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Venezia – “DNA Study” di McArthur Binion (USA) alla Biennale Arte 2017

Biennale Arte 2017 - Padiglione Centrale (Giardini): "Dna Study" di McArthur Binion (USA)

Biennale Arte 2017 – Padiglione Centrale (Giardini): “Dna Study” di McArthur Binion (USA)

Luogo: Venezia >> Giardini della Biennale >> Padiglione Centrale >> Padiglione delle Gioie e delle Paure
Titolo mostra: VIVA ARTE VIVA
Titolo opera: DNA Study
Artista: McArthur Binion
Curatore: Christine Macel
Dal 13 maggio al 26 novembre 2017

"Dna Study" by McArthur BinionNel Padiglione delle Gioie e delle Paure, mostra curata nel Padiglione Centrale dei Giardini dalla stessa Christine Macel, curatrice di questa 57esima Biennale di Venezia, mi sono scontrata con le trame incrociate di McArthur Binion, artista afroamericano classe 1946. In realtà sul posto non avevo ben capito di cosa si trattasse ma, vista la particolarità delle sue opere, ho deciso di approfondire scoprendo un linguaggio visivo piuttosto interessante le cui trame esplorano narrazioni personali autobiografiche servendosi del Minimalismo.

Biennale Arte 2017 - Padiglione Centrale (Giardini:) "Dna Study" di McArthur Binion (USA)Partendo dall’idea del DNA, cioè il punto d’origine fondamentale per l’esistenza umana, Binion vuole unire la sua esperienza autobiografica con la narrazione afroamericana. Il tutto attraverso elementi visivi del modernismo, movimento che ha avuto un boom negli anni 70 a New York e che ha trascurato il lavoro dell’artista. Le sue griglie, infatti, si rifanno allo stile grafico dei dipinti modernisti e sono una chiara rappresentazione di auto-consapevolezza e scoperta di sé: una riflessione cosciente su se stesso e sui discorsi storici che lo hanno coinvolto.

"Dna Study" by McArthur BinionNei suoi autoritratti, Binion utilizza fotocopie dalla sua rubrica dagli anni ’70, creando campi geometrici astratti di colore. Questi pannelli contengono i nomi di “Basquiat“, “Mary Boone” e “Meryl Streep” tra gli altri, cioè amici, amanti o conoscenze casuali. Questi nomi, che stanno per l’alta società creativa di New York del tempo, sono usati, ancora una volta, per richiamare la storia personale di Binion come artista nero ignorato in una maggioranza bianca.
Insomma, dietro i crosshatch di Binion, si cela sia il suo passato autobiografico di esclusione dal panorama artistico degli anni 70, sia la storia stessa delle dinamiche razziali che hanno accompagnato quel periodo storico.

McArthur Binion vive e lavora a Chicago. È stato il primo afroamericano a laurearsi presso l’Università di Cranbrook ed è professore associato presso il Columbia College. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni private e pubbliche tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York; Cranbook Museum of Art, Bloomfield Hills, Michigan e l’Istituto di Arte di Detroit, Detroit, Michigan.
Ecco le immagini. Buona visione!

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LINK UTILI:
Wikipedia

3 replies »

  1. Molto belli ! a volte la genialità e la bellezza dell’ arte stanno nell’ essenziale e queste righe o segni, in contrapposizione geometrica, hanno un effetto “calmante” e rassicurante.
    Che la loro bellezza sia davvero il richiamo onirico all’ origine della vita ?

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