Museo Nivola – Le Corbusier. Lezioni di Modernismo – diario di viaggio

Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismo
Museo Nivola – Le Corbusier. Lezioni di Modernismo

Luogo: Museo Nivola >> Orani
Titolo mostra: Le Corbusier. Lezioni di modernismo
Curata da: Giuliana Altea, Antonella Camarda, Richard Ingersoll, Marida Talamona
Date: Dal 22 dicembre 2018 al 17 marzo 2019

Introduzione | Collezione Permanente

Arrivati all’edificio dell’ex lavatoio che ospita la mostra dedicata a Le Corbusier, ci siamo fatti dunque più di un’idea su quali fossero i rapporti fra Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di ModernismoCostantino Nivola e il celebre architetto padre del Modernismo.
La guida ci spiega che l’artista sardo aveva raccolto una collezione di 300 disegni che, in un atto di grande generosità, decise di donare in parte. Da questa collezione, oggi divisa tra Europa e America, sono state selezionate 64 opere appartenenti alla Fondazione Nivola e alla collezione de La Fondazione di Sardegna nell’ambito del progetto “AR/S – Arte condivisa in Sardegna“.

La guida ci lascia all’ingresso della mostra e il gruppo si disperde. Mi infilo in un cunicolo della struttura nera che divide le sale e Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismofinisco di fronte alla riproduzione dei dipinti murali di Le Corbusier. Come vi ho anticipato nell’introduzione, infatti, nel settembre del 1950, Le Corbusier aveva dipinto due pareti contigue della casa di Long Island di Nivola. Vediamo delle fotografie che lo ritraggono all’opera coi figli di Nivola che gli ronzano attorno. Le Corbusier amava andare a trovare l’amico nella sua casa di Long Island. Ci passava ogni volta in cui sentiva il pressante bisogno di uno stacco dallo stress e dagli impegni. È chiaro che fra lui e Nivola ci fosse un rapporto di affetto e rispetto.

Long Island ha rappresentato anche, per i due, la possibilità di conoscere meglio il lavoro dell’altro e di scambiarsi reciproche influenze. Nel periodo in cui Le Corbusier fu ospite della casa, infatti, condivisero lo studio di Nivola ed è Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismoproprio su quelle spiagge che Le Corbusier realizzò delle opere di sand casting oggi perdute. Lo testimoniano in mostra due bronzi tratti da questi sandcast, uno dei quali raffigura la Main ouverte, la mano aperta simbolo di pace, prosperità e comunione tra gli uomini.
Quindi, nonostante Nivola considerasse Le Corbusier un maestro e avesse tratto da lui influenze dal punto di vista pittorico, anche questi assorbì qualcosa del lavoro dell’artista. In particolare, queste sperimentazioni sul sand casting contribuirono alla ricerca sui rapporti tra scultura e architettura che Le Corbusier aveva iniziato già nei primi anni ’40 e che vedrà i suoi risultati negli edifici degli anni ’50.

A questo punto mi rendo conto di aver invertito l’ordine cronologico della mostra. Non Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismoimporta, è un punto di osservazione differente, può essere interessante. Mi immetto nei corridoi in cui è esposta la collezione di disegni. Mi soffermo a osservare le opere che, nonostante in alcuni casi appartengano a periodi e stili differenti, conservano sempre una stessa traccia stilistica tendente alla geometrizzazione del reale. Sia quando il soggetto sono gli oggetti di uso comune del periodo purista, in cui il tema principale è la natura morta, sia quando si tratta della figura umana, le forme subiscono delle traduzioni di Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismotipo geometrico. Il geometrico armonioso del periodo purista, tuttavia, viene soppiantato da un geometrico più aggressivo e inquietante. I volti e i corpi perdono le sembianze e, da forme riconoscibili, subiscono una profonda riduzione stilistica, tanto da apparire quasi deformi. Qui è evidente l’influenza di Picasso e Léger, nonché il contatto con l’atmosfera surrealista.

Nel campo della figura, protagonista è il nudo Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismofemminile che mette in luce quanto per Corbusier la donna fosse una sorta di ossessione. Il tema emerge dopo il suo viaggio ad Algeri del 1931 e si sviluppa attorno a un atteggiamento orientalista che tende a mitizzare la donna, pur riconoscendole una doppia valenza anche carnale, come oggetto di desiderio maschile.
Tuttavia, solo una donna riveste particolare importanza per Le Corbusier, cioè sua moglie Yvonne Gallis che rappresenta con una candela accesa che ricorda tanto il Museo Nivola - Le Corbusier. Lezioni di Modernismofocolare domestico ma anche il fuoco del suo potere sessuale.

Ed eccoci giunti al termine di questo breve ma intenso viaggio fra i monti arcobalenati di Orani. Ci fermiamo a rifocillarci nel caffè del museo. Piove ancora. Salta la visita alle strade del paese tempestate di foto di Carlo Bavagnoli. Vorrei anche vedere di giorno la facciata della chiesa di Nostra Signora d’Itria dipinta da Nivola su cui mi son imbattuta la notte prima gironzolando per le vie. Tornerò.
Nel frattempo godetevi la gallery. Buona visione!

8 commenti

  1. Ottimo resoconto di un tuo viaggio nei dintorni delle opere segnate dal duo Le Corbuser- Nivola, viaggio che sembra entrare nei meandri storici del modernismo, oramai alle nostre spalle, ma che rientra e/o dovrebbe, di prepotenza, nel contemporaneo e sarebbe ora! A fronte di un fare odierno (in architettura ma non solo) un tantino noioso perché sin troppo “professionale” il gusto dell’errore nel vecchio Corbu sembra donare calore umano alle opere! Non a caso hai saputo carpire sensualità e amore verso la Donna in Disegni&Dipinti sebbene Corbu amasse “solo” la sua Yvonne ma (mi confidò la pargola di un Maestro Prof. decano presso il Politecnico Milanese e Amico di Corbu) quando si incontrarono in Milano non disdegnò una visita presso una Casa Chiusa, altri tempi e detto senza moralismo di sorta!! In ogni caso vero che Corbu resterà negli annali della Storia dell’Architettura ma anche come Artista figurativo non è da sottovalutare e, direi, non sfigura accanto a Léger; circa l’Orientalismo molti Artisti, più o meno coevi, trassero stimoli e linfa da Terre esotiche basti citare Paul Klee, certo tantissimo ci sarebbe da dire ma mi limito qui, un saluto con stima
    r.

    • Son d’accordo con te sul fatto che dovrebbe rientrare nel contemporanea, pensavo di essere un’aliena a pensarlo, mi fa piacere di non essere la sola. La storiella invece è divertente 🙂

      ps non dimentichiamo Gauguin…

  2. E come fare a dimenticare Gauguin!! In lui l’esotismo resta fonte di ispirazione fortissima che, poi, traspose con una rara, sofisticata vena erotico/sensuale in dipinti e disegni da annali; e ti invito a visionare il film dedicato a Van Gogh, (appare anche Gauguin) ora nelle sale cinematografiche, pellicola discutibile ma molto interessante e recitata benissimo!
    r.

    • Sì sì, conosco il rapporto fra i due… per un periodo vissero anche assieme ma Vincent purtroppo aveva dei seri disagi mentali, grandi forse quanto la sua grandezza artistica. Gaugin, invece, dall’idea che mi son fatta, credo fosse uno che sapeva il fatto suo e non poté sopportare quel rapporto diventato ossessivo. Comunque sì, l’esotismo di Gaugin è proprio così come lo descrivi: “una rara, sofisticata vena erotico/sensuale”. Poi ci sarebbero da fare altre considerazioni sulla sua personalità ma lasciamole a un eventuale approfondimento sulla sua arte che magari prima o poi farò. D’altronde quel periodo è così interessante, soprattutto nel periodo del passaggio dall’Ottocento e delle prime avanguardie con Parigi fiammante di arte e cultura. Non sai quante volte mi son detta che avrei voluto vivere in quel periodo, anche se le donne non avevano certo raggiunto i traguardi di oggi e fare la musa, non so, non mi ci vedo 😉

  3. Vivere in quel periodo effervescente certo resta ideale che, per certi versi, mi accomuna con la tua idea ma potrebbe essere più idea “romantica” che reale nel senso che fu periodo molto più complicato di quanto possa apparire a visione di superficie, tieni presente che la vita era durissima per gli uomini, a meno che non fossero molto abbienti, figuriamoci per voi donne! Anche le “Muse” poi non versavano certo in condizioni ideali: più prossime a prostitute (in senso lato) che a soggetti umani e sensuali basti pensare a Camille Claudel (DonnArtista geniale!) in rapporto a Rodin o alle tante Modelle/Muse di Boucher.. Insomma le Storie vanno sempre ben contestualizzate nel loro insieme! E ancora oggi (scusa la apparente volgarità ma credo renda bene l’idea) sin troppi maschietti ritengono voi donne “buchi che camminano”, triste ma è così e non solo presso popolazioni islamiche.. Un saluto
    r

  4. vedi io sono e resto innamorato dell’universo arcaico, tipo il mondo grecolatino ma , ricami da parte, prova a leggere ciò che ne scrive la prof.ssa eva cantarella (docente a milano e lei ne fa questione di mentalità) e per le persone dell’epoca.. brrrr!!! E le Donne buone (quasi) solo a procreare e della loro sensualità-sessualità in pratica non interessava a nessuno, che poi abbiano prodotto res mirabilia discorso altro..

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