Museo Nivola – Collezione permanente – diario di viaggio

Museo Nivola - Collezione permanente
Museo Nivola – Collezione permanente

Luogo: Museo Nivola >> Orani
Titolo mostra: Collezione permanente

Introduzione | Le Corbusier. Lezioni di Modernismo

Orani dal Museo Nivola - Collezione permanentePioviggina e fa freddo. Percorro la salita che porta al museo e sono attratta da un cancello aperto in cui si intravede un giardino. Forse si passa da qui, comunque entro.
All’improvviso appare la prima scultura che si staglia sul paese illuminato di una luce rosea e sormontato da un arcobaleno intero. A questo punto il freddo non si sente. E manco la pioggia che continua imperterrita a picchiettare sul terreno.
Continuo il percorso verso la parte superiore del museo, dove trovo tutta un’altra serie di sculture. Alcune mi son familiari essendo molto simili a quelle del Palazzo della Regione a Cagliari, luogo dove ho avuto modo più volte di contemplarne l’armoniosa purezza delle linee. Museo Nivola - Collezione permanenteA tal proposito, è un’opera in mostra a colpirmi particolarmente: “La vedova” (1985), una scultura in marmo turco bianco. L’opera è particolarmente sottile e sinuosa e, solo a uno sguardo laterale, rivela il ventre rigonfio caratteristico delle opere di Nivola che rappresentano la donna. Madre, generatrice della vita. Fertilità, abbondanza, prosperità. Vi ho parlato tante volte della Dea Madre sarda e della sua simbologia, per cui capirete quanto l’intensa interpretazione che ne fa Costantino Nivola possa stare sulle mie corde.

Entro nel museo e partecipo alla visita guidata. Il percorso espositivo parte col sand casting, Museo Nivola - Collezione permanentenello specifico con l’immagine iconica dello showroom dell’Olivetti a New York del 1954. Piuttosto interessanti alcuni bozzetti che Nivola fece in fase di preparazione. Finalmente mi trovo davanti a un’opera di sand casting vera e non fotografata. Mi posso avvicinare per vedere spuntare sul retro il gesso bianco. La tecnica consiste, infatti, nel creare uno stampo con la sabbia e farci colare gesso bianco (successivamente, per questioni economiche, Nivola optò per il calcestruzzo al posto del gesso). Vedendo le opere, capisco bene come funziona e posso apprezzarne l’effetto.

La guida ci racconta le opere guidandoci nel percorso. Entriamo dunque nel tunnel dedicato al periodo in cui Nivola fu direttore dell’ufficio grafico della Olivetti a Milano e poi, a New York, art director delle riviste di architettura “Interiors and Industrial Design” (che Museo Nivola - Collezione permanentediventerà “Progressive Architecture”) e “The New Pencil Points”, e della rivista femminile “You”. Ciò vi fa capire quanto la sua produzione grafica fosse eterogenea e la sua creatività duttile ed elastica.
Il tunnel conduce a una prima sala dove troviamo ancora opere di sand casting e una bellissima foto di Nivola che lavora alla realizzazione della facciata di un palazzo negli States con il cantiere sabbioso alle sue spalle e la carriola parcheggiata accanto. Più che il cantiere di un artista, sembra quello di un muratore, ci fa notare la guida. Fa sorridere perché lui iniziò proprio così a Orani, sesto di dieci figli di un padre muratore da cui apprese i primi rudimenti del mestiere.

Ed è proprio a Orani che Nivola ideò un’idea che, a mio parere, somiglia tanto a progetti di Museo Nivola - Collezione permanentearchitettura sociale molto attuali. La guida ci mostra infatti il disegno di un modello per la cittadina sarda e ci racconta la storia. Quando Nivola tornava da New York, si accorgeva che il suo paese era cambiato: i luoghi in cui si incontravano le persone quando lui era piccolo, cioè le strade, non fungevano più da aggregatore sociale. L’artista, che non ha mai dimenticato la sua terra, ha pensato di ricreare queste condizioni inventando un sistema di unione fra le case del centro storico. Con mio immenso gaudio, la guida ci dice che il progetto non è stato dimenticato e che anzi, recentemente, il comune ha pubblicato un bando per la sua realizzazione.

Proseguiamo su un’altra sala in cui sono esposte sculture in terracotta. Mi colpisce una Museo Nivola - Collezione permanentegrossa palla costituita da uomini che ricorda il mondo e l’effimera vita umana al suo interno.
La guida ci fa notare inoltre il Modello per il Monumento ad Antonio Gramsci (1968). Nivola aveva ideato una grande stanza all’interno della quale si trovava Gramsci sia disteso, sia appeso a una fune. L’artista voleva ricordare la vita straziante dello scrittore sardo fra malattia e carcere. In particolare il corpo appeso fa riferimento all’uso del tempo, in caso di affezione da gobba, di appendere le persone alle spalle con l’intento di guarirle. La guida continua dicendoci che il progetto non fu accettato e per questo Nivola non fu molto contento.

Museo Nivola - Collezione permanenteAndiamo avanti nell’ultima sala dell’esposizione in cui son presenti alcune sue sculture più note: “La vedova” (1985), appunto, “Due figure” (1981) e una seconda scultura dedicata alla Madre, che troviamo anche nello spazio esterno.

Qui finisce la visita alla Collezione permanente. Come vi ho anticipato, passeremo poi alla mostra dedicata a Le Corbusier. intanto ecco la gallery. Buona visione!

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