte.com – Klimt

I GRANDI DELL’ARTE – Gustav Klimt:

  1. Gustav Klimt – Parte 1: Pre Secessione (tu sei qui)
  2. Gustav Klimt – Parte 2: Secessione
  3. Gustav Klimt – Parte 3: Periodo aureo [1]
  4. Gustav Klimt – Parte 3: Periodo aureo [2]
  5. I grandi dell’arte – Gustav Klimt – Parte 4: Periodo maturo
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13 commenti

  1. Delizioso articolo su un grande pittore nel periodo pre secessione. Veramente un grande artista. Grazie Barbara per i tuoi post sempre interessanti e culturalmente importanti. Un caro saluto.

  2. lodevolissima questa tua iniziativa di portare alla conoscenza dei non addetti ai lavori la grande opera dei grandi che per motivi di tempo, cultura ed altro restano ignoti ai più; cosi facendo porte un po’ di luce.

    • Grazie glencoe. In realtà questi studi sui grandi dell’arte sono sempre motivati da viaggi che io faccio nelle loro città d’origine. Prima li studio e poi vado a godermeli. Mi piace condividere ciò che studio coi lettori, anche perché poi seguiranno le mie gesta nelle città di destinazione. È come avere dei compagni di viaggio virtuali 😉

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