Appunti di viaggio

New York day-by-day – Soho, Tribeca e Greenwich Village (Day 8)

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New York è un posto incredibile, che unisce l’umanità; a New York non ti senti uno straniero, ti senti parte di qualcosa.
Rula Jebreal

New York, 24 agosto 2016

East Village, ore 20:30
Note dolenti accompagnano il mio risveglio, dolore e disperazione dalla patria, luogo in cui ieri notte è avvenuto un terribile terremoto che ha distrutto le vite di numerose persone. Mi sento vicina, mi raccolgo in silenzio e mi unisco al terribile lutto che ha colpito la mia terra. Il mio racconto sarà dunque privo di fronzoli e arricchito da video e foto.

Parto tardi e con molta calma dirigendomi verso la mia meta odierna. Oggi ho deciso di visitare alcuni dei quartieri tipici di New York. Prima però passo in Mott Street a far colazione all’Epistrophy dove mi accoglie un ottimo cappuccino.

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Scendo poi su West Broadway percorrendo il quartiere di Soho, acronimo di South of Houston (Houston sta per Houston Street), fermandomi a osservare la sua architettura e a immortalare i suoi caratteristici edifici in ghisa. Ecco alcuni degli scatti realizzati.

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Scendo ancora a sud verso TriBeCa, acronimo di Triangle Before Canal (Canal sta per Canal Street), quartiere famoso perché sede del celebre Tribeca Film Festival, importante manifestazione fondata nel 2002 dalla produttrice cinematografica Jane Rosenthal, suo marito Craig Hatkoff e Robert De Niro per ridare slancio economico e culturale al quartiere dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle.
Ve ne parlo nel video che segue registrato in Varick Street che ospita, al numero 54, i Tribeca Cinemas dove si svolgono annualmente le proiezioni.

Faccio il percorso inverso risalendo su West Broadway dove fotografo altri scorci, curiosità e particolari tipici di Soho, quartiere famoso anche per le gallerie d’arte.

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Parcheggio

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Arrivo alla terza meta del mio itinerario, il Washington Square Park, piazza-parco al confine col leggendario quartiere del Greenwich Village.
Nel video che segue riesco a stento a darvi qualche informazione tanto sono rapita dal luogo. Apprezzate lo sforzo di mantenere alta l’attenzione, non immaginate quanto l’atmosfera sia contagiosa e tenda a risucchiarmi col suo intenso ammalio. Ecco video e gallery.

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Fontana in Washington Square Park

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Washington Arch in Washington Square Park

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Caratteristica del quartiere, che ho scordato di menzionare nel video, è la particolarità della struttura delle sue strade. Se infatti tutta Manhattan si sviluppa in modo ordinato fra strade crescenti (Street, es. 1st, 2nd, 3rd Street) che intersecano in modo perpendicolare altre strade (Avenue, es. 1st, 2nd, 3rd Avenue), in Grenwich Village le strade sono disordinate e rispettano l’originale struttura delle fattorie che un tempo la caratterizzavano. Ci troviamo infatti nel Meat Packing District di cui vi ho già parlato a proposito del Withney Museum of American Art e High Line, anch’essi ospitati da questo quartiere.

Perlustro la piazza invasa da artisti di strada, persone stravaganti, barboni e strafatti perfettamente integrati fra famiglie con bimbi, persone che portano a spasso il cane, bambini che giocano e vecchietti che fanno la loro passeggiata. Una convivenza assolutamente equilibrata densa di rispetto reciproco degli spazi e soprattutto delle scelte. È un ambiente che mi piace, sto bene e non vorrei andar mai via.

(Negli ultimi giorni di questo viaggio, che ho deciso di ritagliare fuori dai diari, mi inoltrerò nel cuore del quartiere per scoprire la sua essenza più vera, ma per farlo, appunto, dovrò essere sola.)

Mi sposto in una panchina più vicina al gruppo di musicisti che poi scopro chiamarsi NYC Jazz Underground.

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NYC Jazz Underground

La loro musica mi inebria. Eccone un assaggio, come anche della varietà di personaggi che vivono la piazza. Enjoy!

Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio principale è poco credibile.
Woody Allen daily pill

Stay NYed!

1 risposta »

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