I grandi dell’arte – Klimt vs Schiele – Il Bacio proibito

Di allievi che scimmiottano illustri maestri, cardinali vogliosi che seducono suore indecise, classi borghesi bigotte e ipocrite nel mirino di artisti ribelli, incesti velati e nevrosi evidenti in opere parodiche dal contenuto illecito, nuove correnti gravate da artisti isterici e blogger invasate in cerca di un bravo strizzacervelli.

Vienna, 1910 circa

Sono sicura che ricordate Il Bacio di Klimt, ne abbiamo parlato fino alla nausea in occasione dello studio dedicato al grande (e controverso) artista austriaco simbolo della Secessione viennese. Più recentemente, inoltre, abbiamo fatto una carrellata veloce della vita di Schiele, un altro grande artista che, a partire dall’Art Nouveau tipica della Secessione, sviluppò una nuova corrente artistica. Ovviamente parlo di Espressionismo.
Ciò che non ho scordato di dirvi ma che ricordo a chi se lo fosse fatto sfuggire, è che i due artisti furono legati da uno stretto rapporto. Egon fu allievo di Gustav, nonché suo amico. Fu Gustav a introdurre Egon nel mondo artistico dell’epoca e a permettergli di esporre e vendere le sue opere.
Vi starete chiedendo cosa c’entri Il Bacio. Ebbene, guardate quest’opera di Schiele.

Egon Schiele - Cardinale e Suora, 1912
Egon Schiele – Cardinale e Suora, 1912

Non vi ricorda qualcosa? Il titolo è Cardinale e Suora ed è stato realizzato nel 1912, quattro anni dopo Il Bacio di Klimt.

Klimt - Il Bacio, 1908
Klimt – Il Bacio, 1908

Non ci vuole particolare perspicacia per notare un parallelismo fra le due opere. Il primo livello è quello figurativo in cui si osserva l’assonanza nella posizione dei due soggetti inginocchiati l’uno di fronte all’altra e chiusi in un abbraccio. Il livello concettuale, invece, si differenzia notevolmente. È evidente che l’opera sia più una rivisitazione caricaturale de Il Bacio klimtiano. Per prima cosa vi è l’identità dei soggetti: un cardinale e una suora. Appunto.
Inoltre quest’ultima è rivolta verso lo spettatore come se avesse paura di essere scoperta, mentre il cardinale sembra fregarsene altamente e cerca di riportarla a sé prendendola per una spalla. Il forte contrasto fra il nero e rosso delle tonache rappresenta il differente atteggiamento dei due e aumenta la tensione sfruttando il dualismo e l’opposizione. I confini dei corpi, segnati solo dal colore, si perdono senza alcun riguardo per la prospettiva. A chi glielo fece notare, Schiele rispose:
E’ un delitto porre dei vincoli a un artista, sarebbe come uccidere una vita nascente”.

Vien da chiedersi come mai Schiele abbia voluto scimmiottare il maestro. In realtà non è esattamente così per due motivi: il primo è che, a quanto pare, non suona strano che un allievo replichi l’opera del proprio maestro; il secondo è che Schiele voleva dare un messaggio preciso, una forte critica alla società viennese, in particolare alla classe borghese bigotta e ipocrita.

L’immagine è quella di un amore proibito e sacrilego. I volti sembrano quelli dello stesso autore e della sorella, quella che abbiamo visto essere la sua prima modella.
I piedi sono lo specchio del tremore interiore di Schiele: la loro forma alterata esprime tutta la drammaticità del suo animo, i suoi conflitti e le sue emozioni controverse.

Insomma, è più probabile che Il Bacio del maestro sia stato solo una scusa, il trampolino per un’opera che viaggia da sola e fra mille sfaccettature.
Schiele dimostra dunque, per l’ennesima volta, di avere una personalità sì influenzata da Klimt, ma capace di discostarsene e di imboccare vie diversificate e autonome. Capacità questa che lo porterà alla creazione di qualcosa di completamente diverso sia nello stile con l’abbandono dell’Art Nouveau, sia come tematica più concentrata sull’uomo e sui suoi moti interiori.

Quest’opera si trova al Leopold Museum di Vienna, luogo che ho tutte le intenzioni di visitare nel mio (quasi) imminente viaggio. Ma soprattutto avrò la possibilità di vedere anche Il Bacio di Klimt al Museo Belvedere. Non temete, non mancherò di raccontarvi le mie impressioni, sempre che regga il colpo.

STAY KLIMT-SCHIELED!

Fonti:
L’arte del bacio – Egon Schiele | Il bacio (Klimt) – Wikipedia | Egon Schiele – Wikipedia | Gustav Klimt – Wikipedia

16 commenti

  1. Decisamente atteso. Sono particolarmente attratto dall’espressività figurativa di Schiele e questo episodico incontro “baciato” tra klimt e Schiele mi chiarisce ulteriormente la figura di quest’ultimo. 🙂

    • Contenta del tuo interesse Renato… Se avrai la pazienza di seguirmi nelle mie peripezie “austro-ungariche” forse (dico forse) potrò chiarirti (e chiarirmi) ulteriormente il rapporto fra i due e le loro arti 😉

  2. Accomunati l’erotismo ma opposti; decente/indecente, formale/informale, meticoloso/audace, passato/futuro due pesi massimi dell’arte vissuti in un momento storico irripetibile, nei loro quadri nonostante fossero figurativi, sento molta geometria e nonostante tutti i loro difetti come uomini li amo profondamente.
    Molto bello il tuo pezzo! 🙂

    • Ti ringrazio. La questione mi ha incuriosito molto, volevo capirne il senso e mi piace molto il fattore di critica al moralismo bigotto, peraltro falso, che caratterizzava i salottini del grande Impero.
      Klimt e Schiele sono molto interessanti da troppi punti di vista. La questione donne ed erotismo poi è particolarmente intrigante, anche se espressa (e vissuta) in modo differente. Senza scordare il fiato sul collo di Freud e le sue teorie. Una bella esplosione direi! In pratica mi catapulterò in atmosfere da inizio secolo scorso fra artisti di ogni sorta e fermento culturale. Non so se riuscirò ad adattarmici ma so cosa ci vedrò, in effetti lo vedo già 😉

  3. In effetti, suona moltissimo falso bigotto, in realtà in quel periodo nasce una forma di teoria della liberazione, una ricerca che oltre alla liberazione dei costumi guarda verso un nuovo modo di vivere comunitario socialista con tendenze all’anarchismo, per questo si spiegano certi atteggiamenti soprattutto di artisti come i sopracitati, Freud fa il resto e noi siamo i figli dei figli di quel momento.
    tu sai chi sono i Balabiótt?
    https://it.wikipedia.org/wiki/Balabiótt

    Caspita vai in AustroUngheria.. ti invidi tantissimo, certo dovrai avere una persona molto paziente con tè! mi immagino i tuoi ritmi. allora buon viaggio. 🙂

    ps guarda se hai tempo questo doumentario del mitico Daverio…

    • Sì, ho visto quel video quando ho realizzato lo studio su Klimt. Molto interessante, grazie 🙂
      Questo è il quarto anno in cui viaggio da sola, a parte gli inverni a Barcellona, diciamo che non so più se riuscirò a partire in compagnia, nel caso potrei solo con persone estremamente autonome e poi… non so, è una strana sensazione di libertà trovarsi soli fuori dal mondo… mi piace molto, l’anno scorso a Santorini nell’immensità del tramonto di Oia… non so, ho avuto consapevolezza di appartenermi davvero e che questi viaggi in solitaria sono estremamente importanti per il mio equilibrio… Ti ho risposto? 😉

      • Certo che mi hai risposto! ma io non volevo essere curioso, avevo fatto solo una considerazione mentale legata alla tua autonomia intellettiva, quindi di conseguenza ho pensato anche alla tua autonomia operativa, diciamo così! bene allora aspettiamo con ansia le tue cronache di viaggio! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.