Il Caso Brancusi: lo scultore contro il governo degli Stati Uniti [Parte 1: Il fatto]

Eve Arnold , Silvana Mangano con una scultura di Brancusi , MoMA, New York, 1956

Eve Arnold , Silvana Mangano con una scultura di Brancusi , MoMA, New York, 1956

Cosa troverete: un doganiere aspirante critico d’arte che scambia una scultura per un utensile da cucina, Constantin Brancusi che non la prende bene e denuncia il governo degli Stati Uniti, Marcel Duchamp che si contiene dal malmenare il doganiere, la Galleria Brummer che espone le sculture di Brancusi in una mostra curata da Duchamp, l’astrattismo che finisce sotto processo e altre avvincenti avventure del duo Brancusi-Duchamp nel magico mondo di New York City.

Constantin BrancusiNell’ottica costante, seppure anche frutto di casualità, di tenere l’obbiettivo puntato sul 900 e gli stravolgimenti che questo ha portato nel mondo dell’arte, credo sia interessante conoscere la bagarre fra lo scultore rumeno Constantin Brancusi (1876-1957) e il governo degli Stati Uniti, il famoso Caso Brancusi.
Oltre alla vicenda in sé, è interessante entrare nel dettaglio delle dissertazioni del celebre processo che regolò la disputa, che fanno ben capire quanto l’astrattismo fosse ancora un concetto lontano dall’essere compreso e assimilato.
Cosa c’entra l’astrattismo in una disputa giudiziaria? È proprio questo il bello, c’entra eccome!

Siamo nel 1926, anno in cui Constantin Brancusi ha già acquisito una certa fama ed esposto le sue opere, oltre che in Europa, già una volta negli States all’Armony Show (1913).
A Parigi, città in cui si è stabilito, l’artista ha collaborato con Auguste Rodin e frequenta artisti come Henri Matisse, Amedeo Modigliani e Fernand Léger, Brancusi Studio a Parigi, 1920tramite i quali si avvicina alla corrente del primitivismo.
Inoltre diventa amico di Marchel Duchamp (1887-1968), attraverso il quale si accosta anche al movimento Dada. Questi lo prende in simpatia e decide di aiutarlo a promuovere le sue opere negli Stati Uniti.
Ed è proprio per questo motivo che, nel settembre del 1926, Brancusi e Duchamp scendono da una nave al Porto di New York. Lo scultore, infatti, deve partecipare a una mostra, curata da Duchamp, alla Galleria d’avanguardia Brummer. Ma qualcosa va storto.
Un solerte funzionario della dogana con velleità di critico d’arte, infatti, apre i bauli dello scultore e ne estrae uno strano oggetto di bronzo lucido dalle forme stilizzate montato su una base di metallo. Brancusi non fa in tempo a dichiarare che si tratta di un’opera d’arte, che il doganiere gli ride in faccia chiedendogli cosa vorrebbe rappresentare.
Constantin Brancusi. Bird in Space. 1928. Bronze, 54 x 8 1/2 x 6 1/2″ (137.2 x 21.6 x 16.5 cm)Un uccello che si libra in volo. Il suo titolo è ‘Bird in Space‘ (Uccello nello Spazio)“, risponde Brancusi.
Ma quello non è un uccello. Manco per idea!“, replica il primo pensando lo stiano prendendo in giro.
Guardi che quello che ha davanti è un noto scultore che ha anche già esposto all’Armory show!“, aggiunge Duchamp.
Niente da fare, per il doganiere quello rimane un oggetto non classificabile e il suo autore un ciarlatano malvestito. In realtà quella è invece l’opera di punta della mostra di Brancusi in quanto, con essa, l’autore vuole inaugurare una nuova fase del suo lavoro in cui il superfluo viene eliminato e si arriva all’essenza pura, a quella che egli chiama la “forma primordiale o genitrice“.

Vi starete chiedendo il perché F.J.H. Kracke, il doganiere della nostra storia, si prenda la briga di giudicare o meno un’opera d’arte. Ebbene, dovete sapere che in quel periodo negli Stati Uniti è in vigore il Tariff Act, una legge del 1922 che prevede l’esenzione fiscale (duty free) per le opere d’arte.
Lo zelante funzionario, dunque, non essendo d’accordo nel considerare quella strana cosa come un’opera d’arte, decide di classificarla nella categoria “Kitchen utensils and hospital suppliesRetrospettiva di Brancusi alla Brummer Gallery 1926(arnesi da cucina e supporti da ospedale).
Pensandoci a posteriori, in un momento in cui quella scultura è valutata 27,5 milioni di dollari, la decisione del funzionario appare quantomeno inavveduta. E comunque comporta, per Brancusi, una tassa salata da pagare, quella prevista dal paragrafo 399 per l’importazione di manufatti di metallo: il 40% del prezzo di vendita, ossia 240 dollari dell’epoca corrispondenti a circa 2.400 attuali.
Insomma Brancusi non ci resta proprio bene, immaginatevi Duchamp che, nel suo repertorio di opere, non ha di certo quelle auspicate dal doganiere e il cui afflato dadaista si basa sulla provocazione fino ad arrivare a esporre un orinatoio in porcellana.
Brancusi e Duchamp all’inizio rifiutano categoricamente di pagare l’ammenda ma alla fine devono cedere. Tuttavia non finisce lì. Decidono infatti di far causa al governo degli Stati Uniti.
Una pagina da America, 13 Marzo1927Per capire meglio la questione bisogna sapere che, fino ad allora, l’arte era ancorata alla mera rappresentazione del reale. È solo a partire dall’astrattismo, passando per l’impressionismo, che questa concezione inizia a incrinarsi. La vicenda accade proprio nel momento in cui negli Stati Uniti si stanno insinuando le nuove correnti e il modo in cui si svolgerà e sarà risolta sarà significativo in seno alla disputa figurativo-astratto.

Il mese successivo si apre così il processo “Brancusi vs United States“, che durerà due anni e al quale Brancusi non parteciperà personalmente ma porterà illustri testimoni a difendere la nuova tendenza artistica. L’acceso contradditorio verterà su cosa possa essere o meno considerata un’opera d’arte.
Tutti i dettagli nella prossima puntata. Per ora vi lascio alla galleria con un ricco assortimento di foto storiche riguardanti li scultore rumeno. Buona visione!

Il caso Brancusi:

Fonti: “But Is It Art?” Constantin Brancusi vs. the United States | Lo scultore e il doganiere: il caso Brancusi | Il caso Brancusi | Constantin Brâncuși e “L’uccello nello spazio”: un curioso caso giudiziario | Caso Brancusi – Wikipedia

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7 commenti

  1. PaolOrtuAltieri · · Rispondi

    Gli americani…. si capisce anche solo dalla legge citata Tariff Act, che specie di intelletto (?) spesso troviamo in quella gente….. ovviamente nessuna “erba un fascio”, ma solo il “maliziare” su queste MERAVIGLIOSE sculture, può denotare che struttura mentale muove al di là dell’ Atlantico….. non cito lo sterminio dei fratelli nativi, non cito quello che è successo solo “ieri” ai poveri “colored” usati nei campi, non cito la cocacola o il mer’donald e i suoi panini, né la volontà di essere padroni del mondo, cito solo la Traffic act e la sua contortura…. ma forse, lo zelante doganiere, ha avuto in odio semplicemente la libertà di pensiero e d’ azione del Dadaismo e non lo ha trovato in linea con la sfumatura corta dei capelli dei giovani usa o i campi di boy scout di topolino….
    Silvana Mangano Dea di bellezza, Brancusi puro genio…..
    Articolo meraviglioso.
    Hasta

    1. Ti ringrazio per il commento però non mi trovi d’accordo con le tue considerazioni. Se da una parte sono anch’io tendenzialmente antiamericanista a livello culturale, devo ammettere che, dopo aver studiato parecchio ed essere andata a toccare con mano ciò che accade nella Grande Mela, mi sono dovuta ricredere. Al di là della legge in questione, che mi pare vantaggiosa (e quindi positiva) per gli artisti, la sua applicazione da parte di un singolo non è indicativa nel farmi pensare che i newyorkesi tutti fossero legnosi e rigidi come il nostro doganiere. Inoltre, proprio in quel periodo, New York era effervescente, nuovi movimenti arrivavano dall’Europa rompendo certezze e rivoluzionando il modo di concepire l’arte. Non tutti erano pronti a capire e assimilare ma, come vedremo nel processo, il mondo dell’arte non la pensava proprio così, anzi… Comunque ne riparleremo quando tutta la storia sarà sviscerata.
      Per ora ti ringrazio, buona giornata!

  2. PaolOrtuAltieri · · Rispondi

    Ammetto e “ammendo” di essermi lasciato prendere la mano di getto senza ponderare: le tue sacrosante considerazioni sono racchiuse nel mio stringato “erba un fascio” (e non mi stò arrampicando sullo specchio dello scusone/ furbone )…. e che a volte sono come quei bulletti a cui cerchi la mamma che ti rispndono ” non mi cicchisi a mamma mì !”, dove mamma sono la libertà di pensiero ed espressione, l’ arte e specialmente il dadaismo, movimento di pensiero che mi h afulminato da giovanissimo con un libercolo, che forse ancora possiedo (Il Dadaismo), dell mondadori mi pare, trovato per sbaglio nella biblioteca paterna, sezione libri proibiti.
    Ringrazio te, la tua vasta produzione e l’ appuntamento giornaliero che regali ai tuoi lettori. (privo di qualsivoglia Captatio benevolentiae o paraculismo che dir si voglia !)
    BuenDia (aureliano ah ah ah )
    Pablo

  3. Un caso molto interessante dei profondi cambiamenti che la raffigurazione artistica affronta l’Arte nel 900.
    Attendo il secondo capitolo, anche se conosco come si è conclusa la vicenda 🙂 ma non spoilero

    1. Molto molto interessante! Ti ringrazio per la non spoilerata, anche se… ci vuole davvero poco, basta cliccare su uno qualunque dei link che ho fornito, ma mi piace pensare che i miei lettori lo vogliano sapere da me ah ah ah 😉

  4. Forse la parola giusta è passatismo cioè il richiamo al passato, e i suoi sinonimi conservatore, oscurantista, reazionario, retrogrado, borghese, tradizionalista, retrivo, destrorso, nostalgico, restauratore…
    Il desiderio di purezza e contro la decadenza dei costumi, questo è un male che nell’arco della nostra storia troviamo spesso, dove c’è religione dogmatica dove c’è dittatura c’è passatismo, quindi nel caso Brancusi non si tratta di non riconoscere un’opera d’arte ma di negarla come tale.
    In Germania poco dopo qualcuno parlava di arte degenerata, parliamo di una cultura legata alla tradizione Greco Romana, l’arte per loro poteva solo rappresentare bellezza, potenza e purezza.

    1. Sì, questo è vero ma l’astrattismo era nato da poco e per loro significava una concezione totalmente diversa dell’arte. Comunque il verdetto non è così scontato come sembra. L’uomo pare ottuso ma ha uno spirito di sopravvivenza dell’intelligenza che gli ha permesso di progredire fottendosene dei preconcetti.
      Ad ogni modo domani esce il finale quindi, se sei curioso, ne riparliamo 🙂

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